***Capitolo 5b***

Diverso tempo dopo, Lena arrivò davanti al portone della casa di Julia, suonò il campanello e non si accorse di qualcuno che si stava avvicinando alle sue spalle, fino a quando questo le poggiò una mano sulla schiena. Lei sobbalzò e, girandosi rapidamente vide lui, esclamò: Adrian!!?
Adrian (indietreggiando): Non temere non voglio farti del male

La brunetta aprì la porta, riconoscendo immediatamente il ragazzo, si dispose sveltamente davanti all’altra, come per proteggerla.

Julia (con tono severo): Vattene se non vuoi che chiami la polizia!
Adrian (in quel momento fissava il bendaggio della ragazza): Julia… mi dispiace per quello che ti ho fatto… non ero in me
Julia: Cazzo se lo eri! Qualche centimetro in più e mi rispedivi a Vladivostok, se non sotto terra!
Lena (afferrando la mano di Julia e dicendo al ragazzo): Va via, io non voglio più vederti dinanzi ai miei occhi! Come diavolo hai fatto a sapere-
Adrian: Ti ho seguita, volevo solo scusarmi e… nient’altro

Il giovane osservò per qualche secondo le mani intrecciate delle due ragazze, poi voltandosi disse: “Perdonatemi, non avevo capito niente.” Andò via.
Loro due guardarono la BMW intanto che si allontanava. Anche dopo quello che era accaduto, provarono tristezza per lui.

Ed entrarono in casa. Poco dopo, la mamma di Julia si presentò in salotto con una torta alle mandorle appena sfornata e il marito al seguito con tanto di grembiule e cosparso di farina dalla testa ai piedi. Trascorsero tutti e quattro un pomeriggio tranquillo, sfogliando vecchi album di foto e ricordando quei periodi della loro vita ai quali erano legati. Verso sera, quando al ragazza dai capelli rossi si stava preparando per lasciare l’abitazione, qualcun’altro bussò alla porta; era la signora Katina, con un aspetto alquanto frustrato.

Mr.Volkov (aprendole): Buonasera, come sta?
Mrs.Katina: Potrebbe andare meglio, mia figlia è qui?
Mr.Volkov: Lena è in salotto, prego si accomodi
Mrs.Katina: Lo immaginavo
Lena: Mamma? Che ci fai qui?
Mrs.Katina: Devo parlare con i genitori di Julia, da sola, vi spiace?
Mr.Volkov: No di certo, prima o poi sarebbe dovuto accadere
Julia (infilandosi una giacca): Andiamo a fare un giro Lena
Lena: Uhm.. ok
Mr.Volkov: State attente per strada.
Julia: Si, non ti preoccupare
Mrs.Katina (notando la fasciatura della ragazza): Che ti è successo?
Julia: Uno che aveva voglia di giocare a baseball ha scambiato la mia testa per la palla.
Mr.Volkov: Mh??
Julia (strizzando un occhio): Ciao dadi

7:00 p.m.
Per le strade del quartiere…

Lena camminava meccanicamente, la sua mente era impegnata altrove, la brunetta, per attirare la sua attenzione, le strattonò un braccio…

Lena: Ehi!? Che ti prende?
Julia (imbronciandosi): Non mi và che pensi ad altro quando stiamo insieme
Lena: Ufffff… che brontolona che sei – le circondò la vita con un braccio – va meglio?
Julia: Ma me lo fai apposta? Non sono una mocciosa!
Lena: Va bene, va bene sei solo un’adorabile bimba – carezzandole il fianco – che è sempre nei miei pensieri, anche se finge di non accorgersene
Julia: Ti preoccupa ancora tua madre?
Lena: Si – pausa – mi spaventa soprattutto quello che potrebbe dire ai tuoi, non vorrei che anche loro cominciassero a pensare di dividerci
Julia: Tranquilla, io li conosco bene non lo farebbero mai

Nella casa, stesso momento…

Mr.Volkov: …certo, lei ha ragione, ma loro sono molto giovani
Mrs.Volkova: Sarò inopportuna, ma sono così carine insieme
Mrs.Katina (passandosi una mano fra i capelli): Signora, per favore… ci si mette anche lei
Mrs.Volkova: E lasciamole libere, che male fanno?
Mrs.Katina: Vedo che la pensate come mio marito, io mi preoccupo del futuro di mia figlia e tutti pensano che mi diverta ad interferire nella sua vita
Mr.Volkov: Che vogliamo fare?? Separarle con la forza??? Segregarle in casa fino a quando non si dimentichino a vicenda?? Oppure vogliamo spedirle a migliaia di chilometri di distanza l’una dall’altra? Non servirebbe a niente, tranne che a farci odiare.
Mrs.Katina: E che soluzione ha da consigliare?
Mr.Volkov: “Faber est suae quisque fortunae” (ognuno è l’artefice del proprio destino).
Mrs.Katina: Vale a dire?
Mr.Volkov: Se così hanno scelto, noi non dovremmo fare altro che permettergli di vivere le loro vite, consigliandole se necessario, ma senza interferire, tanto più che Julia non ci ascolterebbe comunque – ridendo – per lei, quando si tratta di Lena, non ci sono logiche che tengono.
…………………………..
Mrs.Katina (sospirando): A questo punto, speriamo che si ravvedano da sole… e in tempo.

***

Qualche giorno dopo
10:00 a.m.
Centro commerciale

Anna stava guardando la vetrina di un negozio di abbigliamento e Lena svolazzava da un negozio all’altro nell’affannosa ricerca di qualcosa da regalare alla sua brunetta.

Anna: Lena placati! Mi fai venire il mal di mare!
Lena: Non vedo nulla di interessante, accidenti!
Anna: Se continui a correre in questo modo non vedrai neanche quello che sta sotto il tuo naso
Lena: E dammi una mano invece di fissare quel vestito! Va a comprarlo o vieni ad aiutarmi!
Anna: Non so… credo che mi ingrassi sui fianchi… sembrerò un imbuto
Lena (sbuffando): Anna… - all’improvviso, intravide un pittore seduto sul ciglio della strada, intento nel suo lavoro, si avvicinò a lui – mi scusi?
Pittore: Si?
Lena: Pensa che potrebbe dipingere due persone anche se non sono presenti dal vivo?
Pittore: In che senso? Immaginarie dici?
Lena: Attraverso una foto, un ritratto.
Pittore: Si, penso di esserne capace, ma ci vorrà del tempo e una discreta somma di denaro.
Lena: Non c’è problema. Dove posso potarle le foto, qui?
Pittore: Di solito sono in un piccolo magazzino, dove lavoro per commissioni professionali. Vieni qui – le diede un biglietto.
Lena: Grazie – gli sorrise e tornò dalla sua amica, che fissava ancora quella vetrina
Anna (riferendosi al vestito): Non mi convince
Lena: Se non entri subito a provarlo ti ci trascino io a forza

4:00 p.m.

Due persone stavano correndo lungo il sentiero di un parco e, benché fosse una giornata solare, non c’era molta gente a passeggio. La ragazzina, ormai, portava solo un cerotto sulla ferita dato che si era quasi rimarginata.

Mikhail (frattanto che correvano): Senti Julia, hai parlato con Anna di recente?
Julia: No. Che è successo? Avete litigato di nuovo?
Mikhail (fermandosi per riprendere fiato): No… e che volevo sapere se ti ha parlato.. io so tutto
Julia (mantenendo la corsa sul posto): Ti ha detto di Adrian?
Mikhail: Già. Se vuoi posso occuparmene io.
Julia: Non ci pensare neanche! Faccenda finita, discorso chiuso.
Mikhail: Sei sicura? Potrebbe riprovarci
Julia: No… tranquillo, non credo sia così folle. E poi è venuto a scusarsi
Mikhail: Ma và?
Julia: Da non credere, vero?  - pausa – andiamo lumacone, basta riposare, vediamo se riesci a starmi dietro – è così dicendo scattò in avanti a tutta velocità
Mikhail: Ehi! Aspetta! Così non vale!!!

***

Una settimana dopo
3:00 p.m.
Magazzino del pittore

Lena si guardava intorno, era davvero un magazzino. Infatti si potevano vedere scatole e scatoloni (la maggior parte vuoti), un po’ ovunque; pensò che, prima di venire abbandonato, doveva essere stato un deposito merci di qualche supermercato nelle vicinanze. Facendosi strada nel lungo e largo androne, arrivò ad una stanzetta con una porta bianca verniciata di fresco. Bussò, ma nessuno rispose.

Lena (girando al maniglia): Posso entrare?
Pittore: Shhhh… mi deconcentri, il tocco finale è il più rilevante.
Lena: Mi scusi, l’aspetto fuori allora, mi chiami lei quando è pronto – ed uscì dalla camera

Trascorse un’altra mezzora e Lena si stava spazientendo. Il tocco finale, pensò, e quanto ci vuole? Decise di andare a vedere. Girò la maniglia lentamente e si affacciò da dietro la porta: vide l’uomo seduto con la testa che dondolava in avanti, i pennelli sul pavimento e il quadro al suo posto, per fortuna. Doveva essersi addormentato di colpo.

Lena (pensando): Poverino, chissà da quanto ci lavora e io qui a giudicarlo – guardando il quadro rimase molto impressionata, era splendido anche se in bianco e nero. Le ritraeva in una posizione molto innocente ma allo stesso tempo romantica. Come l’aveva intitolato? *Neverending Story* Niente di più di ciò che sperava da sempre.

Pittore (svegliandosi): Sei qui – sbadiglio – scusa ho un sonno terribile… non ci dormo da tre giorni per non perdere l’ispirazione
Lena: E’ meraviglioso. Non so come ringraziarla.
Pittore: Pagandomi – ridendo – scherzo, mi fa piacere che ti piaccia, dalle foto che mi hai portato, ho intuito che c’è un legame speciale tra di voi e io ho solo cercato di esprimerlo
Lena: Grazie infinite, ed ecco i soldi. Meriterebbe anche di più.

La ragazza prese il dipinto, salutò l’uomo e si affrettò per consegnarlo a chi sapeva. Giunse alla casa di Julia con il fiatone. Bussò senza aspettare un altro secondo, moriva dalla voglia di mostrarglielo immediatamente.

Mrs.Volkova (sorridendo): Ciao Lena
Lena: Salve ..anf… anf… Julia … anf … è in casa? Mi dica di si … anf .. la prego
Mrs.Volkova: E’ sul tetto, sta cercando di acciuffare un micio che, non so come, non riesce a scendere, eppure ci è salito… era lì che miagolava e miagolava
Lena (indietreggiando per vederla): Ehi! Julia!
Julia: Lena! Vista da qui sembri un’alga rossa con le gambe – e scoppiò a ridere
Lena: Che cosa? Aspetta che vengo su e – posò il quadro ed entrò in casa
…………………………..
Julia (cercando di afferrare il gattino): E dai! Non farmi stare qui fino a domani
Lena (raggiungendo il tetto): Julia, stai attenta, non ti sporgere troppo!
Julia (catturando il micio): Preso! – tornò indietro e scese insieme all’altra
Mrs.Volkova (dall’ingresso): Lena! Hai lasciato questo fuori… perbacco è molto bello
Lena (a Julia): Era una sorpresa per te

La brunetta si avvicinò alla donna e lo osservò anche lei, rimase a bocca aperta. Il micio le sfuggì di mano e si infilò sotto una poltrona.

Julia: E’.. è .. è .. – senza parole
Lena: Dai… in confronto al tuo regalo non è niente di eccezionale
Julia: Ma stai scherzando??? E’ più che eccezionale! Dovremo sistemarlo… dove dovremmo sistemarlo?
Lena (arrossendo): Io pensavo.. ecco mi chiedevo se.. quando noi… se noi.. a-andremo a vivere i-i-nsieme u-u-un g-giorno – pensando – Accidenti a me! Perché devo sempre balbettare!
Julia (avvicinandosi a lei): Giusto… - e si avvicinò ancora, per darle un bacio

***

Radio “Onda d’urto”
11:40 p.m.
On-Air

Speaker2: … e se non mi credete, andate a constatarlo di persona. Un film da vomito, dall’inizio alla fine. Lo sconsiglio vivamente. E adesso, spazio agli ascoltatori…

Studio – staff

Dan: Tutto ok la testa?
Julia: Si tutto ok, grazie
Dan: Ci sei mancata in questi giorni sai? – sottovoce – sei mancata anche al boss ma lui non lo ammetterà mai
Julia: Davvero?
Dan (sorridendole): Già… acqua in bocca però, io non ti ho detto niente

A qualche metro da loro…

Direttore: La mocciosa si è fatta viva finalmente… com’è che si chiama?
Speaker1: Sssssi chiama Julia, e tu dovresssti chiamarla cosssì non mocciosssa
Direttore: Quando finirai di zagagliare fratello? Non mi sei di grande aiuto per le dirette.
Speaker1: Colpa tua, non ti ho mai chiesssto di lavorare con te in radio
Direttore: Mi servirebbe un sostituto…

Nello stesso momento, Lena era nella sua stanza con la lampada accesa, stava finendo di  leggere l’ultimo passo di un libro:

“A volte le persone ci feriscono anche se noi siamo del tutto estranei alle loro sofferenze. In certi momenti è più facile aggredire ed insultare che comprendere e soccorrere gli altri; e per qualcuno è altrettanto facile ignorare le pene che causa (volontarie e non) al suo prossimo, purché conservi immutata la propria felicità. Tuttavia, questo non deve impedirci di perseverare il nostro atteggiamento nei confronti del mondo. Nel corso della nostra vita ci ritroviamo ad affrontare diverse circostanze, felici e tristi, ma ognuna di esse colmerà e fortificherà il nostro carico di esperienze, in modo tale da renderci più forti, così da insegnare, a chi come noi si appresta a percorrere il cammino della vita.”

Chiuse il volume e lo poggiò sul comodino. Si sedette sul letto a pensare per qualche minuto, poi, guardò l’ora e accese la radio. Chissà che starà facendo lei, pensava.
Improvvisamente un’idea le lampeggiò nella mente.

Di nuovo in radio
0:00 a.m.

Dan: Un’altra e-mail con dedica… Julia?
Julia (strofinandosi gli occhi): Che c’è?
Dan: O in Russia ci sono altre due innamorate che si chiamano Lena e Julia, o questa credo proprio che sia indirizzata a te.
Julia: Che???
Dan: Leggi un po’ qua – girando il monitor verso di lei
Julia (arrossendo all’istante): Lena…
Dan: Inviamola al nostro speaker - sospirando – vorrei anch’io una storia come la vostra

Speaker2: Una dedica da parte di Lena per Julia… suppongo che sia una specie di risposta… che simpatiche. Però questa volta c’è un'iscrizione, allora:

“C’è qualcosa che mi accompagna ogni singolo istante
che mi fa vivere d’incanto e tremare all’idea di perderlo,
qualcosa che mi permetterà di respirare anche al di là del mondo…
…non può essere altro che, amore per te.”

Speaker2: Wow… il brano è appunto “Amore per te” del cantante italiano Mango, per te Julia…

E una splendida musica iniziò:

Tutto è.. pensare a te
e così ti penso
La mia carne e l’anima
fanno il cuore denso
Tu sei, tu sei, lo so
così vicina
tu sei, tu sei, lo so

Io vorrei raggiungerti
in trasparenza
Tutto è.. vedere te
con i vestiti e senza
Tu sei, tu sei, lo so
la mia rovina
tu sei, tu sei, lo so
(I see your love)
(I see your love)

È amore per te
come il sole sale e poi va giù
so che tutto il bene mio
dentro le tue braccia va a finire

Fai tu.. tu.. tu.. tu..

Io passerei tra le tue dita
ci passerei tuta la vita

Voglio ritrovarti qui
nei miei risvegli
L’aria dei capelli tuoi
respirare voglio
Tu sei, tu sei, lo so
mai come prima
tu sei, tu sei, lo so
(I see your love)
(I see your love)

È amore per te
come il sole sale e poi va giù
È così vicino il blu
(guardo te)
mare così
bello non c’è
quando sorridi

Fai tu.. tu.. tu.. tu..

Canta così nella mia vita
fermati qui nella mia vita

E’ amore per te
tanto più da non sapere quanto
Fai tu.. tu.. tu.. tu..

Io passerei tra le tue dita
ci passerei tutta la vita.

Julia si alzò e lentamente si avvicinò alla finestra; poteva leggere chiaramente, nei suoi stessi occhi riflessi sui vetri, passione, felicità e amore.

FINE

Cornice

(Completata il 22 Settembre 2003)

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