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Autore: AngelTaty
Genere:
Thriller/Drammatico/Dark
Età minima consigliata: 18 anni per violenza esplicita.
Restrizioni: Le t.a.T.u non mi appartengono. La fanfiction non è scritta a scopo di lucro e i fatti narrati sono tutti di pura invenzione e quindi non attendibili e applicabili alla realtà.
Note:
  Tutta la ff è basata sulla melodia di Mozart.
Un esperimento folle, ma che dura ormai da quasi tre mesi. Non ho mai impiegato tanto tempo per scrivere una one-shot. I titoli sono tutti in latino, frasi che scandiscono l’opera in varie sequenze.

Epilogo: Lacrimosa.

Una ragazza dai capelli castani giace sul letto di una clinica privata.
Spessi tubi, contenenti liquidi diversi, le trapassano le vene.
Il rumore dei macchinari medici è intenso.
La ferita all’addome è quasi scomparsa. Solo una cicatrice la marca per sempre.
Lena Volkova Katina si sveglia di soprassalto.
Si guarda intorno.
La confusione regna sovrana in lei.
Un uomo sulla trentina entra dalla porta e sorride.
< Ti sei svegliata vedo…>
< Dove sono?>
< Sei a Mosca… In una clinica…>
< Cosa mi è successo?>
< Ti hanno trovato quasi morente in casa tua, due giorni fa…>
< Ho fatto un sogno strano, anzi un incubo.>
< Cioè?> Ivan si sedette e la guardò interessato
< Chi è lei?>
< Sono Ivan Shapolaov… Sono emm… quasi un medico, si può fidare di me >
< Ecco non saprei da dove iniziare >…< Non saprei dire se potesse essere vero.>
< Tutto è verità sotto alcuni punti di vista…>
< La famiglia Volkova esiste ancora non è vero?>
Ivan si irrigidisce. Come poteva spiegare?
Scrolla la testa in maniera rassegnata.
Inutile da dire, era un no.
Lui non parla, ma nelle orecchi di Lena il silenzio è come uno schiocco di frusta.
< E' così assurdo....> Lena non dice altro i suoi occhi sono vuoti
La rossa si lasciò cadere sul cuscino. Improvvisamente si sentì infinitamente stanca.
< Ho sognato i suoi pensieri, tutto quello che la divorava. Tutto il suo tormento….> senza esitazione alcuna, la ragazza racconta al giovane detective cosa aveva percepito durante la sua degenza.
< Si è andata così… Tutto coincide con le prove raccolte. Ora si spiegano molte cose…>
Lena fissava il vuoto. Allora era tutto vero. Per un istante desiderò correre da Yulia, per spiegarle, ma orami il tempo l’aveva fatta sua schiava.
< Sono molto addolorato per tutto quello che è successo…> Lena fissa ostentatamente il vetro della stanza come per cercare l’immagine della ragazza. L’uomo si alza con passo silenzioso e si avvicina alla porta pronto a lasciare la stanza in modo che la giovane possa riposare.
< Ivan?>
L’uomo attende pazientemente che Lena continui.
< Come mai ho sognato i suoi pensieri?>
< Perché forse lei desiderava che tu sapessi, nella mia vita ho visto tante cose inspiegabili, alla fine mi sono arreso e le ho prese come se fossero tesori preziosi e come tali non li analizzo. Li guardo come sono e ne apprezzo l’utilità. Alla fine nessuno muore mai per davvero no?>
< E la piccola Vika?>
< Per ora è in affidamento dai nonni…>
La ragazza annuisce seria e poi adagia la testa fra i cuscini morbidi del piccolo letto.
< Lena?>
< Uhm?>
< Ora capisco perché Yulia ti amava così tanto…>
Lena non risponde, si gira sul lato opposto del letto. La porta si richiude con un rumore appena accennato.
Vide un palloncino volare alto nel cielo.
Si ferma a mezz’aria. Il palloncino gira il lato scritto verso gli occhi azzurri della ragazza. Un volto di un pagliaccio mostruoso la fissa con occhi severi.
Lena sussulta e corre alla finestra in modo da poterlo vedere  meglio ma esso sparisce con una folata di vento.
Solo allora vede sul cornicione della terrazza, Yulia.
La sta guardando. Sorride, con occhi dolcissimi.
< Yulia!!>
Lena stacca di colpo di cavi dalle vene e corse verso la terrazza.
La figura evanescente di Yulia le sfiora il volto. Le apre una mano senza dire una parola e vi posa una piuma nera.
La bacia dolcemente e sparisce di colpo avvolta da una fiamma scura.
Rigira la penna e vede una scritta in latino.
Requiem lacrimosa
< Non ti dimenticherò…. È una promessa, sei il mio sangue, la mia essenza, la mia assassina, il mio peccato Yulia.>



Fine?


Più la leggo e più me ne convinco. E' una storia unitile, discutibile sotto ogni aspetto. Non so che dire, non ha un senso, ma forse è questo il suo fascino.
Spero vi sia piaciuta almeno un poco, nonostante sia così complessa.

Iniziata il 28 giugno 2005
Finita di scrivere nel 20 settembre 2005


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