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Capitolo 1 & Capitolo 2
Autore: Angeltaty
Genere:
Romantico \ One shot a due parti
Età minima consigliata: 13 anni
Restrizioni: Le t.a.T.u appartengono solo a se stesse. Questa storia è scritta per puro diletto e non ha fini di lucro. Vietato riprodurre senza l’esclusivo consenso dell’autrice.Tutti i fatti ora narrati sono frutto della mia mente e quindi non sono realmente attendibili.
Note strutturali:
  Dunque mi sono presa un pausa dalla storia che sto scrivendo causa perdita voglia e ispirazione… Ripensando un po’ alle vecchie storie… Cioè ho scritto più o meno sempre storie tristi e raramente mi sono lasciata andare in una vera commedia…Di quelle un po’ cattive… Bè questa One Shot a due capitoli è una commedia… Spero che vi faccia sorridere un po’ come quando è successo a me quando la scrivevo, Dalla serie non siamo tutti quello che sembriamo di essere… ^^ Chiedo scusa per le fan della mora, essa verrò tratta un po’ male dovevo farle fare un personaggio che secondo me le si addice molto bene… Non linciatemi…

Capitolo 1: La vendetta, oh dolce vendetta.
 
Yulia diciassette anni, bella, avvenente e una reputazione da mantenere. Pigra, ma comunque volenterosa per quanto riguardava il proprio utile, intendiamoci bene. E soprattutto aveva una reputazione da difendere. E questo non conciliava con la sua pigrizia, in particolare nelle relazioni umane.
Ogni cosa era semplice per lei… Aveva tutto, c’erano ragazzi e ragazze che avrebbero pagato una fortuna per un suo bacio… Soprattutto perché le voci sulle sue qualità amorose erano svariate ma tutte più che eloquenti.
Yulia era vista come una grande amatrice e il sesso la sua specialità.
Anche se in quel periodo il corpo femminile per lei aveva un’attrattiva fatale che andava al di là di ogni logica.
Ma era pigra e attendeva che le sue sfortunate, o fortunate dipende dai punti di vista, pretendenti si lasciassero andare e allora si; che Yulia si risvegliava.
Che le sue doti amatorie fossero molto apprezzate era un dato di fatto, e questo non faceva altro far aumentare la sua reputazione che doveva mantenere a tutti i costi.
Come ogni mattina qualche ragazza si avvicinava, le lasciava un biglietto e scappava.
Yulia lo apriva annoiata e sbuffava.
Cominciava ad annoiarla questa storia di rendevù e incontri proibiti… Avevano perso il loro fascino ecco… Troppo semplice e come si sapeva, altrettanto bene, Yulia era pigra e le cose semplici non sono stimolanti allora perché tentare?
Un’altra cosa che ormai era di dominio pubblico: Yulia non si era mai innamorata. Peccaminosa si, sgualdrina pure, amante fugace altrettanto… Ma mai innamorata.
E la sua reputazione di donna scarlatta era in grave pericolo. Con questa sensazione nel cuore, una persona con un poco di volontà si sarebbe tenuta in guardia, ma invece Yulia era pigra… E questo Lena lo sapeva molto bene.

Lena era una studentessa modello, non perché stesse sui libri giorni interi, ma per la sua spiccata intelligenza.
I suoi amici più intimi però, lo sapevano bene, era anche molto scaltra e astuta. Lena non era certo una che si faceva mettere i piedi in testa… e se c’era una persona che odiava bè questa poteva mettersi l’anima in pace; Lena avrebbe sempre avuto l’ultima parola.
E la rossa, più lentiggini che pelle, se ne compiaceva.
Se c’era una persona che odiava era proprio Yulia. Da quando, ad insaputa della mora, era entrata nei suoi sogni aveva iniziato un rapporto più che disastroso con lei, non tanto per la paura di amare una ragazza quanto per amare Quella ragazza. Era una certezza orami per Lena, ma sapeva che non poteva averla… o meglio si poteva, ma a che prezzo? Sicuramente non le sarebbe bastato il sesso, e Lena conosceva bene se stessa, non le sarebbe mai bastato.
Ma dopo quel sogno… non poteva più ignorare il suo corpo…
< Accetto la scommessa…> disse Lena sottovoce alla sua vicina che la guardava incredula.
< Sei sicura…???? Non calpestare ciò che senti per una scommessa…>
< Fidati… riuscirò a far innamorare Yulia… E sarà mia…!>
L’amica di Lena, vedendo il sorriso malizioso e spietato della rossa, non sapeva se essere felice o temere la perdita della sua settimana di paga. Non osò pensare al sotterfugio che aveva in mente e rabbrividì. Per la prima volta, il pensare a Yulia, le diede un senso compassionevole.

< Yulia vieni stasera alla festa di istituto? >
< Emm… Non so… Victoria…> la sua voce era incerta, non era sicura di ricordarsi il nome della ragazza, fin dei conti c’era andata solo una volta… e per questo non poteva ricordarselo.
< Dai non fare la pigra….> il tono della ragazza era più che diretto. Yulia sorrise e riprese quello slancio vitale che è tipico degli adolescenti e non degli ultra sessantenni. Accenna il profumo di sesso sotto le narici di Yulia ed essa perde la sua parvenza umana.
< Non mancherò…>
Victoria sorrise, e se ne andò quasi correndo. Yulia sbadigliò ignara che una ragazza la stesse tenendo d’occhio con un sorriso tremendo dipinto sul volto.

Lena e Yulia arrivarono d’avanti alla palestra della scuola nello stesso istante. Il vestito nero elegante, con uno spacco strepitoso, fece fremere Yulia che per la prima volta sembrava aver notato la ragazza dai capelli rossi. Lena si compiacque anch’essa della vista più che elegante della sua tanto desiderata compagna di classe. Una giacca nera e pantaloni gessati, lasciavano uno stile più che squisito sulla ragazza minuta e sbarazzina, esaltando tutta la sua ben conosciuta malizia.
Entrarono senza salutarsi, ma Yulia con un moto di gentilezza le aprì la porta lasciandola passare sorridendo.
< Marpiona e ipocrita…>
< Grazie lo prenderò come un complimento da una vipera come te… Lena…>
Lena non rispose e si diresse verso le sue amiche che a sento l’avevano riconosciuta.
< Non ci posso credere… Lena ma come… sembri…>
< Più grande?>
< Ecco… Sei così… così…>
< Bella??> Lena sorrideva e sapeva di esserlo, tanto da affermarlo lei stessa , ma le ragazze non potevano vedere l’orgoglio smisurato che si stava accendendo nella rossa e la sua più cieca soddisfazione.
Yulia, infatti , non riusciva a staccarle gli occhi di dosso. Era come affamata, quasi le mise un brivido freddo lungo la schiena, ma Lena si concentrò sul piano.
Se c’era un punto debole di Yulia è quello dell’alcool. La mora non lo reggeva minimamente. Lena sorrise perversa, Victoria le aveva lasciato quell’informazione molto volentieri, era ora che qualcuno la facesse scendere da quel piedistallo che si era costruita tanto sapientemente. Se c’era una mossa falsa che aveva fatto la bella Yulia era quello di aver ferito Victoria, migliore amica di Lena. Un grave errore.

Yulia era seduta sul divano nel separé creato apposta per permettere alle coppie di potersi lasciare qualche momento di intimità, o per chi particolarmente pigro aveva bisogno di sedersi.
Difficile da dire se Yulia avesse scelto una o l’altra opzione. Era seduta e si stava divertendo con qualche suo amico. Ridevano spensierati. Lena restò un attimo a guardarla, forse non era così spregevole come la dipingevano… Non così diabolicamente tentatrice per lo meno.
Lena distolse quel pensiero con rabbia, doveva vincere al bando i pensieri romantici!
Era ora di ripagarla con la stessa moneta. Quando si avvicinò a lei con due drikn in mano fece segno ai ragazzi di lasciarle sole, potè vedere Yulia sorridere ai ragazzi e scambiarsi cenni divertiti.
< Cosa devo di grazia la tua presenza?>
< Non mi dire che rifiuti un po’ di compagnia…> la voce di Lena era suadente. Si sorprese lei stessa di quanto poteva essere provocante. E Yulia la pensava allo stesso modo.
< Da quando Lena-non-vedi-sto-studiando-ho-da-fare-non-ci-provare-Katina si lascia andare ad una compagnia subdola come la mia…>
Lena non rispose la baciò sulle labbra fresche, Yulia non ci pensò nemmeno un secondo e rispose con quanta potenza potesse imprimere ad un bacio. Lena fece segno con la mano destra, senza distogliersi dal suo piacevole diversivo, all’amica che si era nascosta dietro alla tenda. Quel segno universale era inequivocabile.
L’amica di Lena, cominciò a tirare fuori i soldi dal portafoglio e portare via le altre scommettici. < Lena questa me la paghi… Non scommetterò mai più con te…>

Erano al quarto bicchiere, anzi era al quarto bicchiere. Yulia era più che ubriaca, ma comunque presente.
Lena senza parlare l’aiutò ad alzarsi e si diressero verso la macchina della rossa. Victoria vedendo quella scena si illuminò. Lena le fece l’occhilino. Il piano stava funzionato a meraviglia.
Lena accese la macchina. Il rombo del motore sembrò destare Yulia dal suo stato di trans.
< Dove… S-s-stiamo andando…>
< A casa mia…>
< Oh bene….> Yulia si mise più comoda sul sedile, mentre si rilassava. La testa le girava come non mai, ma sapeva che poteva fidarsi della rossa, o per lo meno in quel momento così credeva.
Lena guidò tranquilla senza scossoni, non poteva rischiare che le vomitasse in macchina.
Appena arrivarono Yulia borbottò confusa.
< Ammazza…. Dove vivi nella reggia di Barbie??> Lena sorrise, la sua casa lasciava sempre un segno maestoso, non proprio come aveva detto Yulia, ma da sobria faceva tutto un altro effetto.
< Forza scendi…>
Yulia aprì con fatica la portiera e cercando di uscire cadde a terra rovinosamente. La rossa passandosi una mano fra i capelli temette di aver esagerato con l’alcool.
Yulia rise divertita, forse troppo. Lena non riuscì a trattenere un sorriso e l’aiutò ad entrare in casa. Per fortuna era deserta, amaramente Lena pensò che lo era sempre stata, ma scacciò quel pensiero. Aveva una missione da compiere.
Lena la distese sul letto. Yulia era più che confusa, ma rideva.
< Aspettami qui e non fare pasticci…>
< Agli ordini….> facendo il gesto militare cadde di lato sul letto. Si Lena aveva veramente esagerato con l’alcool.
Tornò con abiti più che succinti ma quella che doveva essere la sua compagna per la notte si era lanciata a giocare con la playstation. Si girò un attimo e poi continuò a giocare. E rideva.
< Non sarai una mezza sega vero??> Lena era più delusa. Eh no, le cose mica dovevano andare così.
< Guarda ho vinto…>
< Si… si… certo… >
< Si ho battuto il tuo record…> poi quello che accadde fu del tutto imprevisto. < Mi viene da vomitare…> e si lanciò verso il bagno. Ma la mira non fu delle migliori. La parete fu l’unica cosa che vide Yulia prima di distendersi a terra.

Yulia riaprì gli occhi più che confusa. Era distesa su un letto che non era il suo. Un attimo, dove era finita?? Cosa era successo??
Il sole era già alto da un pezzo.
< Era ora… Tieni…> era del caffè con altre leccornie. Se Yulia non avesse avuto la testa troppo intontita si sarebbe accorta che erano state preparate apposta da Lena.
< Umm… Grazie…>
< Sempre meglio che niente…> Lena sorrise un poco dispiaciuta, in fin dei conti era colpa sua.
< e prendi questa…>
< Che cos’è?> disse la mora reggendosi la testa.
< Un’aspirina…>
< Oh…> Julia la trangugiò senza in realtà aver capito bene.
Dopo circa un’ ora la mora si riprese completamente dalla sbronza. Solo ora si rese conto di dove si trovava.
< Tu… Serpe…>
< Sei una mezza sega sai??>
Yulia alzò un sopracciglio… < Cosa abbiamo fatto??>
< NIENTE!!!>
Yulia arrossì. Non era certo la risposta che si aspettava. Di solito tutti\e la elogiavano. < Emm… Se tu non mi avessi fatto bere… Sicuramente sarebbe andata diversamente…>
< Tu ti sei messa a giocare con la play te ne rendi conto amante dei miei stivali??>
Questo era troppo per l’ego di Yulia. Troppo.
< Non dire idiozie…>
< Io non dico MAI idiozie… A proposito, il tuo fiasco di ieri notte… Bè sta già facendo il giro di tutta la scuola…> mentì Lena, ma in maniera più che convincente.
Yulia si sedette arrabbiata. Quello che sorprese Lena è che la mora non fece nulla di avventato quasi le importasse ben poco di quello che avrebbero potuto dire gli altri. Sembrava terribilmente confusa.
< Io non sono innamorata di te…>
Lena dubitò della sanità mentale della mora, e la guardò esterrefatta. Poi sorrise, felice come non mai. Forse il piano non era andato tutto in fumo… Era riuscita a conquistarla ne era sicura.
< Certo che non lo sei…>
< Giusto!!! E ora me ne andrò da qua… >
< Vai pure… Tanto non sei innamorata di me…>
Yulia la guardò convinta. Poi si sorprese. Sentì la mano della rossa sugli occhi che le impediva la vista.
< Di che colore ho gli occhi?>
Yulia non rispose ancora troppo sbalordita, non riusciva a capire dove Lena volesse andare a parare.
< Vedi? come potresti amarmi se non conosci nemmeno il colore dei miei occhi?> disse serena la rossa.
Yulia digrignò fra i denti, non perché non sapesse la risposta, ma perché la sapeva dannatamente bene.

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