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***Capitolo 6***
6:38 p.m. Stava piovendo. Le ruote della Cagiva lasciavano tracce profonde nel terreno fangoso di quella stradina che conduceva alla casetta, nel piccolo sobborgo fuori città. Le due ragazze erano del tutto fradice salvo la testa, protetta dal casco. Il paesaggio era malinconico e dominante su qualunque stato d’animo. Lena credeva in quello che stava facendo, ma allo stesso tempo era convita delle minacce che aveva ascoltato nel collegio. Una volta arrivate, la brunetta sistemò la moto ad un lato della casa, protetto dalla sporgenza del tetto, e la coprì con un vecchio telo. Cominciava a dubitare che potesse resistere ancora ad un’altro acquazzone. Igor stava in cucina, concentrato nella realizzazione di un piatto illustrato nel ricettario, finché Julia entrò nella stessa stanza seguita dall’altra: Igor (agitando una padella sul fuoco e senza girarsi): Tu qua stai? Julia: Scusami se sono corsa via senza parlarti, ma era importante Lena: Buonasera signor Igor Igor: Ci sei anche tu? – lasciò quello che stava facendo e sollevò la ragazzina dai capelli rossi in un caloroso abbraccio – sono tanto felice che tu sia qui, chiamami Igor senza timore Lena (ricambiando la stretta): Grazie.. – in quel momento ebbe il desiderio che lui fosse suo padre. Non aveva mai ricevuto nessuna manifestazione d’affetto da colui che l’aveva messa al mondo. Igor (rilasciando la fanciulla): Ma voi siete tutte bagnate! Julia, accompagnala in camera tua e cambiatevi. Julia: E quello che stavo per dire – poggiò le mani dietro la schiena della sua amica e la spinse fuori – vieni.. di qua Lena constatò immediatamente l’arredamento spartano della cameretta, simile al resto della casa. Non c’era altro che un letto e un paio di sedie. La brunetta raccolse un borsone poggiato in un angolo e tirò fuori un asciugamano e altre vesti. Si girò momentaneamente verso l’altra, che già si era spogliata della divisa scolastica e delle calzature, e subito si dimenticò della borsa. Istintivamente avanzò verso di lei, liberandosi a sua volta dei vestiti che indossava. A mezzo metro di distanza l’una dall’altra, esplose qualcosa di incontrollabile dentro di loro. Un vortice di amore, desiderio e disperazione le circondò entrambe, intrappolandole in esso ed escludendo ogni via di fuga. Presto la ragazza bruna riuscì a disfarsi degli ultimi indumenti tra lei e la sua compagna, e ancora in minor tempo approdarono insieme sul letto. Julia: Resta stanotte Lena (sul punto di piangere): Io vorrei ma.. non posso.. non devo – pensava a quello che poteva succedere se la polizia venisse coinvolta.. soprattutto alla sua amata Julia: Resta.. solo questa notte Lena: Non chiedermelo.. per favore.. – dalla bocca di Julia non uscì più alcuna parola ma si lasciò trasportare da ciò che provava, e come si aspettava, l’altra ragazza fece lo stesso, abbandonando ogni resistenza …………………… Intanto, in cucina, Igor seguiva le ultime indicazioni della ricetta per completare il suo piatto speciale. Gli ritornò alla memoria Buck; quando vagava intorno a Edgar, nell’attesa di ricevere qualche assaggio.. e l’ultima volta che lo aveva visto. Lui era sempre pronto a difenderli. Igor: Ragazze! Venite a mangiare qualcosa! ... – dopo tre minuti, nessuna risposta, l’uomo decise di riprovare – Julia! Lena! Venite a tavola! ... – dopo altri cinque minuti, niente A quel punto cominciò a preoccuparsi. “Non vorrei che Julia fosse scappata avendo già sperimentato la mia cucina”, pensava, “Ma questa volta non ho fatto un disastro”, meditò mentre assaggiava il suo operato. Uscì dalla stanza e si avviò verso quella della figlia. Stava per bussare alla porta quando sentì strani rumori; accostò l’orecchio per capire meglio. Quello che ascoltò era un miscuglio di respiri affannosi e voci soffocate, il tutto ad un volume medio-alto. L’uomo si fece indietro alla svelta e tornò nella cucina. Iniziò a mangiare da solo, ma senza smettere di sorridere per tutto il tempo. In un certo senso si sentiva più sollevato. 3:45 a.m. Era poca la luce che illuminava quella piccola camera, in quel preciso momento non si sentiva niente all’infuori di lievi sospiri. La ragazza bruna era sveglia, abbracciata all’altra. Non smise un attimo di guardarla e di riflettere, doveva assolutamente trovare un modo…
You close your
eyes
…le accarezzò gentilmente un sopracciglio
ed il viso che ne seguiva…And leave me naked by your side You close the door so I can't see The love you keep inside The love you keep for me
It fills me
up
…la sua esistenza era stata così solitaria
negli anni passati, l’affetto di quelle due uniche persone
era tutto ciò che le aveva permesso di andare
avanti…It feels like living in a dream It fills me up so I can't see The love you keep inside The love you keep for me
I stay to
watch you fade away
…ora non le sembrava neanche vero, in pochissimo
tempo qualcun’altro aveva conquistato e vanificata tutta
quella solitudine che lei gelosamente custodiva…I dream of you tonight Tomorrow you'll be gone It gives me time to stay To watch you fade away I dream of you tonight Tomorrow you'll be gone I wish by God you'll stay
I stay
awake
…e adesso non era più capace di farne a
meno… si avvicinò di nuovo per baciarla nel momento
in cui l’altra le circondò la schiena con un braccio,
nel sonno…I stay awake and watch you breathe I stay awake and watch you fly Away into the night Escaping through a dream
I stay to
watch you fade away
…in quell’istante, tutto quello di cui
aveva bisogno era lì accanto a lei e non doveva cercarlo in
nessun luogo… tutto quello che voleva era solo poterla
amare…I dream of you tonight Tomorrow you'll be gone It gives me time to stay To watch you fade away I dream of you tonight Tomorrow you'll be gone I wish by God you'll stay Heyyyyyyyyyyyyy Stayyyyyyyyyyyy
I stay to
watch you fade away
5:21 a.m.I dream of you tonight Tomorrow you'll be gone It gives me time to stay To watch you fade away I dream of you tonight Tomorrow you'll be gone It gives me time to stay To watch you fade away I dream of you tonight Tomorrow you'll be gone I wish by God you'll stay Stayyyyyyy Stayyyyyyyyyyy Stayyyyyyyyyyy I wish by God you'd stay La ragazza dai capelli rossi si stava rivestendo, al contrario, Julia restava immobile sul letto ad osservarla. Benché non avesse chiuso occhio neanche per due ore, si sentiva come se fosse nata una seconda volta. Lena si infilò le scarpe e si riavvicinò al letto.. passò la mano sui capelli della brunetta: Devo andare, vuoi riaccompagnarmi? Julia: Se proprio non si può evitare.. andiamo - si mise la maglia e si alzò svogliatamente Tempo dopo, fuori al collegio Julia: ..ciao.. Lena: Non manca molto alla fine, presto potrò andarmene da qui e.. magari potremo vivere insieme per sempre Julia: ..lo spero.. salutami il custode quando lo vedi, come si chiama? Lena (tenendole le mani): Si fa chiamare Leo, solo da noi studentesse Julia: Ti amo.. e vorrei rapirti sul serio – sorrise – ma credo che tu non saresti d’accordo.. Lena: Come fai ad esserne così sicura? Per te potrei fare qualsiasi cosa – tempo di darle un bacio e la ragazza dai capelli rossi fuggì via all’interno del collegio. Ancora una volta Leo aveva fatto il suo “dovere”, lasciando aperto il cancello sul retro…
***
Passarono altre settimane. Igor e Julia vivevano sempre nella piccola casetta; vi sarebbero rimasti ancora per qualche tempo intanto che la nuova autofficina veniva avviata, le cui rendite consentivano il pagamento dell’affitto di un appartamento stabile. Lena stava per concludere l’ultimo anno scolastico. Entro giorni, Eva e Beatrisa avrebbero lasciato la città per andare a Praga. La ragazza dai capelli dorati aveva insistito più volte per convincerla a seguirle, ma lei non volle sentire ragioni. Non era solo uno sbandamento, come asseriva Eva, e non se ne sarebbe mai pentita. Perlomeno lo desiderava davvero. La madre era ritornata per assistere alla cerimonia di fine anno.. dopodiché potevano ritornare a casa definitivamente… In cortile Mamma: Allora Elena, come ti senti? Lena: Un po’ stanca.. Mark (mentre tirava la gonna alla sorella): Mi porti sul fiume? Mamma: Mark.. tua sorella è impegnata con cose più importanti. Ti ci porterà la mamma più tardi Mark: Io voglio lei, adesso! Lena: Ci andremo presto tutti insieme, solo un po’ di pazienza fratellino Mark: Uffaaaa! Quella direttrice antipatica non ti fa uscire? Lena (sottovoce): Non dirlo così forte o verrà a prenderti e ti porterà via Mark: Nooo non voglio andarci con lei! E’ brutta e antipatica! Mamma: Shhhh!! Zitto! La direttrice era impegnata altrove per ascoltare tali commenti, infatti stava perfezionando i preparativi dei festeggiamenti in favore delle studentesse diplomate. Nonostante fosse un avvenimento ricorrente ogni anno, questa volta sentiva la necessità di renderlo impeccabile. Infatti, questa era la ventesima celebrazione dell’istituto. Un uomo di mezz’età si faceva largo tra le ragazze nel corridoio mentre si avvicinava alla donna. Uomo: Buongiorno cugina Direttrice: Ohh, sei già qui, vieni entriamo nel mio ufficio ………………………… Uomo: Mia moglie è arrivata? Direttrice: Si.. ti avevo detto di non venire questa mattina, rischi d’incontrarla qui fuori, è a passeggio con tua figlia. L’uomo si accese un sigaro e sospirò: Elena sa tutto immagino. Quando mia moglie mi ha telefonato dicendo che non aveva più bisogno dei mie soldi.. neanche per la scuola dei ragazzi. Mi ha detto che le avrebbe raccontato tutto. Direttrice: Ma ti rendi conto di quello che hai fatto?! Di che ti meravigli?! Uomo: Lei si sta vendicando di me servendosi dei nostri figli. Il nostro matrimonio è stato un errore. I nostri genitori ci vedevano di buon occhio come coppia e noi eravamo ancora troppo giovani per capire cosa significava tutto questo. Io non sono mai stato innamorato di lei. Direttrice: Questo si era capito. L’ultima volta mi hai detto che stai per risposarti, a quando? Uomo: Io ho anche un’altra figlia a cui pensare. Ha quasi l’età di Elena.. sono stato così poco con lei e sua madre.. l’unica donna che io abbia mai amato.. ma questo non significa che non voglio più far parte della vita di Mark e sua sorella, loro saranno sempre miei figli. Direttrice: Non è me che devi convincere di questo.. Uomo: Lo so.. pensavo che sia giusto farli conoscere Direttrice: Dalle un po’ di tempo, aspetta il momento giusto prima di raccontarle la verità Uomo: E’ difficile, ma hai ragione, meglio che non mi faccia vedere 4:45 p.m. Giardino Quel luogo era divenuto uno dei più preziosi tra i suoi ricordi. La ragazza dai capelli rossi desiderava trattenersi in quel posto il più possibile, allo scopo di ricordarne ogni dettaglio in avvenire. E pensare che fino a qualche mese prima a stento ne era a conoscenza. Leo: Ciao signorina Lena: Ciao, tu arrivi sempre quando non me lo aspetto Leo: Mi mancherai testa matta Lena: Anche tu. Oltre alle mie compagne di stanza tu e Abram siete stati i miei unici amici qua dentro. Leo (sorridendo): Un guardiano, un giardiniere.. hai davvero delle strane amicizie Lena: Le persone strane sono ben altre Leo: D’accordo, allora vieni a stringere il tuo vecchio custode – e accolse la giovane tra le braccia 7:35 p.m. Aula magna Direttrice (al microfono): …vorrei ringraziare inoltre tutti i genitori ed i parenti delle ragazze per la loro partecipazione… Eva: Che lagna! Sono quaranta minuti che parla! Beatrisa: Fa silenzio Eva: Non mi dire che ti interessa?! Lena: Ragazze, ha concluso in questo momento, applaudiamole altrimenti continuerà minimo per un’altra ora In fondo alla sala, al riparo da occhi indiscreti, Julia e Leo se ne stavano tranquilli ad osservare. Leo: Mi sto ancora chiedendo come accidenti hai fatto ad entrare, io non credevo che venissi Julia: Non è stato difficile scavalcare il muro.. soprattutto quando tutti sono distratti Leo: Comunque, stai attenta a non farti vedere Julia: Non resterò a lungo, vorrei solo farle sapere che sono qui Più tardi, stanza 135 Beatrisa: Vai via stasera? Lena (raccogliendo il resto delle sue cose nella borsa): Sì Eva: Dobbiamo salutarci qui allora? Lena: Chiamatemi appena sarete arrivate Beatrisa si avvicinò per abbracciarla: Sicuro Eva: Ehi! Ci sono anch’io – si strinse anche lei alle altre due – non riuscirai a farmi piangere – aggiunse mentre tirava su con il naso Qualcuno bussò alla porta Lena (asciugandosi gli occhi): Avanti Leo (a Lena): Puoi scendere un attimo? C’è qualcuno che vuole vederti ………………….. La ragazza entrò in giardino e riconobbe subito la sua brunetta, occupata a passeggiare avanti e indietro. Lena: Julia Julia (molto triste): .. ciao.. – e restarono l’una tra le braccia dell’altra per un lungo periodo. Julia: Torni a Mosca stasera? Lena (intrecciando le loro dita): No, partiamo domani, vado in albergo con la mamma. Ascolta- Julia: No.. non c’è bisogno di dire niente, è giusto così. Troveremo un’altra soluzione. Lena: Io non voglio lasciarti! Ma come possiamo fare?! Tu non puoi venire con me ed io non posso rimanere Julia: Non sarà così per sempre. Mi serve qualche giorno per parlare con mio padre, forse- Emma: Che faccia tosta! Hai avuto il coraggio di tornare dopo quello che hai fatto! Ragazza2: Dovremmo insegnarti noi le buone maniere ragazzina Julia: Andate al diavolo – prese la mano della sua amica e si avviò verso l’esterno, fino a che una terza ragazza le bloccò il passaggio Ragazza3: Dove pensate di andare?? Lena: Sentite, non è il caso di litigare, stiamo andando via e non ci rivedremo più. Emma: Appunto, questa è la nostra ultima occasione per ripagare te e questa piccola delinquente Lena: Ma cosa volete!? Ragazza2: Svergognarvi davanti l’intero istituto. Credete che non abbiamo capito cosa siete in realtà? Julia (severamente): Provate solo ad insinuare qualcosa su di noi o su di lei e vi giuro che sarà l’ultima volta che aprirete bocca. Il custode apparve di sorpresa dietro alla ragazza accanto all’entrata del giardino: Che sta succedendo qui dentro?! Le riunioni private non sono ammesse, tornate dagli altri. Intanto che le tre si allontanavano... Emma: L’avete sentita?!? Deve essere una mafiosa Ragazza3: Può farci uccidere sul serio?!! Ragazza2: Spero proprio non ci faccia pedinare da qualche killer Emma (affrettando il passo): Non dire una cosa del genere! Lena: Grazie Leo Julia: Sì.. grazie di tutto Leo: Figuratevi.. e poi non le ho mai digerite quelle tre, troppo altezzose Lena: Ti posso chiedere un’ultima cortesia? Leo: Prego Lena: Potresti avvisare mia madre che ci rivedremo direttamente domani in albergo? Julia: Uh? Leo: Si.. non dovrebbe essere complicato Julia: Che devi fare? Lena: Venire con te, ad esempio Julia sorrise furbamente e disse: Sei sicura che poi riuscirai ad andartene via.. da me? Lena (arrossita): Non lo so, ma devo rischiare – tirandola per un braccio – dai, non ho molto tempo Attraversando quelle vie della città che presto non avrebbe più rivisto, Lena sentì come una profonda sensazione di malessere interiore. Nonostante fosse stata costretta a vivere in quei luoghi che all’inizio disprezzava con tutta sé stessa, volente o nolente, ormai ne era legata. Anche perché lì aveva conosciuto la persona intorno alla quale adesso stringeva le sue braccia, nel corso di quel breve viaggio. Ad un certo punto la brunetta cambiò bruscamente direzione… Lena: Che c’è!? Julia: Ti dispiace se allunghiamo un po’, vorrei sentirti così vicina il più possibile Lena: Perché mi parli come se questa fosse l’ultima volta..? .. ci saranno anche altre occasioni, non è così?? La ragazza bruna, anche questa volta, non rispose. Abbandonò il manubrio con una mano e, per pochi secondi, la appoggiò sulle braccia dell’altra, avvicinandole ancora di più verso di sé.
Il brano
è "The Second You Sleep" dei SAYBIA
In italiano: Tu chiudi gli occhi E mi lasci nudo al tuo fianco Tu chiudi la porta così non posso vedere L'amore che conservi dentro L'amore che conservi per me Mi riempie completamente Sembra come vivere in un sogno Mi riempie completamente così non posso vedere L'amore che conservi dentro L'amore che conservi per me CHORUS: Io rimango a guardarti svanire Ti ho sognata stanotte Domani sarai andata via Mi dà il tempo di restare A guardarti svanire Ti ho sognata stanotte Domani sarai andata via Spero in Dio che resterai Io resto sveglio Rimango sveglio e ti guardo respirare Resto sveglio e ti guardo volare, Lontano nella notte Fuggendo attraverso un sogno [CHORUS] Heyyyyyyyyyyyyy Stayyyyyyyyyyyy [CHORUS] Mi dà il tempo di restare A guardarti svanire Ti ho sognata stanotte Domani sarai andata via Spero in Dio che resterai Stayyyyyyy Stayyyyyyyyyyy Stayyyyyyyyyyy Spero in Dio che tu restassi |