THE LOVERS by Lena the best, fantatu
Summary:

Cari lettori e lettrici, 

questa fanfic racconta la realtà delle cose accadute tra Julia e Lena dal punto di vista mio e della mia amica, con cui sto scrivendo la storia.

Io e la mia amica abbiamo cercato di ricostruire, partendo anche da fonti reali e cercando di essere realiste, il rapporto tra le due ragazze dopo la fine delle t.A.T.u

Speriamo che la fanfic sia di vostro gradimento.


Categories: t.A.T.u. Characters: Altri, Domen Vajevec, Julia, Lena, Roman Ratej, Sash Kuzma, Steve Wilson, Sven Martin, Troy MacCubbin
Generi: Commedia, Romantico
Avvertimenti: Mediamente violenta, Sesso esplicito
Challenges:
Series: Nessuno
Chapters: 10 Completed: No Word count: 33790 Read: 39518 Published: 06/09/2013 Updated: 16/10/2015
Story Notes:

I personaggi di Lena Katina, Julia Volkova e altri appartengono a Lena Katina, Julia Volkova ecc...

Non è intesa alcuna violazione di coyright. 

1. The Wedding by Lena the best

2. A strange call by Lena the best

3. The First Fight by Lena the best

4. The plan and the second fight by Lena the best

5. The storm before the goodbye by Lena the best

6. The Look by Lena the best

7. The winners and the party by Lena the best

8. The discovery of the feelings by Lena the best

9. The real beginning of the story by Lena the best

10. The kiss by Lena the best

The Wedding by Lena the best

THE WEDDING             

 

14.08.2013 ( la data di un inizio e di una fine)

 

Mosca, casa Katina, ore 10.00 a.m

<< Lena, Lena, forza muoviti! E' tardi, i truccatori, il parrucchiere e gli invitati ti stanno aspettando!>> urlò una voce femminile dal piano di sotto di una modesta abitazione.

<<Katya, santo cielo, dammi tempo! Anzi, invece di brontolare  vieni ad aiutarmi!>> rispose la ragazza chiamata in causa.

Katya sbuffò, si tirò indietro i capelli e si diresse verso le scale. Salì velocemente fino ad arrivare davanti alla camera della ragazza:  sua sorella era intenta a specchiarsi e a sistemarsi l'abito da sposa davanti allo specchio.

<<Wow sorellina... stai benissimo! Sash cadrà ai tuoi piedi all'altare!>> si avvicinò all'altra sorridendo.

<< Già... Sash! L'uomo con cui ho condiviso tre anni della mia vita, colui che mi ha aiutata con la mia carriera da solista scrivendo molti testi delle mie canzoni, l'uomo che mi ha aiutata ad uscire dalla depressione dopo la fine delle t.A.T.u oggi farà parte per sempre della mia vita. Mentre la donna con cui ho condiviso tutta la mia vita, non c'è.>> sbuffò sedendosi sul letto.

<< Julia! Ancora non riesci a togliertela dalla testa, a quanto vedo.>> si sedette accanto all'altra.

<< Ma cosa dici Katya?! Lei per me non esiste più! E' finita dal giorno in cui le ho dedicato "Never Forget">> lanciò un'occhiata all'altra.

<< Si, certo Lena, è proprio finita. Se fosse davvero così, non avresti rimpianti né tantomeno staresti qui seduta a sbuffare e a fare ragionamenti cervellotici sul motivo per cui non c'è o non l'hai invitata.>> rispose Katya con ovvietà.

<< Ma piantala! Naturalmente  il motivo per cui non l'ho invitata c'è ed è questo: non avrebbe avuto senso invitarla dopo anni che non ci parliamo e poi a malapena ci salutiamo, quando facciamo qualche concerto insieme.>> ribatté Lena.

<<Secondo me tu non l'hai invitata perché sapevi che le avresti spezzato il cuore e che si sarebbe spezzato anche a te, qualora vi foste riviste al tuo matrimonio. Dal momento che avete sempre sostenuto, entrambe, che eravate solo amiche perché mai non dovreste più parlarvi. Siete solo amiche, no?>> affermò Katya toccando un punto chiave e a cuore all'altra.

<< Santo cielo Katya, basta con questa storia! Tutti sanno che si trattava semplicemente di una questione di marketing e soldi. Io e lei arrivate ad un certo punto neanche ci sopportavamo più! E' vero, lo ammetto, vorrei che anche lei fosse qui perché ne abbiamo passate tante insieme ed è la persona con cui ho passato la maggior parte della mia vita, ma siamo comunque solo amiche, chiaro?!>> Lena si innervosì e si alzò dal letto.

<< Lena, se voi foste solo amiche e tutto quello che è successo fosse stato solo a scopo di lucro, mi spieghi perché te la prendi tanto se si parla di Julia? Quando ti intervistano parli di lei per la maggior parte del tempo, di tutto quello che avete fatto insieme, di come ti sentivi con lei e non spendi neanche mezza parola su Sash. Non risolverai nulla se continuerai a mentire a te stessa e a lui. Tu ami Julia, te lo si legge negli occhi. Ogni volta che si parla di lei sembra che tu sia su un altro mondo lontano anni luce dal nostro, persa in chissà quale fantastico posto. Ti brillano gli occhi dalla felicità. Ormai i fan non se la bevono più questa storia del marketing, né tantomeno io, anche se tu mi hai sempre detto che eravate solo amiche.>> dichiarò alzandosi anche lei e avvicinandosi all'altra.

<< Io... Io non so cosa dire, Katya, ho le idee confuse e tra poche ore devo sposarmi. Non so cosa fare, non lo so dannazione! Vorrei che Julia fosse lì mentre compio il grande passo ma nel contempo vorrei che non ci fosse... Vorrei poterla vedere, parlarle... non lo so, non lo so!>> iniziò a piangere<< non mi sono mai sentita così insicura nella mia vita, come adesso.>> guardò l'altra con gli occhi lucidi.

<<Ehi sorellina, vieni qui>> l'abbracciò<< non sei costretta a sposarti se non vuoi. Sash capirà, se non lo ami non puoi sposarlo a forza.>> le accarezzò la schiena.

<< No, lo amo, Katya, lo amo; lo amo così tanto da poterlo sposare. Altrimenti non avrei preso questa decisione. >> si staccò dall'abbraccio e singhiozzò.

<< Le decisioni possono cambiare...>> stava per ribattere la sorella ma il suo discorso fu interrotto da Inessa Vsedovolovna Baranova, che le chiamava a gran voce.

<< Ragazze, ragazze! Forza, è ora di andare! Il matrimonio inizierà tra poche ore e Lena deve finire di prepararsi. >> la voce di Inessa, la madre delle due ragazze, risuonava in tutta la casa.

<<Forza Katya andiamo, è ora.>> disse Lena prendendo l'altra per mano ed entrambe scesero giù al piano di sotto.

Si diressero nel salone della casa, non molto grande, ma ben arredato: due divani rossi in pelle appoggiati al muro, un tavolinetto in vetro al centro e una tv davanti ai due divani. Sulla destra c'era un bel tavolo da pranzo in legno e una libreria di fronte, anch'essa in legno.  Fotografi, giornalisti, truccatori e parrucchieri stavano aspettando Lena, tutti pronti a pettinarla e a intervistarla.

<< Come ti senti oggi, Lena? Questo è il giorno più importante della tua vita, raccontaci le tue sensazioni.>> chiese uno degli intervistatori.

<< Sposerai la rockstar slovena Sash Kuzma! Finalmente, dopo tre anni di fidanzamento, ma nessuno di noi se lo sarebbe mai aspettato dato tutto quello che hai passato con Julia Volkova.>> disse un altro.

<<A proposito della Volkova, ci sarà al matrimonio? Sarebbe un ottimo modo per fare scoop se ci fosse anche lei.>> dichiarò un altro ancora.

Ecco, questo era il genere delle domande che venivano fatte a Lena, che iniziò subito a sentirsi annoiata. Già era confusa di suo, ora anche quelle domande, quindi iniziò a spazientirsi ancor di più.

Dopo circa un'ora di preparativi , interviste e foto, Lena finalmente era pronta per andare in chiesa. Tutta la famiglia Katina uscì di casa e salì su una limousine nera che li stava pazientemente attendendo fuori.

<<Come ti senti, Lena?>> domandò Inessa sorridendo

<< Mai stata meglio mamma>> cercò di sorridere Lena.

<<Spero che questo Sash ti meriti davvero, dato che stai per sposarlo. A me non è mai piaciuto molto e non vorrei che ti faccia soffrire.>> disse il padre.

<<Papà, ma dai! Stiamo insieme da tre anni e la nostra storia è andata sempre a gonfie vele, senza troppi problemi. Siamo una coppia perfetta.>> disse cercando di apparire tranquilla.

<<Lena, non sei costretta a sposarlo se non vuoi. Se non sei convinta, non farlo.>> le sorrise la madre.

<< Sei ancora in tempo>> disse il padre.

<< Concordo con tutti e tue!>> esclamò Katya.

<<Santo cielo, piantatela tutti quanti! Già mi hanno stressato gli intervistatori a casa, vi prego, non lo fate anche voi. Basta! Amo Sash e voglio sposarlo. Mi renderà felice, come ha sempre fatto, e tutti vissero felici e contenti. Va bene?>> rispose facendo scoppiare tutti gli altri in un'allegra risata. Dopodiché sorrise anche lei e si lasciò andare ai suoi pensieri chiudendo gli occhi e appoggiando la testa sul sedile.

 

Qualche ora dopo, Kiev, ore 16.55 p.m.

Una limousine bianca correva veloce sulla strada, solo 5 minuti, e ci sarebbe stata la première del film dell'anno: Zombie Fever. Film atteso da molti fan in tutto il mondo, dato che vi avrebbe partecipato una cantante molto famosa: Julia Volkova, ex componente del duo pop russo t.A.T.u.  Dopo lo scioglimento del gruppo, la cantante aveva deciso sia di dar inizio alla sua carriera da solista, così come la sua collega Lena Katina, sia di affinare le sue abilità teatrali.

La limousine parcheggiò davanti alla sala conferenze e Julia Volkova ,insieme a sua madre Larissa, entrò nell'edificio.  Ad attenderle c'erano molti intervistatori e gli altri attori del film. Una volta entrate, Julia si sedette e iniziò l'intervista.

<<Signorina Volkova, che piacere averla qui con noi oggi!>> l'accolse un intervistatore.

<<Grazie, anche io sono molto contenta di essere alla première del mio primo film!>> esclamò contenta Julia.

<<Bene, iniziamo>> sorrise<< Allora, parlaci di questo film e del ruolo che ricopri.>>

<<Allora nel film io interpreto una ragazza di nome Natasha che, insieme ad altre persone, deve salvare la Terra da un'invasione di Zombie. Devo dire che questo genere di film non mi è mai piaciuto, ma rispecchia molto la mia personalità.>>

<< Bene, prosegui, dicci di più. Com'è il tuo personaggio?>>

<<Mi assomiglia molto. Si tratta di una ragazza molto attiva, impulsiva con coltelli e  pistole sempre alla mano. Be' anche io mi definisco così.>> sorrise

<<Sei soddisfatta di questo film?>> domandò l'intervistatore

<<Molto. Il mio primo ruolo nel cinema è stato in Eralash, tanti anni fa, ma questo è un film che uscirà anche nei cinema. Un film di tutto punto, diciamo.>> rise spostandosi i capelli con la mano.

<<Benissimo, siamo ansiosi di vederlo. Ora un'altra domanda: come va la tua carriera da solista?>> chiese

<<Meglio. Ho subito tre interventi alle corde vocali, spero che non ce ne siano degli altri, e a settembre dovrei tornare con un nuovo singolo. >> affermò

<<A settembre ci sarà anche un concerto delle t.A.T.u qui a Kiev, giusto? Sei in contatto con Lena Katina e sapevi che oggi si sarebbe sposata?>>

A quel punto Julia si bloccò... Cosa avevano appena sentito le sue orecchie? Lena che si sarebbe sposata? E lei non ne sapeva nulla?! Oltre a non invitarla, non gliela aveva neanche detto! Che amica ingrata! "Amica" per modo di dire, se così poteva ancora definirla.

<<Signorina Volkova, si sente bene?>> domandò preoccupato l'intervistatore vedendo l'altra che non reagiva.

<<Si, benissimo>> sorrise appena<<Si, a settembre ci sarà un concerto delle t.A.T.u a Kiev con tanto di ballerini e altre sorprese per i fan. Io e Lena ci sentiamo solamente per motivi di lavoro, non per altro. Si, sapevo che oggi si sarebbe sposata( naturalmente mentì) e devo dire che non mi ha invitata. Infatti dal momento che si è sposata da poco, e non mi ha invitata, non ci baceremo più sul palco anche perché sono la madre di due bambini!>> dichiarò.

<<Bene, grazie per aver risposto alle nostre domande con piacere signorina Volkova. Buona fortuna per tutto e per il film che uscirà nelle sale cinematografiche proprio domani!>> concluse l'intervistatore. Dopodiché salutò Julia e tornò dagli altri.

Julia, ancora scossa, andò in bagno e si appoggiò al muro lasciandosi andare ai suoi pensieri.

"Lena si è sposata oggi... O mio Dio! Con Sash! Ma come ha potuto sposarsi uno come quello! Avrebbe potuto almeno invitarmi. Certo, non ci sarei andata lo stesso, non sono così masochista, però almeno a chiederlo! E io dovrei anche cantarci insieme?! No, non se ne parla. O mi dà una spiegazione plausibile per quello che ha fatto o il concerto salta. Devo incontrarla e stavolta mi sente, ma di brutto!"

Mentre si sfogava, si aprì la porta del bagno ed entrò Larissa Volkova.

<<Ehi tesoro, tutto bene?>> domandò la madre

<<Si, certo benissimo... Be' mamma, devo andare, di là mi staranno aspettando. Andiamo.>> disse e uscì dal bagno.

Larissa, che aveva ascoltato l'intervista della figlia e compreso il suo stato d'animo, sospirò e sorrise felice:" la ama ancora" pensò.

 

Dunque, poco dopo uscì anche lei dal bagno e raggiunse la figlia.

A strange call by Lena the best
Author's Notes:

Ecco ora il secondo capitolo :) 

Grazie a tutti per le recensioni, siamo felici che vi sia piaciuto l'inizio :) 

Mosca, casa Katina, ore 18.30 pm.

Era da poco terminato il pranzo al ristorante e tutti gli invitati si erano recati a casa Katina per completare i festeggiamenti. I genitori di Lena avevano arredato per bene il giardino, curando ogni minimo particolare: tavolo ben imbandito di dolci, dolcetti, caramelle, frutta secca, frutta fresca, spumante, vino, acqua e qualsiasi altra bibita tipica delle feste; console adibita al karaoke e alla musica, Dj e una bella pista da ballo, al chiuso, dove potersi scatenare e divertirsi.

Lena e Sash stavano entrando in giardino proprio in quel momento quando furono assaliti da intervistatori e fotografi, che erano già pronti per il servizio fotografico e le interviste.

<< Allora ragazzi, come vi sentite?>> chiese uno degli intervistatori a Lena e Sash.

<<Mai stati meglio>> risposero entrambi sorridendo.

<< Siete pronti anche a crearvi una famiglia?>> chiese ancora l'intervistatore.

<< Certamente si, non vediamo l'ora, vero amore?>> sorrise a Lena.

<< Certo tesoro, non sto più nella pelle...>> si sforzò di sorridere.

<< Sash, Sash, potresti venire un secondo?>> lo chiamò Inessa.

<< Arrivo!>> esclamò<< Scusate, ma hanno bisogno di me. A dopo amore>> baciò Lena e si allontanò.

<< Bene signorina Katina, anzi Kuzma ormai, domanda cruciale: come mai la sua collega Julia Volkova non è stata invitata?>> domandò curioso l'intervistatore.

Lena per un secondo sbiancò. Quel nome. Quella donna. Lei non l'aveva invitata apposta per non sentirne parlare, invece se la ritrovava sempre intorno, anche se questa non c'era realmente. Perché?

<< Ehm, be' ecco, io non l'ho invitata perché non ci parliamo da tanti anni e sarebbe stato stupido invitarla. Ecco tutto, mistero dei misteri, risolto!>> sorrise<< Ora devo scappare, arrivederci.>> affermò salutando l'intervistatore che rimase di stucco.

Lena decise di svagarsi un po', così entrò dentro casa e si sedette sul divano. Si lasciò andare chiudendo gli occhi, voleva starsene un po' da sola con i suoi pensieri.

"Tutti gli invitati si stanno divertendo" pensò "Perché io no? Cioè si, mi sto divertendo ma manca qualcosa. Sento che manca qualcosa per dare un tocco magico a questa giornata... o forse qualcuno. Quel qualcuno. " pensò ancora" Ma cosa vado a pensare! Non manca proprio nessuno! Oggi è stata la giornata più felice della mia vita ed ho sposato l'uomo che amo. Ci stiamo divertendo tutti. Si, proprio la serata perfetta. "

Ma il suo flusso di pensieri fu interrotto da Katya che, non vedendo più Lena, era andata a cercarla.

<< Ehi sorellina! Che fai qui tutta sola? Di là ci stiamo divertendo tutti e Sash sta anche cantando al karaoke!>> sorrise all'altra.

<<Mah, Katya, niente di che, volevo stare solo un po' da sola a pensare.>> sorrise appena alla sorella.

<<Julia?>> azzardò Katya, anche se conosceva benissimo la risposta.

<<No, non Julia! Ma perché ogni cosa deve girare intorno a  lei, santo cielo!>> lanciò un'occhiataccia alla sorella.

<< Ma Lena, secondo te perché? Invece di stare di là a divertirti con tutti stai qui da sola a pensare! Non ti stai neanche filando Sash, è evidente.>> ricambiò l'occhiata.

<<Ma cosa vai blaterando! E' da stamattina che mi stai dicendo che io non amo Sash, che non me lo filo, che dovrei lasciarlo. Ma cosa ne sai tu?!>> si innervosì.

<< Cosa ne so io? Ne so eccome, Lena. Pensi che io non ricordi quanto eri diversa quando stavi con Julia? Quando eravate le t.A.T.u? Sorridevi, era spensierata, sempre su di giri, sempre felice! Avevi gli occhi che splendevano e un sorriso radioso che non si spegneva mai. Inoltre portavi avanti la tua passione: la musica. Invece da quando si sono sciolte le t.A.T.u sei diventata l'opposto di prima, sei caduta in depressione ed hai perfino smesso di mangiare! Non voglio ricordare come stavi i primi tempi né tantomeno quello che io, mamma e papà abbiamo passato per cercare di farti mangiare di nuovo. Piangevi ogni giorno e noi là a consolarti. Hai anche smesso di fare musica o comunque ci sei vicina. Tutti quanti capirebbero che tu hai bisogno di Julia e che lei ha bisogno di te! E' evidente Lena, tu sei innamorata cotta di lei.>> affermò la sorella con ovvietà.

<< Ora basta, santo cielo, basta! Non una parola di più! Sono stanca dei tuoi discorsi da moralista, va bene Katya? Io non amo più Julia, è finita da tempo, ora amo solo Sash! Lui mi ha aiutata quando ero in depressione, lui mi ha aiutata quando stavo male e non mangiavo, lui mi ha aiutata a mandare avanti la mia carriera da solista, non Julia! Dov'era Julia quando avevo bisogno di lei? Non c'era. Quante volte avevo bisogno di lei e lei non c'era, quante!>> gli occhi le si riempirono di lacrime<< Non aveva bisogno di me, non ha mai avuto bisogno di me! Forse non ero così importante come lei lo era per me!>> le lacrime iniziarono a scendere sulle guance<< Io l'ho amata con tutta me stessa, con tutto il mio cuore e tutta la mia anima, l'avrei anche sposata se fosse stato per me, ma lei è stata capace solo di insultarmi! Di dire che faccio letteralmente pena come cantante ed è capace solo ad aggiustarsi i cavoli suoi!>> ormai la sua voce era rotta dal pianto<< E' tutto tempo sprecato, ormai, con lei.>> spostò lo sguardo verso la finestra del salone.

<<Lena, non puoi amare una persona solo per gratitudine. Non fingere di essere felice quando puoi esserlo davvero. Puoi ancora provare a recuperare il rapporto con Julia. Basta volerlo. Cercate di chiarirvi una volta per tutte.>> affermò Katya con voce ferma e pacata.

<<No, è tempo perso ormai. Lei ha la sua vita ed io la mia>> affermò Lena con gli occhi ancora lucidi<< Io non posso starle dietro per sempre. E' finita, basta. Ora ho altro a cui pensare.>> spostò ora lo sguardo verso la sorella, dopodiché si diresse in giardino.

Katya sospirò e si sedette sul divano. Doveva fare qualcosa, non poteva continuare a vedere la sorella in quelle condizioni: finti sorrisi, finto amore, finto comportamento quando invece dentro di sé Lena era divorata da un uragano di passione, dolore, rabbia e soprattutto vero amore per un'altra persona.  Dunque tirò fuori il cellulare dalla pascette che aveva con sé e iniziò a scorrere la rubrica: Julia Volkova e improvvisamente si fermò. Le balenò subito un'idea in mente, sorrise guardando il cellulare e poi, il più velocemente possibile, si diresse nella sua stanza.

 

Stessa ora, Kiev, première di  Zombie Fever.

Julia Volkova e gli attori del film si stavano concedendo un momento di svago bevendo, scherzando e chiacchierando del più e del meno.

<< E' stato davvero bello lavorare con voi, ragazzi>> disse Julia sorridendo, mentre si portava alle labbra il bicchiere di Vodka.

<< Già, davvero una bella esperienza, spero che lavoreremo di nuovo insieme>> rispose un altro.

<< Si, siamo un ottima squadra!>> esclamò un altro ancora.

Qualche minuto dopo, nel bel mezzo della conversazione, il telefono di Julia squillò interrompendo il momento di svago.

<< Scusate un secondo, ragazzi>> si allontanò dopo aver preso il cellulare dalla borsa di Chanel <<pronto?>> rispose.

<< Pronto Julia, sono Katya, la sorella di Lena>> rispose prontamente l'altra.

Julia si bloccò un secondo prima di rispondere << Oh ciao Katya! Dimmi tutto>> disse con voce turbata. " Che sarà mai successo che mi ritrovo a parlare con la sorella di Lena? Spero nulla di grave!" pensò tra sé e sé.

<< Julia, scusa il disturbo, ma dobbiamo per forza incontrarci. Devo parlarti assolutamente, si tratta di Lena. >> disse tutto d'un fiato.

<<Cosa le è successo? Sta male? Le hanno fatto qualcosa?>> domandò preoccupata.

<< No, sta bene... però nel contempo non sta bene...è strana e...> stava cercando di spiegare, ma non trovava le parole adatte.

<< Forza spiegati! Dimmi cos'ha, non ho molto tempo! Questi sono i miei unici minuti di pausa.>> la esortò Julia.

<< Ha bisogno di te, Julia. Ha tanto bisogno di te. Da quando le t.A.T.u si sono sciolte è cambiata tantissimo, è dimagrita, è triste, piange sempre. Non ce la faccio a vederla così, solo tu puoi aiutarmi. >> dichiarò Katya.

<< Katya, non so cosa dirti, penso che tua sorella sia abbastanza grande e matura da prendere determinate decisioni. Se questo è il problema, se l'è cercato da sola.>> affermò con voce chiara << Non mi ha neanche invitata al suo matrimonio, dopo tutto quello che abbiamo passato insieme e dopo tutto quello che siamo state l'una per l'altra, quindi se ora si trova in questa situazione è solo colpa sua.>> disse decisa.

<< Lo so, hai ragione, però sta troppo male e non riesco a vederla così. Oggi, che sarebbe dovuto essere il giorno più felice per lei, è stato il peggiore: ha pianto per quasi tutto il giorno! Julia, devi fare qualcosa. Vi amate, lo so che vi amate!>> esclamò esasperata.

<<No, non ci amiamo! Forse io l'ho amata tanto e la amo ancora, ma lei no! Lo si capisce benissimo dai suoi comportamenti che non mi ama. >> affermò tristemente.

<< Ti prego, non ti ci mettere anche tu! Lei mi ha detto l'esatto contrario: che lei ti ama e tu invece no. E' proprio vero che siete l'una l'opposto dell'altra in tutto! Mettetevi d'accordo, una buona volta!>> esclamò ancor più esasperata di prima.

<< Cosa?! Lena ti ha detto che mi ama? Stai scherzando, spero. >> disse Julia incredula.

<< Si, ha detto che ti ama. Ha detto che anche ti avrebbe sposata, se fosse stato per lei!>> sorrise<< Julia, è innamorata persa di te, come tu di lei. Quindi, per favore, aiutami!>> disse ormai allo stremo delle forze.

<< Sposarmi? Cosa odono le mie orecchie! Dimmi dove si trova e sarò lì in men che non si dica!>> rispose decisa.

<< Siamo a casa nostra a festeggiare il matrimonio e ti sconsiglio fortemente di venire, se vuoi restare tutta intera!>> rise, poi aggiunse<< Ma ti dirò di più, domani Lena e Sash tornano a Los Angeles quindi potresti raggiungerli là.>> concluse Katya.

<< Perfetto! Domani, nel pomeriggio, andrò da lei. Tanto so dove abita, me l'ha detto qualche anno fa. Grazie Katya, poi ti farò sapere; però anche tu tienimi aggiornata.>> concluse.

<< Certamente. Comunque, in tutto questo casino, ancora non ti ho chiesto come sta andando la première del tuo film.>> disse dispiaciuta.

<< Qui tutto bene, grazie! Ho fatto un'intervista poco fa e domani uscirà il film al cinema!>> rispose<< Da te come va?>> chiese quasi timorosa.

<< Un fiasco assurdo! Già non mi piacciono i matrimoni, poi questo ancora di meno con mia sorella in quelle condizioni! Comunque, ora devo lasciarti, ci sentiamo presto. Buon divertimento, Julia, e buon viaggio!>>  disse sorridendo.

<< Grazie, buon proseguimento anche a te!>> concluse e riattaccò.

<< Che chiacchierata!>> esclamò Julia ad alta voce<< ma devo dire che ne è valsa la pena. Bene, domani si parte, a noi due Katina.>> sorrise compiaciuta e tornò dagli altri.

 

 

The First Fight by Lena the best
Author's Notes:

Ed ecco anche il terzo capitolo :) 

3) THE FIRST FIGHT

Mosca, aeroporto, ore 11.30 a.m

L'aeroporto di Mosca quella mattina era particolarmente affollato; gente che correva da tutte le parti, gente che usciva  e gente che entrava.  Lena e Sash stavano pazientemente aspettando da circa un'ora e a breve si sarebbero dovuti imbarcare. Stavano facendo un giro nel Duty Free in modo tale da impegnare il tempo facendo qualcosa.

<< Wow, fantastico quel vestito!>> esclamò Lena avvicinandosi alla vetrina di un negozio.

<<Si, molto bello, ma tu ne hai tanti altri più belli di quello!>> disse Sash<< Inoltre, a livello di shopping, puoi benissimo rifarti a Los Angeles anziché qua.>> rispose avvicinandosi.

<< Si, lo so, però mi piace molto. Vorrei provarlo.>> disse continuando a guardare il vestito.

<<Dai Lena, non penso sia il momento... Abbiamo un aereo che ci aspetta e giorni interi per fare shopping.>> rispose Sash annoiato.

<<Sash, abbiamo ancora quarantacinque minuti a disposizione prima di imbarcarci. Non penso che perderemo l'aereo se provo questo vestito.>> affermò Lena guardando con espressione seria il marito.

<< Se ne hai proprio così tanto bisogno...>>  ribatté facendo cadere il discorso subito dopo.

<< Ma ti annoia così tanto questa cosa?! Non ti ho mica chiesto chissà che!>> esclamò spazientita Lena.

<<Non ho mica detto che mi annoia, ma semplicemente che mi sembra inutile perdere tempo in aeroporto in questo modo.>> rispose spazientito anche lui.

<< E sentiamo, come vorresti impiegare il tempo? Andando, come è tuo solito fare, a spendere soldi in un negozio di videogiochi?>> domandò irritata Lena.

<<Cosa? Non mi reputo un tipo così materiale che pensa solo ai videogiochi>> rispose lanciandole un'occhiataccia<< Forza, andiamo, ti compro il vestito.>> concluse controvoglia.

<< Si, certo, adesso vuoi comprarmi il vestito così evito di fare polemiche!>> esclamò Lena nervosamente<< Se ci fosse stata Julia qui adesso mi avrebbe comprato il vestito subito, senza esitare.>> guardò soddisfatta il marito.

<<Julia? Ancora con questa Julia?! Mi hai detto che era finita da tempo, cosa c'entra la tua ex adesso?!>> domandò Sash abbastanza irritato, alzando di qualche tono la voce.

<<Senti lasciamo stare, non mi va di parlare di lei e né di rovinarmi la giornata a litigare per cose passate. Andiamo.>> esortò l'altra mentre si allontanava.

<<No, aspetta.>> prese Lena per un braccio<< Dimmi davvero se è finita con lei e se non provi più nulla.>> la girò verso di sé<< Niente bugie, Lena, voglio che tu sia sincera con me.>> la guardò dritta negli occhi.

<<Certo che è finita. E' finita da quando le ho dedicato "Never Forget".>> ricambiò lo sguardo<< E' acqua passata ormai... ora la mia vita è con te!>> dichiarò sforzandosi di sorridere.

<<Bene, sono contento. Evitiamo di riprendere questo discorso, va bene? Dal momento che si tratta di una questione ormai archiviata, non mi va di parlarne più.>> concluse fissando l'altra negli occhi intensamente.

<< Si, hai ragione, basta. Pensiamo ad altro.>> rispose quasi con le parole strozzate in gola.

Sash le sorrise e poi la strinse a sé posando le sue labbra su quelle di Lena, baciandola dolcemente. Pochi secondi dopo Lena si staccò.

<<Dobbiamo andare o faremo tardi>> guardò il suo orologio da polso<<manca poco.>> concluse.

Detto così, i due si incamminarono nella direzione in cui si sarebbero dovuti imbarcare.

 

Mosca, casa Volkova, ore 14.30 p.m.

Julia si trovava nella sua stanza da letto intenta a sistemare alcuni vestiti in una valigia: tra poche ore sarebbe partita per Los Angeles. Aveva deciso che sarebbe rimasta lì per due settimane e, qualora avesse avuto bisogno di più tempo, avrebbe allungato la permanenza.  " Magari mi servirà più del dovuto per cercare di chiarire la situazione con Lena. Certo, deve darmi una spiegazione come si deve. Non mi accontenterò del suo solito: "Basta, è finita tanti anni fa, ormai siamo solo amiche" pensò tra sé. " Però adesso non è il momento adatto per fare ragionamenti cervellotici, devo sbrigarmi a finire di preparare questa dannata valigia!" continuò, sempre nei suoi pensieri. Circa dieci minuti dopo, la stanza ormai era completamente sottosopra: vestiti sparsi qua e là sul letto, sulla scrivania, sulla sedia, sul davanzale della finestra; scarpe buttate in malo modo ai piedi dell'armadio, cassetti del comodino aperti, biancheria intima gettata a terra e via dicendo, la porta si aprì e due bambini si affacciarono nella stanza.

<<Mamma, cos'è tutto questo disordine?!>> constatò una bambina con lunghi capelli biondi, occhi chiari e fisico minuto, facendo sobbalzare la mora.

<<Vika, quante volte ti ho detto di bussare prima di entrare in camera!>> la ammonì scherzosamente Julia.

<< Scusaci mamma, ma è tutto il giorno che sei strana, vorremmo saperne il motivo.>> domandò l'altro bambino di nome Samir, moro, con occhi scuri e capelli corti ben sistemati con un po' di gel.

<<Ragazzi, ricordate quando la mamma vi disse che sarebbe dovuta partire per Los Angeles per lavoro?>> i bambini annuirono<<Ecco, quel momento è arrivato. Mi hanno chiamata urgentemente e devo andare tra poco. >> li guardò<<Venite qui.>> disse abbracciandoli forte e poi diede un bacio ad entrambi. <<Fate i bravi con i nonni, mi raccomando!>> disse Julia sollevando l'indice in segno di ammonimento.

<<Certamente mamma, buon viaggio! Ti vogliamo bene!>> risposero entrambi prima di tornare al piano di sotto.

<<Anche io vi voglio bene!>> sorrise esclamando Julia.

Pochi minuti dopo la porta si aprì di nuovo ed entrò Larissa Volkova.

<<Ehi Jul, come procede qui?>> chiese un po' perplessa guardando la stanza ormai sottosopra.

<<Tutto bene, mamma, sto cercando i vestiti adatti.>> rispose muovendosi su e giù per la stanza.

<<Lo vedo, lo vedo che sei abbastanza indecisa>> commentò ironicamente Larissa guardando la stanza, poi proseguì<< E dimmi, quale sarebbe il motivo di questa immediata partenza? Non di certo per lavoro e basta.>> disse con ovvietà.

<<Secondo te? Solo una persona può spingermi ad andare a Los Angeles di punto in bianco.>> rispose guardando la madre.

<<Lena!>> esclamò avvicinandosi e poggiando la mano sulla spalla della figlia.

<<Già, proprio lei!>> rispose sedendosi sul letto.

<<La ami ancora, vero?>> domandò la madre pur conoscendo già la risposta.

<<Si, tanto mamma. Non ho mai smesso di amarla.>> rispose guardando l'altra negli occhi.

<<E allora corri, sbrigati, vai da lei! Cosa ci fai ancora qui?>> Larissa ammonì la figlia sorridendo.

<<Sapevo che avresti capito!>> l'abbracciò<< Sei fantastica!>> la baciò sulla guancia.

Dopodiché si alzò dal letto, andò a chiudere la valigia, la tirò giù dal letto e si diresse verso la porta.

<<Ti chiamo appena arrivo.>> sorrise alla madre.

<<Ci conto! Buon viaggio!>> ricambiò il sorriso e vide la figlia uscire dalla stanza.

 

Los Angeles, aeroporto, ore 1.30 a.m.

Quando l'aereo atterrò a Los Angeles era ormai notte fonda. I passeggeri, per la maggior parte addormentati, si svegliarono controvoglia e finalmente scesero dal mezzo. Si recarono a recuperare i bagagli e poi uscirono dall'aeroporto: la città dava ancora segni di vita, anche perché era Ferragosto, quindi le persone avevano voglia di divertirsi. Ma questa voglia non era condivisa né da Lena né Sash che, stanchi per il viaggio, non vedevano l'ora di potersi distendere su un letto morbido e comodo. Si recarono verso la macchina tirando stancamente i bagagli, poi Sash aprì il portabagagli e vi sistemò dentro le valigie. Dopodiché entrarono in macchina.

<<Mamma mia che viaggio stancante!>> esclamò Lena appoggiando la testa sullo schienale e chiudendo gli occhi.

<<Già, hai ragione! Forse la prossima volta che torniamo dovremmo fermarci almeno due notti a Mosca e poi ripartire.>> constatò Sash accendendo la macchina. Lena annuì e, sentendo il rombo del motore, si lasciò cullare un po' da quel rumore.

Circa un'ora più tardi arrivarono finalmente a casa. Parcheggiarono la macchina in garage, scesero, presero le valige ed entrarono.  La casa era abbastanza grande e spaziosa: una volta entrati, di fronte al portone c'era un'ampia rampa di scale che   conduceva al primo piano, mentre a sinistra del portone c'era un piccolo corridoio che conduceva al rustico, sala adibita a feste, festicciole, occasioni importanti, ricevimenti ecc... Il primo piano era composto da 3 stanze: salite le scale, si sbucava in un immenso salone comprendente tre divani bianchi in pelle, adornati da cuscini colorati, due poltrone color cioccolato, un televisore al plasma nero attaccato al muro alla cui destra vi era un'ampia finestra che conduceva al balcone mentre alla sinistra c'era una vasta libreria e un tavolo da pranzo ben apparecchiato. A sinistra del salone vi era un modesto bagno, attrezzato di vasca e doccia, e di fronte al bagno la cucina.  Vicino alla cucina vi era un'altra rampa di scale che conduceva al secondo piano, composto da 4 stanze: di fronte alla scalinata vi era la camera da letto di Lena e Sash, accanto a quest'ultima una camera vuota, molto probabilmente riservata ad un ipotetico figlio, accanto a quest'altra camera vi era uno stanzino e di fronte un secondo bagno. Infine vi era un'ultima rampa di scale che conduceva al terzo ed ultimo piano, composto di due stanze: la sala prove di Lena, dove la cantante provava le canzoni con la sua band, e lo studio di Sash.

<<Casa dolce casa!>> disse felicemente Lena buttandosi sul divano.

<<Eh già, non vedo l'ora di distendermi sul letto e dormire! Andiamo Lena?>> disse malizioso alla moglie.

<<Si, certo, arrivo.>> disse e si avvicinò a Sash che la prese in braccio e, salendo le scale, la condusse fino in camera adagiandola sul letto.

<<Cos'hai in mente?>> chiese con un sorrisetto furbo al marito.

<<Per stasera niente, mia dolce Lena, sono abbastanza stanco.>> si distese sul letto<<Ma ci rifacciamo domani, va bene?>> proseguì ancora, mantenendo il tono malizioso.

<<Certamente>> si sforzò di sorridere e si distese anche lei accanto al marito <<Allora, buonanotte>> lo guardò.

 

<<Notte, a domani.>> la baciò e dopo spense la luce sul comodino.

The plan and the second fight by Lena the best
Author's Notes:

Ecco anche il quarto capitolo, speriamo che anche questo sia di vostro gradimento. Scusate il ritardo. :) 

Grazie a tutti per le recensioni :) 

THE PLAN AND THE SECOND FIGHT

Los Angeles, aeroporto, ore 6.45 a.m.

<<Sveglia signori e signore, è ora di alzarsi, il viaggio è terminato.>> annunciò la hostess passando tra i passeggeri. Tutti i viaggiatori si svegliarono un po' intontiti dal viaggio, si stiracchiarono e guardarono fuori dai finestrini: era mattina. Dunque, dopo che l'aereo si arrestò del tutto, i passeggeri finalmente si diressero verso l'uscita. Julia, dopo aver preso le valigie, si diresse il più velocemente possibile fuori dall'aeroporto dove l'attendeva un taxi che l'avrebbe condotta all'hotel.

Magic Castle Hotel, ore 7.30 a.m.

Il taxi si fermò proprio davanti all'entrata dell'hotel, Julia diede la mancia al tassista e poi scese portando con sé la sua valigia. Si diresse alla reception, dove venne accolta benevolmente, e dove le fu affibbiata una guardia del corpo di nome Jack. Si trattava di un omone di colore alto, nerboruto, con i capelli neri corti a spazzola e occhi scuri, color nocciola.

<<Salve signorina Volkova, ben arrivata, mi chiamo Jack e sarò lieto di essere al suo sevizio. Venga, l'accompagno in camera.>> sorrise sollevando la valigia della mora.

<<Salve Jack, anche io sono molto contenta di conoscerti. Penso che formeremo un'ottima squadra noi due.>> sorrise di rimando e seguì l'omone.

Jack accompagnò Julia davanti alla sua stanza, posò la valigia a terra, tirò fuori dalla tasca della giacca le chiavi della stanza e poi aprì la porta. La camera era ben arredata: una volta entrati, sulla destra, c'era il bagno, si proseguiva poi con una specie di salotto dove c'erano un divano letto, un tavolo rotondo in marmo, una scrivania con il frigobar e infine la tv. Dopodiché, sempre sulla destra, c'era una rampa di scale in legno che conduceva dal salotto alla camera da letto vera e propria.

<<Ecco, siamo arrivati, la lascio alla sua intimità signorina Volkova. Per qualsiasi cosa mi trova nella stanza affianco.>> disse il bodyguard dopo aver mostrato la camera a Julia.

<<Grazie Jack, ci vediamo più tardi.>> sorrise all'altro che uscì dalla stanza.

Dunque Julia prese la sua valigia, salì in camera da letto e la poggiò sul letto. Iniziò a disfarla, dopodiché aprì l'armadio e vi sistemò i panni dentro. Terminato ciò, si diresse in bagno per farsi una doccia.

<<Bene, adesso devo trovare un modo per incontrare Lena senza che ci sia Sash... Quel guastafeste! Non voglio pensarci! Deve rovinare sempre tutto!>> disse ad alta voce non appena uscì dalla doccia <<Be' non sarà difficile... Ne parlerò con Jack più tardi.>> concluse soddisfatta.

Mentre stava riflettendo sul da farsi, ad un tratto, le squillò il cellulare.

<<Pronto?>> disse dopo aver risposto.

<<Ehi Julia ciao! Sono Dima, come stai?" rispose l'altro.

<<Ehilà Dima, ciao! Tutto bene grazie, tu? Ma per caso hai cambiato numero?>> chiese curiosa.

<<Si, qualche ora fa, infatti per questo ti ho chiamata. Tutto apposto anche qua. Senti, per caso in questi giorni hai da fare?>> domandò Dima.

<<Ehm no, non proprio>> rispose " a parte Lena con cui ho molto, ma molto da fare" pensò tra sé", poi proseguì<<Perché?>>

<<Perché stavo pensando che potremmo incontrarci per discutere di qualche altra nuova canzone da cantare insieme dopo "Lyubon Suka", che ne pensi?>> domandò.

<<Per me va benissimo! Ma dove? Perché io in questi giorni mi trovo a Los Angeles...>> fece cadere il discorso.

<<Perfetto! Era proprio la città in cui avevo pensato che ci saremmo potuti incontrare. Allora ci sentiamo nei prossimi giorni, va bene?>> propose Dima sperando in un si di Julia.

<< Certamente! Ci sentiamo presto allora, ciao Dima, baci.>> salutò sorridendo.

<<A presto Jul, baci anche a te!>> concluse e terminò la telefonata.

Detto così, si spogliò dell'asciugamano bianco che indossava e aprì l'armadio, cercando qualcosa da indossare. Rimase a fissare i suoi vestiti per un po' e infine optò per un paio di jeans stretti, zeppe bianche, e una t-shirt grigia con una scritta nera: Abercrombie & Fitch.  Poi si recò in bagno, si sistemò i capelli e si truccò velocemente e in modo leggero: eye-liner nero, per risaltare gli occhi azzurri, e un po' di lucidalabbra. Soddisfatta della sua scelta andò da Jack.

<<Ehi Jack apri, sono Julia.>> disse la mora bussando alla porta.

<<Oh Julia!>> esclamò l'omone <<Vieni, entra pure.>> le fece segno di accomodarsi. Julia entrò nella stanza osservando che era molto simile alla sua.

<<Siediti, non stare in piedi davanti alla porta.>> disse a Julia, che si sedette al tavolo al centro del salotto, come nella sua camera.

<<Ehi Jack, ma tu non ti sei cambiato?>> chiese la mora guardando divertita l'omone che stava cercando il suo cellulare da tutte le parti.

<<Ehm no, perché ho solamente tre abiti da lavoro, come questo che indosso, e devo farci tutta la settimana. Man mano che li cambio li porto a lavare in lavanderia, in modo tale da averne sempre uno a disposizione.>> spiegò Jack.

<<Lavanderia? C'è  una lavanderia da queste parti?>> a Julia si illuminarono gli occhi.

<<Si, si trova davanti all'albergo. Non l'hai notata?>> chiese Jack sorpreso.

<<Ehm no, a dire il vero non ci ho fatto caso. Però mi piace l'idea, così eviterò di fare il bucato.>> sorrise.

<< Be' ti rifarai anche gli occhi! Il ragazzo che ci lavora è molto, molto carino.>> disse Jack ammiccando lo sguardo.

<<Ragazzo? Ti piacciono i ragazzi?>> sorrise Julia guardando Jack che finalmente aveva trovato il suo cellulare.

<<Be' ecco, si, da un bel po'...>> arrossì<< Ma con te non avrò problemi vero? Cioè, tu mi capisci, dato il tuo passato con la signorina Lena Katina...>> disse guardando la mora.

<<Certo che ti capisco! Comunque tranquillo, non c'è niente di male se ti piacciono i ragazzi.>> concluse Julia rincuorando l'altro, poi riprese<< Senti a proposito di Lena, ecco, dovrei parlarti proprio di questo.>> affermò Julia seria.

<<Si, dimmi, pure. Sono tutto a orecchi.>> disse sedendosi finalmente anche lui, accanto alla mora.

<<Allora ti spiego: io sono venuta a Los Angeles perché devo incontrare Lena e le devo parlare di alcune cose importanti accadute tra noi tempo fa e che non siamo riuscite a chiarire...>> iniziò a spiegare la mora.

<<Lena ancora ti piace, giusto?>> la interruppe Jack.

<<Come l'hai capito?>> domandò incredula.

<<Be' Julia, si vedeva che tra di voi c'era qualcosa di più di una semplice amicizia. Chiunque lo capirebbe. E oltretutto se sei qui proprio per parlare con lei, di certo non è per lavoro.>> sorrise il bodyguard.

<<Bene, hai centrato il punto, Jack.>> sorrise Julia dando una pacca sulla spalla all'altro.

<<E naturalmente hai bisogno di un piano per tentare un approccio con lei.>> disse Jack con un sorriso beffardo.

<<Ebbene si e scommetto che tu ne hai già uno.>> ribatté Julia ammiccando lo sguardo.

<<Esattamente. Ti spiego: Ci dirigeremo a casa Katina, ehm scusa Kuzma, in macchina e ci apposteremo lì davanti aspettando che Sash esca di casa. Dopodiché entreremo in azione con un pretesto: io suonerò alla porta dicendo che sono un componente della sua band e tu ti nasconderai dietro di me. Appena la porta si aprirà, tu salterai fuori ed è fatta. Potrete parlare tranquillamente.>> espose Jack a Julia.

<<Si, mi piace, possiamo farcela.>> disse Julia soddisfatta.

<<Perfetto. Vuoi che andiamo subito o prima preferisci riposare? Considera che hai dormito solo sull'aereo...>>chiese Jack con apprensione.

<<No, tranquillo, lascia stare. Prima risolvo questa faccenda, meglio è per tutti. >> rispose decisa.

<<Va bene, allora andiamo.>> concluse e indossò la sua giacca nera, stile bodyguard appunto.

Detto così, entrarono in azione.

 

Los Angeles, casa Kuzma, ore 8.45 a.m.

Julia e Jack giunsero davanti casa Kuzma a bordo della Jaguar nera del bodyguard. Era perfettamente pulita dentro e fuori, quasi luccicava alla luce del sole. I due si fermarono, Jack spense la macchina e poi scese.

<<Dove vai?>> chiese Julia, una volta scesa anche lei dalla macchina.

<<A vedere com'è la situazione, tu aspettami in macchina.>> disse all'altra.

<< E se ti beccano?>> domandò preoccupata.

<<Tranquilla, non lo faranno. Tu però aspettami in macchina.>> concluse e si diresse verso il cancello di casa Kuzma, mentre Julia tornò in macchina.

Jack iniziò a perlustrare la casa da fuori, cercando di intravedere una finestra, casomai un po' riparata,  da dove poter constatare quanto stava accadendo. Finalmente la trovò, c'era un albero che la copriva, così lo utilizzò come nascondiglio. Si posizionò con la schiena contro il tronco e, lentamente, mosse la testa verso la finestra: aveva beccato quella con la visuale giusta! Infatti da fuori si intravedevano, attraverso il vetro, Sash e Lena che stavano facendo colazione, scambiandosi di tanto in tanto teneri sorrisi e qualche bacio. Poco dopo vide Sash alzarsi dalla sedia, salutare Lena con un bacio e dirigersi verso la porta di casa.

"Ci siamo, questo è il momento adatto per entrare in azione." pensò tra sé, poi chiamò Julia al cellulare.

<<Pronto Jack, che c'è? Sei nei pasticci?>> domandò la voce della mora, che era abbastanza ansiosa.

<<No, tutto bene, Sash sta uscendo di casa, tocca a noi. Appena mi vedi tornare verso la macchina, scendi subito.>> rispose Jack che riattaccò subito dopo, non dando a Julia neanche il tempo di replicare.

Qualche minuto dopo Sash uscì di casa, dirigendosi verso il garage che si trovava nella direzione opposta a quella dove si trovava Jack che continuava, di tanto in tanto, a guardare Lena, intenta a sparecchiare.

"Meno male che non si è accorta di nulla." Pensò. Dopodiché si allontanò dall'albero, sporgendosi verso la strada. Qualche minuto dopo vide uscire dal garage una macchina grigia, una BMV, che sfrecciò a gran velocità sempre nella direzione opposta a quella del bodyguard.

<<Perfetto. Tutto fila liscio come l'olio.>> sussurrò a bassa voce, poi corse da Julia.

La mora nel frattempo si era messa a rovistare tra i CD di musica di Jack, sperando di trovarne qualcuno che le piacesse.

<<Maroon 5, Maroon 5, Maroon 5, Maroon 5...>> ripeteva a bassa voce guardando i dischi di Jack << Ma questo ascolta solo Maroon 5?! Non ha neanche un CD delle t.A.T.u!  Appena torna mi sente.>> disse rimettendo i CD apposto.

<<Julia, Julia, scendi!>> urlò Jack da fuori la macchina, correndo come un pazzo.

<<Eccomi, arrivo!>> rispose l'altra, precipitandosi fuori dalla macchina.

Dunque si incamminarono entrambi verso casa Kuzma, guardandosi intorno per controllare se ci fossero strani movimenti oppure occhi indiscreti intorno.

<<Comunque non hai neanche un CD delle t.A.T.u, ma solo dei Maroon 5!>> esclamò la mora, sistemandosi dietro all'omone che stava davanti al cancello.

<<Be' il cantante è un figone assurdo... lo adoro!>> disse ammiccando lo sguardo.

<<Ma che significa! Un CD delle t.A.T.u potresti anche comprarlo!>> proseguì Julia.

<< Va bene, li comprerò tutti e me li farò autografare da te, contenta?>> propose.

<<Va benissimo, così mi sento realizzata.>> sorrise soddisfatta.

<<Okay, però adesso pensiamo al piano. Pronta?>> chiese poggiando il dito sul campanello.

<<Vai!>> esclamò Julia.

Jack suonò il campanello e poco dopo una voce rispose cordialmente<< Si, chi è?>>

<<Ehm ... Ciao Lena, sono Sven, scusa se ti disturbo a quest'ora ma devo dirti alcune cose importanti.>> disse Jack camuffando la voce.

<<Oh Sven, certamente, ti apro subito.>> rispose la voce dall'altra parte.

Tempo un minuto e il cancello si aprì, Jack e Julia entrarono dirigendosi verso la porta ancora chiusa. Sentirono la serratura scattare, si aprì dunque anche la porta di casa e Lena, intenta a guardare il cellulare, uscì.

<<Si, dimmi Sven, ti ascolto.>> disse Lena continuando a guardare il cellulare.

<<Ehm, non sono Sven...>> rispose il bodyguard.

Lena alzò lo sguardo non appena sentì quelle parole, ritrovandosi faccia a faccia con l'omone.

<< E tu...>> mormorò fissando l'omone << Chi sei?>> le si gelò il sangue nelle vene.

<<Sorpresa!>>  esclamò una voce da dietro l'omone << Sei contenta di vedermi?>> apparve Julia con un sorriso compiaciuto.

<<Cosa?! E tu che ci fai qui?!>> domandò incredula Lena con una voce mista tra  stupore, felicità e rabbia insieme.

<<Sono venuta a parlarti di cose molto importanti Lena, che vanno chiarite una volta per tutte.>> disse seria guardando l'altra negli occhi.

<<Be' signorine, penso che il mio lavoro qui sia finito. Ciao Lena, a dopo Julia.>> salutò strizzando l'occhio alla mora.

<< A dopo amico.>> gli sorrise.

<< E quello chi era?>> domandò Lena visibilmente irritata.

<<Il mio bodyguard, si chiama Jack.>> rispose l'altra.

<< Bodyguard? Tu ti presenti a casa mia con un bodyguard?! Ma sei impazzita per caso? Mi hai fatto prendere un colpo!>> urlò infastidita all'altra.

<< Come avrei dovuto fare, scusa? Era l'unico modo. E poi Jack mi protegge dai paparazzi, giornalisti, intervistatori ecc... In una città grande come Los Angeles direi che è necessario.>> disse Julia con ovvietà.

<< Be' avresti potuto chiamarmi e dirmi di vederci se proprio hai tutta questa urgenza di parlarmi.>> ribatté l'altra seria.

<<Si, certo, con Sash che sta sempre tra i piedi non penso proprio che ci saremmo viste. Ti avrebbe fatto l'interrogatorio.>> rispose  l'altra ironica.

<<Che cosa c'entra adesso Sash con tutto questo?! Non metterlo in mezzo e dimmi cosa sei venuta a fare qui.>> chiese spazientita.

<<Cosa c'entra? Sbaglio o hai lasciato me per stare con lui? Non hai forse preferito lui a me tre anni fa? >> obbiettò irritata anche lei.

<<Julia, per favore, non ricominciare con questa storia. Sai benissimo perché tra noi è finita. Non mi va di riparlarne.>> rispose guardando l'altra.

<<Okay, a te non va, ma a me si. Dimmi perché non mi hai invitata al tuo matrimonio.>> domandò seria.

<<Che senso avrebbe avuto?>> ribatté Lena roteando gli occhi.

<<Rispondi alla mia domanda, non deviare il discorso, come sei solita fare.>> continuò Julia, sempre seria.

<<Io non devio mai i discorsi! E poi non parliamo solo dei miei difetti, ma anche dei tuoi, dato che vedo che hai ancora le manie di protagonismo.>> ribatté ironizzando.

<< Manie di protagonismo? Ma cosa ti stai inventando! Io non ho mai avuto manie di protagonismo.>> rispose Julia, fredda.

<< Invece si! Vuoi sempre stare al centro dell'attenzione, altrimenti non sei contenta! Come stai facendo adesso.>> esclamò guardando l'altra negli occhi.

<< E vogliamo parlare di te allora? Di te che non sei in grado di affrontare mai la situazione che hai davanti insieme alla persona che ami? Di te che non mi hai mai detto cosa ti turbava, cosa non andava e mi hai lasciata di punto in bianco dicendo che se non ha funzionato più tra noi è stata colpa mia? Che se le t.A.T.u si sono sciolte è stata colpa mia? Sai solamente dire che è colpa mia, nient'altro. Scommetto che anche a Sash dirai le stesse cose.>> ribatté Julia duramente, fissando l'altra negli occhi.

<<Ma la vuoi piantare! Se ho detto che è stata colpa tua se le t.A.T.u  si sono sciolte, è perché ci sono dei motivi che anche tu sai benissimo. Non ti importava più del gruppo, pensavi solo a farti gli affari tuoi mettendo scuse a destra e a manca, facevi saltare i concerti e tante altre cose. Non t'importava neanche più di me.>> rispose di rimando Lena, anche lei guardava Julia negli occhi.

 

<<Non mi importava più di te? Ma cosa dici?! >> le parole di Lena la ferirono <<Lena, mi è sempre importato di te più di chiunque altro. Ti facevo sentire amata ogni giorno di più e ti riempivo di attenzioni sia sul palco che nella vita di tutti giorni. Come puoi dire una cosa simile?>> la sua voce si addolcì.

<<Si, è vero, ma negli ultimi tempi eri così presa dal tuo caro Parviz che io non esistevo più. Ti ricordo che arrivavamo ai concerti separate, non uscivamo più insieme, sul palco non ci davamo più attenzioni ecc... Ma mi sembra che l'iniziativa fosse partita da te.>> rispose, continuando a mantenere un tono di voce pacato, ma severo.

<<Parviz? Ah, quindi adesso se le cose tra me e te sono andate male è stata colpa di Parviz, giusto?>> iniziò ad innervosirsi.

<<Guarda caso mi hai lasciata per stare con lui! Mi hai lasciata per stare con lui dopo avermi regalato quel dannato anello di fidanzamento in un concerto, davanti a milioni di persone! Hai detto davanti a tutti:" Ora Julia appartiene a Lena e Lena a Julia". Te lo ricordi questo, Julia? Poi pretendi che, dopo avermi lasciata per un altro, io torni da te tutta contenta una volta che con Parviz era finita?! >> le urlò contro Lena, iniziando ad agitarsi.

<< E chi si era stancata di essere la mia ragazza quel periodo, sentiamo? Se mi sono fidanzata con Parviz è stato per cercare di sopprimere la rabbia e la delusione che tu mi hai recato! Mi hai lasciata tu, per la seconda volta! Io ti avevo regalato quell'anello, ufficializzando il fidanzamento, perché pensavo che, dal momento che era la seconda volta che ci rimettevamo insieme, sarebbe durato!>> ribatté anche lei, alzando la voce.

<< Io non mi ero stancata di essere la tua ragazza, non mi sono mai stancata e non mi stancherei mai! Ti ho lasciata perché tu non ti comportavi con me da fidanzata, sembravamo solo amiche! Non mi chiamavi mai, quando uscivamo mi lasciavi sempre in disparte e parlavi con gli altri. Non nego che ci provassi anche con altre ragazze!>> le si avvicinò guardandola duramente.

<<Provarci con le altre? Stai insinuando che io ti abbia tradita? E' questa l'opinione che hai di me, Lena?>> urlò in faccia all'altra che abbassò lo sguardo << No, è inutile che abbassi lo sguardo, devi guardarmi!>> la costrinse a guardarla<< Pensi questo di me? Pensi che io sia stata una bugiarda che non ti ha mai amata e che ti ha tradita! Ma come ti viene in mente una cosa del genere? Sono sempre stata fedele nelle relazioni, amicizia e non, e tu questo lo sai benissimo! Ti stai comportando come se non mi conoscessi... Cosa ti sta succedendo Lena? Io non ti capisco, davvero non ti capisco più ...>> replicò Julia smaniosa.

<< Cosa avrei dovuto pensare, sentiamo? Te l'ho detto, eri diversa, più fredda, non mi davi attenzioni e non le volevi da me. Io ti ho lasciata per questo! Neanche tu mi hai mai detto cosa ci fosse che non andava, te ne stavi sempre per fatti tuoi e nelle interviste dicevi che ormai né io né tu credevamo più in quello che facevamo, quindi era inutile continuare. Mi sembra che sia stata tu a far si che il gruppo degenerasse.>> obbiettò Lena, con gli occhi lucidi.

<< Certo, ho commesso anche io degli errori, non lo nego, ma non sono stata l'unica. Oltretutto, negli ultimi anni, ho cercato di rimediare a differenza tua. Ho cercato di recuperare quel legame che c'era tra noi e, naturalmente, niente tornerà come prima però ci ho provato. Invece tu hai pensato bene di rimpiazzarmi e non darci neanche un'altra possibilità. >> rispose Julia, volgendo lo sguardo altrove e sospirando.

<<Non possiamo recuperare quel legame, Julia. Non è più possibile adesso. Siamo cambiate, tutto è cambiato. Abbiamo le nostre vite e io ho un marito a cui pensare. Non posso mandare a rotoli il mio matrimonio  per qualcosa che non esiste più.>> disse Lena con voce arrendevole.

<<Sei tu che non vuoi, Lena. Evidentemente non lo hai mai voluto. Non mi hai mai amata come io pensavo che mi amassi. Se si desidera davvero qualcosa, si fa di tutto per ottenerlo.>> rispose Julia con voce pacata, ma distaccata.

<<Non ho detto questo, Julia. Io ti ho amata con tutta me stessa! Mi sono innamorata di te dalla prima volta che ti ho vista al Neposedi. Tu neanche mi prendevi in considerazione all'inizio, ma quando siamo diventate amiche, io ero già innamorata persa di te>> sorrise appena<< Quando ci siamo messe insieme la prima volta, quindi durante i primi anni delle t.A.T.u, non mi sono mai sentita così felice in vita mia! Tu eri il mio tutto, la mia ragione di vita, il mio sogno più nascosto e irraggiungibile. Eri così diversa da me, il mio esatto opposto, che non pensavo che tu ti saresti mai potuta innamorare di me. Tu eri quella che faceva amicizia subito e con tutti, che è sempre stata circondata da tante persone, hai sempre avuto milioni di ragazzi e ragazze che ti venivano dietro; mentre io ero il tuo esatto contrario: sempre in disparte, con pochi amici e pochi ragazzi e ragazze che mi corteggiavano>> sorrise mentre ricordava<< ma evidentemente anche un amore così forte era destinato a morire.>> concluse tristemente, abbassando lo sguardo.

<<E' inutile sprecare fiato in questo modo, Lena. Se dici così, è solamente perché non vuoi soffrire di nuovo ma sappi che anche io ho sofferto e tanto. Soprattutto in questi ultimi anni. Non vuoi affrontare i problemi insieme a me, ecco qual è il punto. Che adesso tu mi ricordi tutto quello che abbiamo passato insieme o che hai provato per me all'inizio di tutto, non ha senso, perché non me lo dimostri>> le sollevò il viso<< Mi dimostri il contrario, mi dimostri che non mi ami e che non lo hai mai fatto. Evidentemente sei stata tu quella che ha mentito sin dall'inizio, quella che ha portato avanti menzogne su menzogne e questo matrimonio lo ha dimostrato.>> guardò severamente Lena che non riuscì a spiccicare parola.

<<Non hai nulla da dirmi?>> domandò Julia seria, con uno sguardo di ghiaccio.

<< Julia... io, io non...>> furono le uniche parole che Lena riuscì a pronunciare.

<<Bene, allora ti lascio con il tuo caro Sash, dato che preferisci lui a me. >> concluse Julia guardando Lena un'ultima volta. Dopodiché si diresse verso l'uscita, sbattendo il cancello in malo modo.

Lena sospirò, poi con gli occhi lucidi rientrò in casa.

<<Allora, com'è andata?>> domandò Jack non appena Julia rientrò in macchina.

<<Portami subito in hotel! Non ho voglia di parlarne.>> disse stizzita.

<<Va bene, me lo dirai quando te la senti... anche se si capisce che è andata male.>> constatò il bodyguard ma Julia non rispose.

 

Detto così, Jack mise in moto e fece strada verso l'hotel.

The storm before the goodbye by Lena the best
Author's Notes:

Ecco a voi, cari lettori e lettrici, il quinto capitolo ;)

Pochi giorni dopo, Los Angeles casa Kuzma, ore 18.00 p.m.

" I want you to stay

You never stay

Come on and stay

I wish you would stay

But you never stay"

( Lena Katina, Stay).

 

Queste parole risuonavano da una modesta stanzetta al terzo piano di casa Kuzma,  quando Sash tornò dopo una lunga giornata di lavoro con la sua band chiamata A New Vice. Sash, infatti, stava lavorando ad un nuovo singolo del quale a breve sarebbe stato girato il video. 

<<Lena, sono tornato!>> esclamò Sash dopo aver posato le chiavi dell'auto sul tavolo in salotto <<Lena, Lena!>> continuò Sash, ma non ottenne risposta <<Di sicuro starà facendo le prove con i ragazzi, data questa musica. Vado su, conviene.>> disse tra sé dirigendosi verso le scale.

<<Forza ragazzi! Riproviamo un'altra volta la canzone, ci siamo quasi!>> disse Lena incitando i suoi musicisti.

<<Salve a tutti!>> la voce di Sash fece sobbalzare la rossa e tutta la band.

<<Sash, ciao!>> sorrise Lena avvicinandosi al marito<<Hai finito presto oggi, solitamente torni per l'ora di cena.>> sorrise.

<<Ciao amore!>> diede un bacio a Lena<<Ciao ragazzi!>> salutò gli altri che ricambiarono <<Eh si, oggi ho finito prima con la mia band. Siamo arrivati a un buon punto con il nostro nuovo singolo.>> sorrise soddisfatto.

<<Wow, non vedo l'ora di ascoltarlo!>> disse Lena sorridendo contenta.

<<Già! E voi ragazzi, come state messi? La canzone è molto bella, si sente fino giù al primo piano!>> esclamò entusiasta.

<<Grazie Sash! La canzone sta venendo bene, si chiama "Stay", la stiamo provando da oggi, e poi abbiamo a disposizione anche altre due canzoni nuove da provare.>> lo informò Sven.

<<Bene! Non vedo l'ora di ascoltare tutto quanto! Comunque ragazzi, restate a cena con noi?>> domandò Sash appoggiando un braccio intorno alla vita di Lena e stringendola a sé.

<<Ehm si, okay, per noi va bene.>> risposero tutti gli altri.

<<Okay, allora proseguite con le prove, alla cena ci penso io!>> esclamò Sash dirigendosi verso la porta << A dopo, buon proseguimento!>> concluse congedandosi.

Circa due ore dopo.

<<Wow Sash, sei davvero molto bravo a cucinare! Squisito questo riso al curry!>> esclamò Sven dopo aver mangiato l'ultima forchettata di riso.

<<Si, davvero molto buono! Non sapevo che ti piacesse cucinare!>> disse Troy pulendosi la bocca col tovagliolo.

<<Grazie ragazzi! Be', che dire, la cucina è il mio secondo lavoro quasi!>> esclamò Sash ridendo e facendo ridere gli altri.

<<Si, Sash ama cucinare a differenza mia! Infatti cucina quasi sempre lui, quando può.>> affermò Lena sorridendo a Sash che ricambiò.

<<Sash, ma tra poco ci sarà anche la premiazione per i migliori singoli dell'anno che tu sappia? Cioè, sapevo che a breve ci sarebbe stata la premiazione agli MTV ADWARS. >> chiese curioso Domen.

<<Si, a breve ci sarà la premiazione, ma ancora non mi è arrivata alcuna comunicazione. Speriamo sia andata bene.>> disse Sash.

<<Sicuramente! Siete una grande band!>> lo rincuorò Lena.

<<Grazie amore!>> la baciò dolcemente<<Naturalmente quando mi comunicheranno il giorno ve lo farò sapere, così potrete accompagnare me e Lena.>> affermò guardando gli altri.

<<Certo, sarà un vero piacere per noi!>> risposero gli altri.

<<Sash, come si chiama la canzone che hai portato?>> domandò ancora Domen.

<<Bleeding, l'avete mai sentita?>> ribatté Sash.

<<Si, certo, davvero molto bella. Una delle migliori.>> rispose Troy.

<<Ehm a proposito di musica, Lena, il concerto delle t.A.T.u del 27 settembre si avvicina. Hai sentito Julia, vi siete accordate riguardo la serata ecc..?>> domandò Sven, quasi timoroso.

Ci fu un momento di silenzio, durante il quale Lena si ritrovò tutti gli occhi puntati su di sé. Non sapeva cosa rispondere e iniziò a sudare freddo. Quel nome. Sentiva sempre quel nome dappertutto, ovunque andasse. Più lei cercava di evitare di sentirlo, più quel dannato nome risuonava nella sua testa. Perché? Forse perché sapeva che gran parte delle cose che le aveva detto Julia erano vere.

<<No, Sven, non ancora...>> la sua voce tremava leggermente << Ma la sentirò nei prossimi giorni, così decideremo anche quando incontrarci.>> la sua voce non smetteva di tremare.

<<Okay, capisco, poi facci sapere.>> rispose Sven, accennando un sorriso.

Lena annuì, poi riprese la conversazione con gli altri come se niente fosse...ma si sentiva strana. Stava sudando freddo, sentiva le gambe tremare sotto il tavolo, era ansiosa e iniziò anche a girarle la testa. Dunque decise di uscire un attimo a prendere un po' d'aria.

<<Ehm scusate ragazzi, ma esco un attimo, devo... devo vedere una cosa.>> disse alzandosi.

<<Vuoi che venga con te?>> domandò preoccupato Sash, alzandosi anche lui.

<<No, resta pure qui, faccio subito.>> Lena sorrise lievemente al marito, dopodiché uscì fuori in giardino.

Pochi minuti dopo si ritrovò in giardino finalmente sola con i suoi pensieri.

<< Oh mio Dio, cosa mi è preso?!>> esclamò Lena sedendosi sul dondolo in giardino<< Stavo quasi per sbiancare a cena!>> proseguì, parlando ad alta voce.

"Non deviare il discorso, come sei solita fare."

"Non sei mai in grado di affrontare la situazione che hai davanti insieme alla persona che ami."

"Chi si era stancata di essere la mia ragazza quel periodo..."

"Ti stai comportando come se non mi conoscessi..."

"quella che ha portato avanti menzogne su menzogne e questo matrimonio lo ha dimostrato."

Questi pensieri attraversavano la mente di Lena che stava con gli occhi chiusi e la testa appoggiata al dondolo, cercava di rilassarsi, ma non ci riuscì. Improvvisamente sbarrò gli occhi stupendosi dei suoi stessi pensieri.

Perché? Perché? Era l'unica domanda che le frullava in testa.

<<Perché?>> ripeté poi ad alta voce<< Forse Julia ha ragione, ha davvero ragione lei stavolta.  Si, le sue parole mi hanno ferita ma neanche io mi sono trattenuta. Anche se non capisco il motivo per cui mi importa così tanto di quello che pensa lei. Dopotutto adesso siamo solo "colleghe" e ci sentiamo esclusivamente per rapporti di lavoro. >> affermò ragionando con calma << Okay, basta, troppi ragionamenti contorti. Dimostrerò a Julia che quello che pensa di me non è vero. Domani vado da lei.>> affermò decisa << Anche se devo trovare un modo...>> ma il suo ragionamento fu interrotto da Sash, uscito proprio in quel momento per cercarla.

<<Ehi Lena, come stai? Tutto bene?>> domandò Sash con apprensione.

<<Si, certo Sash, tutto apposto. Stavo solo riflettendo.>> lo guardò.

<<Su cosa? Se posso sapere.>> domandò ancora Sash, sedendosi accanto a Lena sul dondolo.

<<Ehm ecco... vediamo... ho bisogno di un bodyguard!>> rispose improvvisamente.

<<Un bodyguard?>>Sash la guardò incredulo << Perché?>>

<<Ehm perché... perché Los Angeles è una città molto grande e ci sono paparazzi, giornalisti e gente del genere da ogni parte, quindi se dovessi uscire per fare qualcosa ho bisogno di qualcuno che mi "protegga".>> mimò l'ultima parola con le dita, sorridendo.

<<Ah! Be' allora, se questo è il problema, ti farò avere un bodyguard.>> sorrise alla moglie.

<< Va bene, grazie!>> lo baciò velocemente sulle labbra << Torniamo dentro?>> sorrise a Sash che annuì e insieme rientrarono a casa.

 

Magic Castle Hotel, ore 21.00 p.m.

Julia era distesa sul letto della sua stanza con il telecomando della tv in mano e stava cercando qualche film o programma interessante da vedere.

<< Ma non fanno niente in questa dannata tv! Tutti film romantici! No, non sono decisamente il mio genere o, almeno, non lo sono adesso.>> esclamò con un filo di malinconia.

"Hai ancora le manie di protagonismo..."

"Non t'importava neanche più di me..."

"eri così presa dal tuo caro Parviz che io non esistevo più."

" Io non mi ero stancata di essere la tua ragazza, non mi sono mai stancata e non mi stancherei mai!"

"Non nego che ci provassi anche con altre ragazze!"

"Io ti ho amata con tutta me stessa!"

Le parole che le aveva detto Lena stava attraversando ancora la  sua mente senza darle tregua. Si sentì ferita, come poteva Lena pensare quelle cose? Forse non l'aveva amata abbastanza? Non gliel'aveva dimostrato abbastanza? Si stava tormentando in cerca di una risposta, quando qualcuno bussò alla porta.

<<Julia, apri, sono Jack!>> la chiamò il bodyguard.

<<Dimmi Jack!>> rispose Julia dopo aver aperto la porta.

<<Ehilà, come stai? E' da stamattina che sei chiusa in questa stanza e mi stavo preoccupando.>> rispose Jack prontamente.

<<Tranquillo, va tutto bene.>> rispose Julia, senza espressione.

<<Ne sei sicura?>> domandò ancora.

<<Vieni, entra.>> rispose Julia, cedendo.

Jack sorrise, comprendendo i sentimenti della mora, poi entrò dopo aver chiuso la porta dietro di sé.

<<Allora, cosa c'è che non va?>> domandò Jack sedendosi al tavolino al centro della stanza.

<< Si tratta di Lena, Jack. L'altra mattina, quando abbiamo parlato, non abbiamo fatto altro che litigare.>> sospirò Julia, sedendosi sul divano-letto di fronte al tavolino.

<< Infatti avevo intuito che qualcosa fosse andato storto. Cosa vi siete dette?>> chiese ancora, cercando di capire la situazione.

<< Mi ha detto che ho le manie di protagonismo, che non mi importa più nulla di lei, che l'ho tradita quando stavamo insieme e altre cose del genere.>> dichiarò Julia, guardando Jack.

<< Capisco. Be' sicuramente ti ha detto queste cose perché in quel momento era arrabbiata, ma non le pensava veramente, fidati. Prima o poi si calmerà e riuscirete a dialogare tranquillamente.>> sorrise Jack cercando di rincuorare l'altra.

<<Lo spero, Jack, lo spero.>> rispose Julia, con voce arrendevole.

<< Vieni qui!>> esclamò allargando le braccia verso la mora che si fece abbracciare dall'omone.

<<Io la amo davvero Jack, non voglio perderla.>> iniziò a singhiozzare.

<<Tranquilla, non la perderai, anche lei ti ama e sono sicuro che risolverete questa situazione.>> disse prendendo il volto dell'altra tra le mani, asciugandole le lacrime.

<<Okay, grazie, mi sento meglio adesso.>> sorrise all'altro.

<<Mi fa piacere.>> ricambiò il sorriso<< Bene, adesso cambiati e vai a dormire così domani sarai di nuovo in forma. Io sono nell'altra stanza, se hai bisogno di me.>> disse il bodyguard dirigendosi verso la porta.

<<Grazie!>> esclamò Julia facendo voltare Jack << Sei un amico.>> sorrise.

Jack annuì e ricambiò il sorriso. Dopodiché uscì dalla stanza.

 

Il giorno seguente, Los Angeles, Casa Kuzma, ore 12.00 p.m.

Lena si trovava in salotto e stava pazientemente aspettando una persona, una persona che forse le sarebbe stata davvero di grande aiuto. Ogni tanto guardava il cellulare e stava sull'attenti, qualora la chiamassero o le arrivasse qualche messaggio. Pochi minuti dopo bussarono alla porta.

<<Chi è?>> domandò Lena prima di aprire.

<<Ryan!>> rispose l'altra persona, ancora ignota.

Lena, dopo aver sentito pronunciare quel nome, aprì la porta.

<<Salve Signorina Katina, è un vero piacere conoscerla dal vivo e poter lavorare per lei.>> affermò presentandosi un ragazzo alto, magro e muscoloso, con i capelli biondi corti ben sistemati in una cresta e gli occhi azzurri.

<<Ciao! Tu devi essere Ryan se non sbaglio, vero?>> sorrise Lena porgendo la mano al giovane.

<<Esattamente!>> gliela strinse << A sua disposizione, Signorina Katina.>> sorrise il bodyguard mostrando i suoi denti perfetti.

<<Chiamami pure Lena!>> ricambiò il sorriso << Vieni, entra, devo parlarti di alcune cose importanti.>> disse chiudendo la porta dopo aver fatto accomodare il ragazzo.

<< Ecco, sediamoci.>> disse Lena, conducendo Ryan in salotto e sedendosi su uno dei divani.

<<Di cosa si tratta?>> domandò curioso Ryan, togliendosi la giacca nera che indossava.

<< Allora, per caso conosci un certo Jay..Jackson... Jacky che di professione fa anche lui il bodyguard?>> domandò Lena, cercando di ricordare il nome.

<<Mmm... Potresti farmi una descrizione?>> chiese l'altro.

<<Certo! Allora, si tratta di un omone abbastanza alto, nerboruto, di carnagione scura,  ha i capelli corti neri a spazzola...>> iniziò a descrivere la persona in questione.

<<Jack! Parli di Jack! E oltretutto è anche il bodyguard alla tua ex collega, Julia Volkova!>> esclamò meravigliato Ryan.

<<Si, esatto, Jack, proprio lui!>> ribatté Lena soddisfatta<< Si, è il bodyguard di Julia. Infatti mi interessa questo: devi portarmi da lei.>> sorrise guardando il ragazzo biondo.

<<Comprendo. Be' se è questo ciò che desidera, sarà fatto.>> rispose Ryan con complicità. << Andiamo adesso?>> domandò poi.

<< Adesso.>> rispose Lena, anche lei con complicità.

Detto così, si recarono alla macchina di Ryan.

 

Magic Castle Hotel, ore 12.45 p.m.

Circa quarantacinque minuti più tardi, l'auto di Ryan si fermò davanti all'hotel dove alloggiava Julia. C'era un via vai di gente dentro e fuori l'hotel, così Ryan e Lena, per evitare di essere assaliti da paparazzi, giornalisti ecc... decisero di aspettare che il posto si sfollasse.

<<Dunque signorina Lena Katina, vuole che chieda di Julia Volkova o del suo bodyguard?>> domandò Ryan.

<<No, chiedi di Jack, altrimenti potresti destare sospetti.>> sorrise Lena.

<<Va bene, ci metterò due secondi. Quando termino l'operazione, ti faccio uno squillo sul cellulare.>> concluse Ryan. Dopodiché, una volta che l'hotel si era finalmente sfollato, entrò in azione.

Dopo aver indossato giacca e occhiali e sistemato la cravatta nera che si intravedeva sotto la giacca, Ryan scese dall'auto e, con passo deciso, si recò alla reception.

<<Salve signorina>> domandò alla ragazza che lo accolse appena quello entrò<< Sono un amico del bodyguard Jack, che presta servizio a Julia Volkova, ex componente del gruppo t.A.T.u;  sa dunque dirmi in che stanza si trova?>>

<<Certamente! La stanza è la numero 125, al primo piano. La troverà subito, perché è situata a destra della scalinata, che passa attraverso l'albergo, e in quell'angolo ci sono solo due stanze.>> sorrise l'altra.

<<Va bene, grazie mille.>> ricambiò il sorriso e si allontanò verso l'uscita dell'hotel.

Una volta fuori e abbastanza vicino alla macchina, fece cenno a Lena di scendere. Dunque la rossa lo raggiunse e insieme, senza farsi vedere dalla ragazza della reception, si diressero al primo piano.

<<Bene, stando alle indicazioni della ragazza, la camera di Jack dovrebbe trovarsi sulla destra delle scale...>> disse Jack guadandosi intorno.

<<Eccola! Quella è la camera 125!>> esclamò Lena indicando con il dito.

<<Ben fatto!>> esclamò Ryan andando verso la direzione indicata dalla rossa. <<Dunque, se questa è la 125, poco più giù dovrebbe esserci la 126 quindi la camera di Julia.>> constatò proseguendo lungo il corridoio << Ecco, ci siamo! Camera numero 126! Signorina Katina, l'abbiamo trovata!>> gridò Ryan a gran voce. Detto così, anche Lena raggiunse Ryan.

<<Bene, da qui posso proseguire da sola, grazie Ryan.>> sorrise al bodyguard.

<<Va bene, signorina, l'aspetto davanti alla porta di Jack. Quando uscirà dalla stanza, mi troverà lì.>> ricambiò il sorriso e si diresse verso l'altra stanza.

Lena fissò la porta per alcuni minuti buoni prima di decidersi a bussare. " Come avrebbe reagito Julia vedendola lì, davanti alla propria camera? Dopo tutto quello che si erano dette?" Ma decise di abbandonare questi pensieri così, dopo aver preso un respiro profondo, finalmente bussò.

<<Chi è?>> domandò Julia con voce annoiata.

<<Ehm Lena... sono, sono Lena.>> cercò di apparire tranquilla.

Pochi secondi dopo la porta si aprì e Lena si ritrovò davanti Julia con un'espressione di stupore sul volto, i capelli spettinati, ciabatte ad infradito e, soprattutto, la mora era in intimo.

<< E tu...tu... tu cosa sei venuta a fare qua? E soprattutto come hai fatto a trovarmi?>> chiese Julia, sempre più incredula.

<<Ho le mie conoscenze, Volkova!>> esclamò Lena sorridendo e arrossendo appena, vedendo Julia in intimo.

<<Ah capisco. E dimmi, ti serve qualcosa di importante?>> chiese Julia e si sentì anche lei un po' in imbarazzo.

<<Ehm si, ti devo parlare.>> affermò Lena con voce quasi decisa.

<<Va bene. Forza entra, non stare lì sulla porta.>> rispose Julia, facendo entrare la rossa e chiudendo la porta dietro di lei << Dimmi tutto.>> proseguì Julia, sedendosi al tavolino dopo aver indossato una vestaglia.

<<Ehm ecco, sono qui per scusarmi per le cose che ti ho detto l'altra volta>> disse Lena tutto d'un fiato, sedendosi vicino a Julia. << Ecco vedi, quelle cose che ti ho detto non le pensavo davvero e mi dispiace se ti hanno ferita, sappi che non era mia intenzione.>> dichiarò Lena, guardando Julia negli occhi.

<<Perché mi stai dicendo questo?>> domandò l'altra, guardando anche lei Lena negli occhi.

<< Te l'ho detto, perché mi dispiace di averti ferita. Julia, io ti voglio bene, tu questo lo sai benissimo e non voglio perdere del tutto i rapporti con te. Siamo comunque colleghe di lavoro e, anche se tra di noi le cose non vanno per il meglio, vorrei cercare di migliorarle. >> rispose Lena, deviando lo sguardo di Julia.

<< Colleghe di lavoro?! Io per te, adesso, sono diventata solo una collega di lavoro?!>> iniziò ad innervosirsi.

<<Julia, non intendevo in quel senso... cerca di capire...>> cercò di spiegare Lena.

<<Capire?! Io dovrei capire?! E tu invece, Lena? Tu non mi devi capire? Che significano le parole che mi hai appena detto? Nulla! Io e te non possiamo ripristinare alcun rapporto lavorativo se non risolviamo tutti i problemi che abbiamo avuto e che tutt'ora abbiamo! Lo capisci questo, Lena?>> l'altra abbassò lo sguardo sotto le autorevoli parole di Julia << E' inutile che dici che io e te siamo ancora amiche, colleghe ecc... perché io e te non siamo nulla! Io e te siamo fatte solo per stare insieme e tu lo sai. Noi due, come amiche, non dureremmo mezza giornata. Ti ricordi quanto eravamo gelose l'una dell'altra anche solo da amiche? Ti ricordi le litigate che abbiamo fatto anche solo per non essere uscite insieme una sera? Come possiamo essere solo amiche se poi quando ci vediamo litighiamo e basta? E' inutile Lena, è inutile continuare a dire che tra noi va tutto bene, perché non è così.>> affermò Julia con ovvietà, con voce dura e ferma.

<<No Julia, io e te potremmo essere amiche o colleghe se almeno ci provassimo. Quello che c'è stato tra noi è finito, è passato. Non possiamo non guardarci in faccia più per una cosa ormai terminata. Dobbiamo lavorare insieme per preparare il concerto a Kiev, a breve. Vogliamo rifare la stessa figuraccia che abbiamo fatto al The Voice?>> ribatté Lena, anche lei con voce ferma.

<<The Voice? E parli proprio tu del The Voice! Come ti sei comportata al The Voice, Lena, te lo ricordi? Non mi hai guardata in faccia per tutto il tempo dell'esibizione! Ti ho provato a prendere la mano più volte, ma tu l'hai rifiutata! Per cosa, poi? Per paura. Come facevi ad aver paura di me, Lena? E' inutile, te l'ho detto, io e te non potremmo mai essere semplici amiche.>> proseguì la mora, sempre duramente.

<<Julia, cerca di ragionare una volta tanto! Ero fidanzata con Sash, cosa avrei dovuto fare? Provarci con te?! Sai anche tu che quei tempi sono finiti, comportiamoci da adulte adesso! E poi non è vero che avevo paura di darti la mano... Non potevo Julia, non posso più. Mi dispiace, ma anche se lo volessi io non potrei più amarti come una volta>> la sua voce iniziò a tremare e gli occhi si inumidirono << Non posso perché, anche se potessimo, il mio cuore non potrebbe sopportare più tutto il dolore che ha sopportato precedentemente.>> proseguì, sempre con gli occhi umidi.

<<Adulte? Lena, tu mi stai dando dell'infantile! Come diavolo fai a non capire che anche tu provi per me gli stessi sentimenti che provo io per te? Oltretutto vuoi farmi passare anche da egoista! Anche io ho sofferto per te e anche io vorrei che non succedesse più quello che è successo tempo fa! Vorrei anche io cercare di risistemare le cose in modo tale che non accada più quanto è accaduto in passato. Lo capisci questo?>> disse Julia, a denti stretti<<Inoltre mi faresti un grande favore se la smettessi di far finta di nulla e affrontassi la realtà. Tra me e te non può esserci nulla se non amore.>> guardò l'altra aspramente.

<<Ah...io non affronto la realtà!? Proprio io vero?>> si sentì ferita dalle parole di Julia<< E sentiamo, chi è che non ha avuto il coraggio di dirmi quello che pensava di me in faccia, eh? Chi è stata capace solo di insultarmi e criticarmi?>> Julia la guardava negli occhi freddamente e intensamente allo stesso tempo<<Tu Julia! Tu sei stata in grado anche di criticare la canzone che ti avevo dedicato! Poi dimmi se questo non è un comportamento infantile!>> sbottò Lena, gli occhi iniziarono a bagnarsi di lacrime.

<<Lena, io ho detto quello che pensavo di te davanti a tutti dando una dimostrazione dei fatti! Quello che tu non fai. Okay, non ti sono venuta a dire in faccia quello che pensavo di te e forse ho anche esagerato con le parole, su questo hai ragione, e sono disposta a scusarmi quanto vuoi, ma almeno ho detto le cose come stavano. Non faccio come te che dici alla stampa, ai fan, agli amici, ai parenti che tra me e te va tutto bene e siamo amiche. La freddezza si percepisce anche quando stiamo insieme davanti alle telecamere, non c'è più quel feeling di prima. Quindi sei tu che devi smettere di comportarti da infantile e affrontare la realtà per quella che è.>> ribatté Julia con sguardo stanco e voce esasperata.

<< E naturalmente tu devi sempre criticare! C'è sempre qualcosa che in me non va! Qualsiasi cosa io faccia sbaglio sempre! Cosa dovrei fare Julia?!>> iniziò a piangere<< Sono venuta qui apposta per cercare di sanare la situazione, ma devo essere criticata! Sono venuta per dimostrarti che sono in grado di affrontare la situazione che ho davanti, ma tu devi sempre rinfacciarmi qualcosa!>> le lacrime le rigavano il volto<< Basta, Julia, basta! Mi sono stancata di essere sempre trattata male e di essere poi io quella a starci male!>> gridò alla mora, dopodiché si voltò, dandole le spalle.

Julia rimase in silenzio per qualche minuto, fissando l'altra, anche se quest'ultima le dava le spalle. Cercava di pensare a qualcosa da dire, ma non riusciva a spiccicare parola pur avendo mille pensieri in testa. L'unica cosa che sentiva erano i singhiozzi di Lena.

<<Ehi Lena...>> si decise a parlare avvicinandosi e toccando una spalla all'altra, ma Lena si scansò << Ti prego, non piangere. Non era mia intenzione ferirti in quel modo, scusami.>> cercò di rimediare, addolcendo la voce.

<<Lasciami stare!>> si voltò Lena con gli occhi arrossati dal pianto<< Non voglio le tue scuse! Mi sono stancata delle tue scuse!>> gridò all'altra<< Prima mi insulti o mi rispondi male e poi pretendi che io accetti le tue scuse. Mi dispiace Julia, ma non funziona così.>> la guardò dritta negli occhi.

<<Lena, davvero, io non volevo farti piangere. Ti ho detto semplicemente quello che pensavo, ma non per questo io non apprezzo nulla di te. Lo sai che io amo ogni cosa di te, del tuo modo di fare, di comportarti ecc... Lo sai benissimo.>> rispose guardandola anche lei negli occhi.

<<Non mi accontento solo delle tue parole, Julia, non più. Ti ho proposto di cercare di tornare ad essere almeno amiche, ma tu non vuoi. Non posso fare altro. Tra me e te non può esserci più nulla, questo tu lo sai bene.>> continuò Lena, con voce rotta dal pianto.

<<Cosa vuoi che faccia? E' possibile che qualsiasi cosa io faccia per te non vada mai bene?>> domandò l'altra, ormai esasperata<< E se mi dici che tra me e te non potrà esserci più nulla è perché hai paura, come sempre, di affrontare questa cosa. Mi dispiace dirtelo, Lena, ma è la verità. Tu sai benissimo che io e te potremmo darci un'altra possibilità, ma sei tu che non vuoi. Altrimenti perché hai deciso di venire qui?>> domandò infine la mora.

<<Perché volevo dimostrarti proprio di saper affrontare le cose, ma tu, come al solito, non sai apprezzare le cose!>> esclamò l'altra con ovvietà.

<<No, Lena, tu sei venuta qui per cercare di chiarire i tuoi dubbi!>> ribatté Julia, prontamente<< Perché se fossi così innamorata del tuo caro Sash, ora non staresti qui da me a chiedermi spiegazioni. Non puoi evadere dalla realtà, non puoi cancellare quello che c'è stato e c'è ancora tra me e te. Io e te siamo destinate a stare insieme perché insieme ci armonizziamo, ci completiamo. E questo accade perché siamo l'una l'opposto dell'altra. E quando questa armonia " dei contrari" viene meno, scoppia la guerra. Così come sta accadendo ora.>> concluse Julia, guardando intensamente Lena.

<<Julia... Julia, è inutile cercare di trovare una soluzione a tutto quello che sta succedendo. Tutto quello che dici tu esisteva in un passato lontano, ormai terminato. Io e te ormai siamo troppo diverse per poter rimetterci insieme e ricreare una situazione di equilibrio. Quell'equilibrio non esiste più.>> ribatté Lena, amaramente.

<<Ti sbagli, Lena! La situazione di equilibrio può essere restaurata solo se io e te ci rimettiamo insieme. Se ciò non dovesse accadere, allora io e te staremo sempre in guerra. Non a caso questa "guerra" va avanti da tre anni, ormai.>> affermò Julia.

<< No Julia, ormai abbiamo scelto di separarci e continueremo così. Io ho la mia vita e tu la tua, siamo solo colleghe di lavoro, basta. Fidati, è la soluzione migliore per tutte e due.>> obbiettò Lena.

<<No Lena, non lo è. E' la soluzione peggiore per entrambe, ma se questo è ciò che vuoi allora non posso che rispettare la tua decisione. Ma sappi che io non voglio far pesare questa situazione spiacevole né ai nostri fan né a me stessa. Dunque non verrò al concerto di Kiev.>> affermò l'altra, decisa.

<<Cosa? Julia, abbiamo firmato un contratto entrambe! Non puoi farmi questo né tantomeno ricattarmi!>> obbiettò Lena.

<<Non ti sto ricattando, ma semplicemente non me la sento di fare un concerto in queste condizioni. Se tra me e te è davvero finita, è finita in tutto. Addio, Lena.>> la guardò fissa, con uno guardo duro e afflitto allo stesso tempo.

<<Bene, se la metti così, da oggi in poi sbrigatela da sola. Annullerò il concerto di Kiev, deludendo completamente i nostri fan. Voglio vedere che bella figura ci fai! Scordati, da oggi in poi, che io esisto. Devo diventare un fantasma per te!>> ribatté Lena, anche lei con un tono di voce severo e deciso << Addio, Julia!>> concluse guardando Julia un'ultima volta, dopodiché uscì dalla stanza sotto lo sguardo afflitto della mora, lasciandola ai suoi pensieri.

 

 

The Look by Lena the best
Author's Notes:

Ecco il sesto capitolo, speriamo che vi piaccia, grazie a tutti per le recensioni scritte fino ad ora. :) 

Los Angeles, Casa Kuzma, ore 17.50 p.m.

Lena era appena rientrata a casa dopo un pomeriggio davvero estenuante, era dunque distrutta. La lite con Julia l'aveva notevolmente provata, si sentiva a pezzi. Infatti, terminata la lite, aveva deciso di andare a farsi un giro insieme a Ryan in modo tale da svagarsi. Tornata a casa, notò che Sash non era ancora tornato e così Lena si recò in camera da letto. Lentamente si spogliò delle sue vesti indossando una leggera camicia notte di seta e, poco dopo, si distese sul letto lasciandosi andare ad un sonno profondo e ristoratore.  Circa due ore più tardi rincasò anche Sash e trovando la casa avvolta nel silenzio più assoluto, evitando di fare rumore, si diresse in camera da letto trovando Lena che dormiva beatamente, o quasi. Decise di non svegliarla; così, dopo aver indossato anche lui abiti comodi, si diresse in cucina e si dedicò ai fornelli. Cucinò dei piatti leggeri: pesce ai ferri e insalata. Dunque, dopo aver apparecchiato e portato i piatti in tavola, tornò in camera da letto e chinandosi lentamente su Lena, la baciò con dolcezza. Pochi secondi dopo la rossa aprì gli occhi e sorrise al marito, contenta di rivederlo dopo un'intera giornata.

<<Buonasera dormigliona!>> esclamò Sash ridendo

<<Buonasera caro!>> lo baciò Lena<< E' già ora di svegliarsi?>> domandò la rossa, ancora un po' intontita.

<<No, in realtà è ora di andare a cena. Ho preparato tutto io.>> sorrise alla moglie.

<<Oh, grazie amore, mi hai risparmiato questo lavoro faticoso!>> rise guardando l'altro che ricambiò. Dopodiché Sash prese Lena in braccio e la portò al piano di sotto.

Durante la cena Lena e Sash conversarono del più e del meno, senza affrontare argomenti troppo complicati. Si raccontarono  le rispettive giornate " lavorative" forse più per Sash, un po' meno per Lena che evitò di raccontare quello che era successo con Julia.

<<Lena, prima che mi dimentichi, devo dirti una cosa importante.>> dichiarò Sash, ad un tratto.

<<Certo, dimmi pure...>> rispose Lena, iniziando a perdere sicurezza. " Speriamo che non sappia niente di ciò che è successo oggi" pensò tra sé.

<<Allora, come già sapevi, a breve ci sarebbe stata quella famosa premiazione per i migliori singoli dell'anno, agli MTV MUSIC AWARDS dove io e la mia band abbiamo partecipato. Dunque questa premiazione è stata spostata a domani.>> affermò Sash.

<<Ah, si tratta di questo!>> esclamò Lena, emettendo un sospiro di sollievo<<Va bene, vorrà che non prenderò impegni per domani sera.>> sorrise a Sash.

<<Perfetto, allora più tardi do la conferma agli altri.>> disse Sash, ricambiando il sorriso.

Continuarono a chiacchierare del più e del meno e, dopo aver sparecchiato e riordinato la cucina,  si diressero in salotto.

 

MAGIC CASTLE HOTEL, Los Angeles, ore 21.30 p.m.

Julia era appena uscita dalla doccia quando sentì il suo telefono cellulare squillare, ma non fece in tempo a rispondere. Quando prese il suo cellulare, notò che le chiamate erano per la maggior parte di Jack.  Pochi secondi dopo sentì bussare alla porta.

<<Chi è?>> domandò Julia, avvicinandosi alla porta ancora in accappatoio.

<<Ehi Julia, sono Jack, tutto apposto? Ho provato a chiamarti al cellulare, ma non mi rispondevi e così mi sono preoccupato.>> disse il bodyguard.

<<Oh Jack!>> esclamò aprendo la porta<< Scusa, ma ero sotto la doccia e non sentivo il telefono. Infatti sono ancora in accappatoio.>> disse Julia, guardando Jack.

<<Tranquilla. Senti, ti va di andare a fare una passeggiata? Non ti vedo molto in forma.>> disse il bodyguard.

<<Ehm non saprei... Sai, oggi è stata una giornata bruttissima.>> chinò il capo, ripensando alla lite con Lena.

<<Be' se usciamo puoi raccontarmi cosa c'è che non va. Forza, Julia, ti farà bene uscire.>> la incitò l'altro.

<<Okay, va bene. Aspetta solo cinque minuti che mi preparo e sono da te.>> sorrise e, dopo aver richiuso la porta, si andò a preparare. Indossò abiti molto sportivi: un paio di jeans, scarpe da ginnastica e una t-shirt nera semplice. Si sistemò i capelli, si truccò velocemente e in modo leggero e infine uscì da Jack.

I due amici decisero di fare una passeggiata a piedi, sempre nei dintorni dell'albergo per evitare di essere assaliti da fan, fotografi ecc... qualora avessero deciso di addentrarsi di più nella città.

<<Allora Jul, cosa c'è che ti turba?>> domandò Jack curioso.

<<Ehm ecco... Qualche ora fa è venuta Lena a trovarmi in albergo e... e...>> le tremava la voce<< Abbiamo litigato di nuovo.>> disse alla fine, sospirando.

<< Cosa? E' venuta Lena e tu non mi hai detto niente?!>> ribatté l'altro incredulo.

<<Jack, te lo avrei detto, soltanto che io e Lena abbiamo avuto una lite abbastanza furiosa e avrei preferito dirtelo in un altro momento>> guardò l'amico<< Ci siamo dette tutto il possibile immaginabile e alla fine le ho anche detto che non avrei più partecipato al concerto di Kiev, il prossimo 27 settembre.>> dichiarò Julia, fermandosi.

<<Cosa? Hai deciso di annullare il concerto per una litigata?!>> domandò Jack, ancora più incredulo<< Julia, ho capito che tra te e Lena le cose non vanno benissimo, però fare una mossa del genere non è del tutto corretta. Soprattutto nei confronti dei fan, che aspettano questo momento chissà da quanto tempo! Non potete continuare ad illudere i vostri fan o altrimenti verrete gettate nel dimenticatoio. So che non è semplice lavorare con Lena proprio adesso e hai tutti i motivi del mondo per odiarla e tanto altro, però cercate di istaurare un rapporto semplicemente da colleghe. Almeno per questo concerto. Poi avrete tutto il tempo per chiarirvi.>> disse Jack, cercando di far ragionare Julia.

<<Hai ragione, hai perfettamente ragione. Quando ho detto a Lena di voler annullare il concerto, mi trovavo in uno stato di confusione e rabbia dal momento che stavamo litigando. Non ho ragionato più in quell'istante. Ma è vero, i nostri fan non meritano un colpo basso come questo, perciò dirò a Lena di lasciare le cose così come stanno senza disdire nulla.>> ribatté decisa.

<<Ecco, questo si che è parlare! Vieni qui!>> disse Jack in tono affettuoso, poi l'abbracciò. Dopodiché continuarono a passeggiare e circa un'ora più tardi rientrarono in albergo.

 

Il giorno dopo, Casa Kuzma, ore 9.00 a.m.               

Era sorta l'alba da un bel pezzo quando, in casa Kuzma, iniziarono ad esserci i primi movimenti mattutini. Sash, infatti, si svegliò proprio in quel momento e, dopo aver rivolto il suo sguardo a Lena, ancora dormiente, si alzò dirigendosi in cucina.  Aveva intenzione di preparare una buona colazione per dare un ottimo buongiorno a sua moglie, prima di raggiungere la sua band, e desiderava anche affinare le sue abilità culinarie. Dunque apparecchiò accuratamente il tavolo della cucina con piatti e bicchieri, dopodiché preparò delle uova sode e bacon. Tirò fuori dal frigorifero un succo alla pesca, uno alla pera e il latte; preparò due cappuccini e, dopo aver versato i succhi nei bicchieri, servì le uova e il bacon. Per completare il tutto, prese due cornetti, li infilò nel forno scaldandoli, e infine li servì a tavola. Soddisfatto della colazione appena preparata, andò a svegliare Lena.

<<Amore buongiorno!>> esclamò Sash, non appena vide Lena aprire gli occhi.

<<Buongiorno!>> rispose Lena sorridendo, anche se ancora assonnata.

<<Come stai? Giù c'è una bella sorpresa per te.>> sorrise Sash, accarezzando il volto di Lena.

<<Oh davvero? Allora sono davvero curiosa di sapere cosa sia.>> sorrise di nuovo a Sash, dopodiché  si alzò e scese insieme al marito al primo piano.

Non appena Lena entrò in cucina, rimase piacevolmente colpita dal gesto di Sash.

<<Wow, hai preparato la colazione! Ecco cos' era quel profumo che sentivo in camera!>> sorrise a Sash avvicinandosi <<Grazie>> lo baciò.

<<Di niente, amore mio! Per te questo e altro>> la baciò<< Allora, mangiamo?>> propose Sash sorridendo a Lena, che annuì.

Dopo aver fatto colazione e sistemato la cucina, Sash si diresse dalla sua band mentre Lena andò a farsi una doccia. Aveva deciso di fare un po' di shopping quella mattina, in previsione della speciale serata della premiazione e soprattutto per distrarsi dalla litigata avuta con Julia il giorno prima. Dunque decise di chiamare la sua amica Nastya e, dopo essersi vestita, truccata e sistemata, uscì fuori di casa dove c'era Ryan pronto ad aspettarla.  Circa un quarto d'ora dopo giunsero a destinazione.

<<Ehi Lena!>> esclamò Nastya dopo aver visto Lena che si dirigeva verso di lei.

<<Ciao Nastya!>> l'abbracciò la rossa << Da quanto tempo!>> esclamò dandole due baci in guancia.

<<Già, tantissimo tempo! Sembra ieri che ti sei sposata con Sash!>> sorrise all'amica, ricambiando i baci.

<<Ma dai, non è neanche un mese che siamo sposati!>> rise Lena<< Comunque, come stai? Il lavoro come va?>> domandò Lena.

<<Tutto bene, a breve mi trasferirò in uno studio medico tutto mio! Non vedo l'ora.>> sorrise all'altra.

<<Wow, fa progressi la mia dottoressa preferita, eh?>> scherzò l'altra<< Comunque, per evitare di fare la maleducata, ti presento Ryan, il mio bodyguard.>> disse indicando il ragazzo biondo dietro di loro.

<<Piacere Nastya!>> disse la ragazza, tenendo la mano a Ryan che la strinse.

<<Piacere mio, Nastya, io sono Ryan.>> rispose l'altro, sorridendo appena.

Dopo le consuete presentazioni, Lena propose a Nastya di andare a fare un giro in un centro commerciale alla ricerca di qualcosa da indossare quella sera. Naturalmente durante la passeggiata nel centro commerciale non mancarono i fan che, avendo riconosciuto Lena, si precipitarono da lei per chiederle autografi, farsi foto ecc... Ma tutto questo avveniva sempre sotto gli occhi vigili di Ryan. Lena e Nastya si girarono le vetrine di quasi tutti i negozi,  non trovando nulla di interessante, finché lo sguardo di Lena non si posò su un bellissimo abito blu esposto in vetrina.

<<Ehi Nastya, guarda questo vestito!>> disse Lena avvicinandosi alla vetrina del negozio Gucci.

<<Wow Lena, ma è bellissimo!>> rispose l'amica, anche lei restando incantata dal vestito.

Si trattava di un abito molto elegante, lungo, con una scollatura a V davanti, anche se non troppo pronunciata, dei ricami celesti intorno e una rosa al centro, anch'essa celeste-azzurra. A completare il capo d'abbigliamento c'era un coprispalle bianco, di seta.

<<Che dici, mi starebbe bene per l'occasione di questa sera?>> domandò Lena all'amica.

<<Certamente! Hai un fisico perfetto e questo abito ti donerà a pennello! Forza, entriamo a provarlo.>> la incitò l'amica.

Detto così, le ragazze entrarono decise nel negozio seguite da Ryan.

 

Los Angeles, Magic Castle Hotel, ore 9.30 a.m.

<<Julia, forza apri, è tardi e giù nella hall Dima ti sta aspettando.>> disse Jack, bussando ripetutamente alla porta di Julia.

<<Un attimo, mi sto finendo di truccare!>> rispose Julia, da dentro la stanza.

Ma l'attesa durò pochi minuti, infatti, pochi secondi dopo, Julia uscì dalla stanza in tutto il suo splendore: indossava un vestito rosso, non troppo lungo, con dei fiori neri ricamati e una cinta, anch'essa nera. Infine scarpe con il tacco, rosse, chiuse e trucco leggero: fondotinta e rimmel.

<<Wow, Julia, sei così splendente che Lena non potrebbe resisterti se ti guardasse adesso.>> disse Jack, sorridente.

<<Grazie, Jack, ma così mi fai arrossire!>> esclamò la mora ridendo.

<<Dai, andiamo, Dima ci sta aspettando.>> sorrise Jack e, mettendo un braccio intorno alla vita di Julia, l'accompagnò alla hall.

Dima Bilan, nel frattempo, era intento a scrivere degli appunti. Stava seduto ad un tavolo, nella hall, ed aveva con sé il pc portatile, fogli, foglietti, agende, block notes, quindi era molto indaffarato. J

<<Ehi Dima!>> esclamò Julia avvicinandosi a lui. 

<<Julia!>> esclamò l'altro togliendosi gli occhiali che portava, per scrivere, e salutando l'altra << Sei bellissima!>> le diete due baci in guancia .

<<Grazie, anche tu stai molto bene, sempre tutto abbinato!>> disse Julia ricambiando i baci. Infatti Dima indossava un paio di pantaloni e giacca blu scuro, camicia celeste e scarpe bianche.

<<Grazie. Bene, ragazzi, direi che possiamo andare. Lo shopping ci aspetta!>> così dicendo, si avviarono all'auto di Jack.

Circa mezz'ora dopo si trovavano al centro di Los Angeles, super affollato, ma dovevano comunque andarci. Dunque Jack decise di chiamare  i rinforzi.

<<Jack, chi stai chiamando?>> chiese Julia.

<<Altri due bodyguard. Meglio avere dei rinforzi, con questo casino, non penso che usciremo vivi da qui.>> rispose e spense la macchina, dopo essersi fermato in un parcheggio.

<<Ehi Sam, ciao, sono Jack! Senti, tu e Lara potreste venire? Ho bisogno di rinforzi!>> domandò Jack, sperando in un si dell'altro.

<<Si, certamente, ci vediamo tra dieci minuti? Io e Jenny siamo in zona.>> rispose l'altro.

<<Va bene, siamo in un parcheggio non molto distante dal centro, vicino c'è un parco giochi.>> disse Jack e riattaccò.

<< Lara? Avete un bodyguard donna?>> domandò stupito Dima, avendo ascoltato la conversazione.

<<Si, e appena la vedrai ne resterai affascinato. E' una ragazza bellissima!>> disse Jack.

<<Be' allora sono curioso!>> esclamò Dima, contento.

La conversazione dei ragazzi fu interrotta proprio dall'arrivo di Sam e Lara che bussarono al finestrino di Jack.

<<Ehi ragazzi! Finalmente!>> li salutò il bodyguard << Questi sono Julia Volkova e Dima Bilan.>> li presento ai bodyguard<< Julia, Dima, questi sono Sam e Lara.>> presentò anche gli altri due.

Dopo le consuete presentazioni e le strette di mano, finalmente tutti insieme si diressero al centro di Los Angeles.

Giunti in centro, i bodyguard parcheggiarono le loro auto e, insieme a Julia e Dima, si diressero verso una strada piena di negozi. Mentre camminavano, naturalmente, Julia e Dima vennero assaliti dai fan che chiedevano autografi e foto ma i bodyguard prontamente li respingevano, dicendo loro che avrebbero indetto un fan meeting al loro ritorno.

Julia e Lara strinsero immediatamente amicizia, iniziarono a parlare delle loro vite, dei loro interessi e Lara confidò a Julia di essere una grandissima fan di Lena, infatti aveva tinto i suoi capelli di rosso, ma seguiva anche la carriera di Julia. Più tardi si aggiunse a loro anche Dima, che non appena vide Lara, ne rimase subito colpito proprio come aveva detto Jack.  Infatti Lara era davvero una bella ragazza: alta, snella, capelli rossi lunghi lisci, occhi verdi e aveva un po' di lentiggini sul viso. Anche la ragazza rimase piacevolmente colpita da Dima, infatti non gli aveva mai tolto gli occhi di dosso.

<<Bene, ragazzi, potremmo fermarci qui, no?>> disse Jack, fermandosi davanti ad un'insegna con su scritto Gucci.

<<Per me va bene, per te Dima?>> domandò Julia al ragazzo.

<< Si, va benissimo, tanto una marca vale l'altra.>> rispose, dopodiché Julia e Dima entrarono accompagnati da Lara, mentre Sam e Jack restarono fuori.

Dunque i tre ragazzi iniziarono a guardare i vari capi d'abbigliamento presenti nel negozio, alla ricerca di un vestito, per Julia, e un completo elegante, per Dima.

<<Ehi Julia, vieni qui!>> esclamò Lara, attirando l'attenzione della mora << Guarda che bel vestito!>> disse mostrando a Julia un vestito giallo, molto acceso.

<<Wow! Si, è davvero un bel vestito.>> lo prese<< Lo vedo adatto, che ne dici tu, Dima?>> domandò mostrando il capo a Dima.

<<Molto bello, Julia, provalo.>> la incitò Dima, sorridente.

Praticamente si trattava di un vestito giallo, abbastanza corto, con dei panneggi nella parte inferiore, una cinta nera in vita, scosceso su una spalla, con dei fronzoli, anch'essi gialli. Dunque Julia si recò nel camerino, mentre Dima e Lara cercavano il vestito adatto a Dima. Fecero un altro giro per il negozio, finché non trovarono un bel completo grigio, con delle leggere righe nere sui pantaloni e sulla giacca, accompagnato da una camicia bianca e da una cravatta nera.

<<Che dici, Dima, questo abito ti piace? Io lo vedo adatto.>> constatò Lara sorridente.

<<Si, anche io, lo provo. Vediamo come mi sta.>> sorrise anche lui.

Qualche minuto dopo li raggiunse anche Julia, con il suo abito giallo, e si complimentò Lara per la scelta degli abiti, naturalmente dopo aver visto anche quello di Dima.

Terminati gli acquisti, i tre uscirono dal negozio, e raggiunsero Sam e Jack. Tutti insieme decisero di fermarsi in un bar, per chiacchierare del più e del meno, e soprattutto della serata che si sarebbe svolta quella sera.

Stavano chiacchierando del più e del meno quando lo sguardo di Julia fu catturato da qualcosa, o meglio, da qualcuno. Intravide in lontananza una chioma rossa, folta, e soprattutto riccia. La ragazza dai capelli rossi, dunque, camminava accanto ad un'altra ragazza, con una busta in mano e con lo sguardo rivolto alle vetrine dei negozi. In Julia iniziò a concretizzarsi, per un istante, un sospetto che quella persona fosse chi Julia davvero voleva che fosse. Ma naturalmente la ragazza doveva voltarsi. Julia continuò a guardare fisso in quella direzione, dimenticandosi completamente di dove fosse e soprattutto estraniandosi dalla conversazione con gli altri. Infatti, pochi secondi dopo, la ragazza dalla chioma rossa si voltò e, magicamente, il suo sguardo fu catturato dagli occhi celesti di Julia. Si fissarono per interi minuti, contemplandosi a vicenda, cercando di imprimere con forza quel momento nella memoria. Si, quella ragazza era davvero chi Julia desiderava che fosse: Lena Katina.  Anche Lena, dal canto suo, rimase a guardare Julia, stupita e felice allo stesso tempo. Non si sarebbe mai aspettata di trovare la mora lì, seduta in un bar, a fissare lei. Entrambe volevano salutarsi con la mano o con la voce, ma nessun muscolo si mosse e nessun suono uscì dalla bocca. Erano immobili a guardarsi con mille pensieri per la testa, ma ad un tratto Lena fu riportata nella realtà dalla sua amica Nastya.

<<Ehi Lena, ci sei? Stai bene?>> chiese Nastya agitando una mano davanti agli occhi di Lena.

<<Ehm si, si Nastya, ci sono. Ho solo... ho solo visto...>> continuava a guardare Julia.

<<Cosa? Cosa c'è? Hai visto Sash per caso?>> domandò ancora Nastya.

<<No, niente lascia stare, andiamo.>> disse e, dopo aver distolto lo sguardo da Julia, riprese a camminare smossa da sensazioni molto piacevoli.

 

 

The winners and the party by Lena the best
Author's Notes:

Cari lettori e lettrici, ecco finalmente il settimo capitolo di questa storia. Scusate il ritardo, ma abbiamo avuto un po' di problemi tecnici; speriamo comunque che gradirete anche questo capitolo. ;) 

MTV AWARDS, ore 19. 00 p.m.

La sala dove si sarebbe svolta la premiazione, quella sera, era particolarmente affollata. Giornalisti, fotografi,  intervistatori ecc... erano ai loro posti di guardia, pronti ad agire; i camerieri facevano il loro consueto giro tra i tavoli, assicurandosi che fosse tutto in ordine, tutto pulito e sistemato. I barman, da dietro il bancone, agitavano bottiglie, contenenti qualsiasi liquido, creando qualsiasi tipo di cocktail; i Dj, dalle loro postazioni, stavano iniziando ad intrattenere i pochi ospiti che c'erano con un po' di musica di sottofondo, il maitre impartiva ordini correndo per la sala, i presentatori si dirigevano alle loro postazioni, gli invitati facevano il loro ingresso: la serata stava per iniziare. 

Casa Kuzma, ore 19.10 p.m., Los Angeles.

<<Lena, avanti andiamo, è tardi!>> gridò Sash, vicino alle scale.

<<Mi sto finendo di truccare, un attimo!>> rispose la moglie, intenta a guardarsi allo specchio e a passarsi un po' di cipria sulle guance.

<<Wow Lena, sei bellissima! Questo vestito è splendido!>> esclamò Sash, giungendo in bagno << Attirerai tutte le attenzioni su di te stasera!>> constatò il marito, specchiandosi e sistemandosi la cravatta nera.

<<Grazie!>> rispose Lena << Anche tu stai molto bene, caro.>> disse al marito, mentre si spruzzava un po' di profumo.

Stessa ora, MAGIC CASTLE HOTEL, Los Angeles.

<<Julia, Julia dai andiamo, Dima è arrivato e ci sta aspettando! Anche Sam e Lara sono arrivati, manchi solo tu!>> disse Jack, bussando ripetutamente alla porta della stanza di Julia.

<<Eccomi Jack, sto prendendo la borsa!>> rispose Julia, per poi uscire pochi minuti dopo.

<<Wow, sei uno schianto Julia! Questo vestito giallo ti dona moltissimo! Farai colpo sicuro!>> disse Jack, complimentandosi alla vista della mora.

<<Tutto merito di Lara, lei si che ci sa fare!>> disse Julia sorridendo<<Anche tu stai molto bene.>> guardò Jack, che aveva sostituito il suo solito abito da bodyguard con un altro abito blu, più elegante.

<<Grazie. Bene, andiamo, gli altri ci stanno aspettando.>> disse e insieme a Julia, si recò fuori dall'hotel.

 

MTV AWARDS, ore 20.15 p.m.

Una limousine bianca si era da poco fermata davanti all'ingresso degli MTV AWARDS. Scesero, sotto gli scatti dei fotografi e le urla della persone, Sash Kuzma e la sua band A New Vice insieme a Lena Katina accompagnata a sua volta dalla sua band e Ryan, la sua fedele guardia del corpo. I ragazzi salutarono sorridenti la folla, mentre si avviavano all'ingresso.  Pochi minuti dopo arrivò un'altra limousine, stavolta nera, dalla quale scesero, invece, Julia Volkova insieme a Dima Bilan accompagnati da Jack, Sam e Lara. Vennero accolti caldamente dalla folla di gente che li aspettava e dai fotografi, i quali si scaraventarono subito su di loro.  Dopo essere stati massacrati da foto, domande e autografi, finalmente anche loro riuscirono a fare il loro ingresso nella sala.  Una volta entrati, un cameriere li accompagnò al loro tavolo, al centro della sala, e nel contempo iniziò la presentazione della serata: inizialmente gli ospiti si sarebbero concessi un po' di svago sorseggiando drink, ballando e chiacchierando. A seguire ci sarebbe stata la cena e infine la premiazione.  Terminate le indicazioni per la serata, la festa iniziò. Il DJ fece partire la musica, inizialmente a basso volume e piacevole, e gli invitati iniziarono ad alzarsi per recarsi al centro pista.

<<Ehi Julia, vuoi qualcosa da bere?>> domandò Dima, prima che gli altri si recassero in pista.

<<No, grazie Dima, non adesso. Ma non vieni con noi?>> chiese Julia.

<<No, non subito, vado ad offrire qualcosa da bere a Lara.>> sorrise a Julia, in modo complice.

<<Bene, allora divertitevi.>> ribatté l'altra, maliziosamente, poi si recò con Jack e Sam in pista.

Nella sala adiacente, invece, seduti ad un tavolo vi erano Lena, Sash e le rispettive band che chiacchieravano del più e del meno.

<<Ragazzi, che dite, andiamo a ballare anche noi? Il DJ di là ha messo la musica.>> propose Sven.

<<Per me va bene, così ci sgranchiamo le gambe!>> rispose Sash << Amore, andiamo?>> disse a Lena.

<<Ehm caro, sai che non mi piace molto ballare... Poi ci sarà anche una gran confusione. Non fa per me, no.>> scosse la testa.

<<Dai Lena, sei insieme a noi! Ci divertiamo tutti insieme! Passiamo una serata diversa!>> cercò di convincerla Sash.

<<No dai, andate voi, io vi raggiungo tra un po'.>> sorrise al marito che, arrendendosi, si recò in pista con gli altri.

Lena, nel frattempo, rimase seduta al tavolo e iniziò a scrutare la sala. Constatò che quella sera gli MTV AWARDS non erano molto affollati, solitamente c'era più gente; ma ad un tratto il suo sguardo si posò sul bancone dei drink, dove sedevano un ragazzo e una ragazza. A Lena il ragazzo parve immediatamente famigliare, tant'è che mise subito a fuoco  la vista e riconobbe Dima Bilan.

<<Cavolo, se c'è Dima Bilan allora ci sarà anche...>> lasciò cadere il discorso, poi deglutì<< Julia!>> disse ad alta voce, tra sé<< Mmm devo alzarmi e controllare.>>  Detto così, si recò verso il bancone dei drink e si sedette a pochi metri di distanza da Dima e l'altra ragazza, senza farsi notare. Ordinò un Mohito e intanto scrutava la sala. Iniziò a guardare la pista da ballo, dove riconobbe Sash e gli altri che ballavano, ma niente traccia della mora.

" Deve stare per forza qui! C'è Dima! Non viene mai da solo!" pensò tra sé, mentre sorseggiava il suo Mohito.

Dopo pochi minuti, decise di recarsi in bagno, forse lì si sarebbe schiarita le idee.

Intanto Julia, Jack e Sam si divertivano in pista, ballando, ridendo e scherzando. Ballavano a ritmo di musica, scatenandosi completamente, tant'è che la mora ricevette anche molti apprezzamenti. Poco dopo, Julia intravide in pista una faccia conosciuta, una capigliatura bionda. Si allontanò un attimo dagli altri due e scoprì, con stupore, che si trattava di Sash Kuzma. Insieme a lui notò anche la presenza della band di Lena, quindi anche la rossa doveva essere lì. Naturalmente, per togliersi la curiosità, uscì dalla pista da ballo e iniziò a perlustrare la sala. Cercò tra i tavoli, andò fuori, chiese a Dima se per caso Lena avesse preso qualche drink, ma niente. Così decise di recarsi in bagno, l'unico posto che ancora non aveva visto. Appena la mora entrò nel bagno, notò che questo era particolarmente affollato di ragazze che si specchiavano, truccavano e andavano da una toilette all'altra. Julia, con disinvoltura, si recò davanti ad un lavandino, sovrastato da uno specchio, e tirò fuori dalla borsetta, che aveva con sé, una piccola trousse. La aprì ed iniziò a frugare tra i trucchi, quando una porta dietro di lei si aprì di botto facendola sobbalzare.  La mora sollevò la testa e guardando attraverso lo specchio vide l'immagine riflessa di due occhi verdi. Non poteva sbagliarsi né confondersi. La certezza non poteva di certo ingannarla, quindi non poteva dubitare né pensare. Quegli occhi verdi, profondi e malinconici erano inconfondibili per lei. Si trattava dunque di una sola persona: Lena Katina. A questo punto, la mora si voltò incontrando finalmente quegli occhi, sentendo l'impatto tra l'oceano e lo smeraldo, potendo finalmente constatare le sue certezze. La rossa, dal canto suo, non si sarebbe mai aspettata di trovare Julia in bagno, perciò rimase di stucco quando la riconobbe di spalle, intenta a truccarsi e sentì un tuffo al cuore quando incontrò quel blu degli occhi di Julia. Si sentì quasi mancare.

<<Ci ... ci ... ciao Julia!>> disse Lena con voce flebile e tremante, continuando a guardare Julia negli occhi.

<<Ciao Lena, anche tu qui, come vedo.>> rispose la mora, con voce tranquilla, accennando un sorriso.

<<Eh si, che coincidenza! Sei qui con Dima per caso?>> chiese la rossa.

<<Eh già, davvero una coincidenza! Si, sono con lui e con altri tre bodyguard. Tu sei con Sash suppongo? L'ho visto ballare in pista.>> rispose l'altra, guardando Lena.

<<Si, sono con lui e con le nostre rispettive band.  Eh si, a Sash piace molto ballare.>> rispose Lena.

<<E a te non più?>> chiese l'altra, malinconicamente.

<<Si, mi piace ancora, ma non avevo voglia di ballare stasera, sono abbastanza stanca.>> disse Lena, guardando Julia negli occhi.

<<Ah, ho capito! Comunque, sei bellissima. Questo vestito blu ti sta d'incanto.>> disse la mora, sorridendo e guardando il vestito dell'altra.

<<Grazie!>> rispose Lena, arrossendo notevolmente<< Anche tu stai bene. Il giallo ti dona molto.>> dichiarò, guardando la mora.

<<Be' grazie.>> disse Julia, sorridendo.

<<Dunque... penso che sia ora che io torni di là, Sash e gli altri mi staranno cercando. Mi ha fatto piacere rivederti, Julia.>> sorrise leggermente Lena.

<<Anche a me ha fatto piacere rivederti, spero che ci siano altre occasioni, Lena io...>> lasciò cadere il discorso, che venne interrotto da Lena.

<<No Julia, non dire nulla. Non c'è bisogno che tu dica nulla. Mi hai già detto l'altra volta in modo chiaro quali erano le tue intenzioni, ho capito, e non mi va di riparlarne. Non voglio rovinarmi anche questa serata.>> disse decisa.

<<Lena, aspetta, a proposito di quello che ti ho detto, io non intendevo dire che...>> provò a riprendere il discorso, che venne interrotto di nuovo.

<<No Julia, ho afferrato il messaggio. E' giusto così. Buon proseguimento della serata.>> disse guadando l'altra, poi uscì dal bagno. Qualche minuto dopo, uscì anche Julia.

 

MTV AWARDS, ore  23.30 p.m.

<<Signori e signore, richiedo gentilmente la vostra attenzione.>> esordì la presentatrice << Siamo giunti al momento più importante di questa serata: la premiazione. Questa sera finalmente, sapremo chi passerà alla storia della musica, chi la segnerà profondamente e chi invece aprirà la strada alle nuove generazioni. I vincitori di questa gara potranno partecipare, per diritto, ai prossimi MTV AWARDS e a qualsiasi altra gara musicale. Bene, dopo questa breve prefazione, passiamo alla premiazione. Allora, osservando il bilancio, gli ascolti ricevuti e le molte richieste, i vincitori sono Julia Volkova e Dima Bilan con la loro "Luybon Suka"!>> esclamò la presentatrice, osservando un tabellone dove vi erano annotati tutti i nomi dei concorrenti, il loro punteggio, le loro canzoni ecc... Dunque Julia e Dima, accompagnati dagli applausi degli altri, salirono sul palco dove c'era la presentatrice.

<<Allora ragazzi, siete contenti di aver raggiunto il vostro obbiettivo?>> domandò il co-presentatore.

<<Certamente!>> risposero all'unisono Dima e Julia<<Non ci saremmo mai aspettati di vincere proprio noi!>> disse Dima.

<<Dai ragazzi, non fate i modesti! La vostra canzone è richiestissima e avete quasi sfondato le classifiche russe. Siate orgogliosi di voi stessi!>> li incitò il presentatore.

<<Già e soprattutto speriamo che questo nostro singolo verrà conosciuto anche fuori dalla Russia.>> dichiarò Julia.

<<Ne sono certo!>> rispose il presentatore << Comunque, ecco il vostro premio.>> consegnò loro il premio: una statuina doro. Dopodiché Julia e Dima proseguirono con le foto, singole, insieme e infine con i due presentatori. Terminato ciò, tornarono al loro posto ancora sotto gli applausi della folla.

 

<<Bene, adesso passiamo al secondo vincitore o vincitori. Continuando a constatare le classifiche, le richieste, gli incassi ecc... i secondi classificati sono gli A New Vice, con il loro ultimo singolo "Bleeding!">> disse la presentatrice e Sash e la sua band salirono sul palco.

<<Finalmente ragazzi ce l'avete fatta! E' da tanto che non vi sentivate!>> esclamò il co-presentatore.

<<Eh si, siamo stati un po' impegnati in questi ultimi anni, ma ora siamo pronti a sfondare di nuovo!>> esclamò Sash e la folla applaudì.

<<Bene, bene. Allora, questo singolo è andato davvero molto bene, è richiestissimo, quasi al pari di Lybon suka!>> constatò il presentatore, andando a prendere il premio.

<<Ne siamo orgogliosi!>> disse Sash, sorridendo.

<<Ecco a voi il premio.>> venne consegnato loro il premio, una statuina d'argento,<< Un applauso agli A New Vice gente!>> incitò la folla il presentatore. Sash e gli altri ringraziarono e poi tornarono ai loro posti, sempre sotto gli applausi della folla.

<<Dunque, signore e signori, adesso che abbiamo i nostri vincitori, direi che la festa può continuare>> disse la presentatrice<< Un ultimo applauso!>> concluse, dopodiché la festa proseguì.

<< Complimenti Sash!>> disse Dima, stringendo la mano a Sash e agli altri ragazzi della band.

<<Si, siete stati bravi, buon lavoro!>> esclamò Julia, congratulandosi anche lei con gli altri.

<<Grazie Dima, grazie Julia, anche voi siete stati bravi.>> rispose Sash, mantenendo un certo distacco sia da Dima, ma soprattutto da Julia. Fatto ciò, ognuno andò per conto suo: Sash tornò al suo tavolo, mentre Dima e Julia andarono al bancone dei drink dove li aspettavano Sam, Jack e Lara.

<<Complimenti ragazzi! Siete stati grandi!>> risposero i bodyguards abbracciando Dima e Julia.

<<Grazie, grazie a tutti!>> risposero Dima e Julia, sorridendo e posando i premi.

<<Qui ci vuole un brindisi!>> disse Lara << Cinque bicchieri di vodka per favore!>> ordinò al barman.

Dunque  chiacchierano e brindarono, scherzando, ridendo e divertendosi. Cercavano di non pensare ad altro quella sera, avevano bisogno di liberare la mente per un po'.

<<Allora Jul, sei riuscita a parlare con Lena?>>chiese Lara, naturalmente essendo a conoscenza di tutta la storia.

<<Diciamo di si, in bagno ci siamo scambiate qualche parola, ma non sono riuscita a dirle quello che volevo. Non ha voluto ascoltarmi, in realtà.>> rispose la mora, tristemente.

<<Be' Jul, non ha tutti i torti, da una parte. Non ci hai fatto una bella figura dicendole che vuoi annullare il concerto.>>dichiarò la bodyguard.

<<Lo so, però anche lei se l'è cercata! Mi ha dato dell'immatura, infantile, impulsiva ecc... quando io volevo solo ripristinare i rapporti!>> esclamò Julia, bevendo un sorso di vodka.

<<Si, anche lei ha sbagliato, non la sto di certo difendendo>> disse Lara << Però dai, cercate almeno di riparlarvi in vista di questo concerto. >> continuò Lara, strofinando un braccio di Julia con la sua mano per darle sicurezza.

Nel frattempo che le due ragazze chiacchieravano, Lena stava tornando da Sash. Si era allontanata un momento per parlare al telefono. Ad un tratto, mentre si dirigeva al tavolo, il suo sguardo si posò di nuovo sul bancone dei drink e lì vide Julia e Lara chiacchierare e scherzare tra loro. Si fermò un attimo ad osservarle, osservò ogni minima cosa, ogni piccolo ed impercettibile movimento sia di Julia che dell'altra ragazza. Scrutò per bene le due e si rese conto di come Julia guardava l'altra ragazza, di come le sorrideva, di come le parlava, tutto l'opposto di come si comportava con lei. Ma allora perché la riempiva di complimenti quando si vedevano, o addirittura, quando discutevano? O forse quei complimenti li faceva a tutte le belle ragazze che conosceva? Quindi era vero che quando stavano insieme Julia la tradiva. Quindi era vero che ci provava con tutte. Quindi Julia mentiva. Le aveva sempre mentito. Non l'aveva mai amata davvero. Questi furono i pensieri che offuscarono subito la mente di Lena, intenta a guardare le due ragazze. La rossa iniziò a provare un certo fastidio nel vederle insieme, così vicine. Iniziò a ricordare i tempi d'oro delle t.A.T.u quando Julia quei sorrisi, quelle occhiate, quegli sguardi, quel tono di voce li rivolgeva a lei. Si perse per un po' in quei dolci ricordi, quanto avrebbe desiderato, in quel preciso istante, tornare indietro nel tempo e far si che certe cose non fossero mai accadute. Forse adesso starebbe ancora insieme a Julia, sarebbero sposate e avrebbero una famiglia tutta loro e una casa tutta loro, avrebbero potuto vivere la loro storia d'amore in pace. Questi pensieri le dominarono la mente ancora per un po', fin quando Lena non tornò alla realtà;  e quel fastidio che provava, pian piano, si trasformò in gelosia. Non tollerava l'idea che accanto a Julia ci fosse un'altra ragazza, quel posto era solo suo. Julia deve rivolgere ogni attenzione a lei, deve guardare solo lei, deve stare solo con lei, deve sorridere, con quel sorriso dolce, solo a lei. Non si chiese neanche il perché di quella sua reazione, alquanto strana, ma sapeva che era giusto così e basta. Mentre Lena era assorta nei suoi pensieri, Julia e Lara continuavano a chiacchierare finché Lara non distolse un attimo il suo sguardo dagli occhi di Julia e, guardandosi intorno, incrociò lo sguardo di Lena, rivolto verso Julia.

<<Ehi Jul, guarda un po' da quella parte.>> disse Lara, richiamando l'attenzione di Julia.

La mora si voltò nella direzione indicatale e vide Lena che la guardava, con sguardo quasi perso ormai. Anche Julia, dunque, ricambiò lo sguardo, cercando di capire il motivo per cui Lena la fissava così assiduamente. Lena, a quel punto, avendo constatato di aver attirato l'attenzione di Julia, le sorrise e sollevò la mano in segno di saluto, anche se si erano già salutate precedentemente. Julia ricambiò sia il sorriso che il saluto, ma continuava a non capire l'atteggiamento di Lena.

<<Julia, ohhh Julia, Julia, ci sei?>> domandò Lara, passando una mano davanti agli occhi di Julia.

<<Ehm si, dimmi, certo, ci sono, dicevamo?>> tornò a guardare Lara, con sguardo incredulo.

<< Che succede?>> andò diretta al punto.

<<Non so, Lena mi fissa! Non ne capisco il motivo, è strana.>> disse Julia, guardando di nuovo Lena, ancora lì impalata.

<<Be' non sei contenta che ti stia guardando?>> chiese l'altra.

<<Si si, certo, però non capisco perché non smette di guardarmi. Che abbia qualcosa da dirmi?>> disse tra sé, ad alta voce.

<<Vai a chiederglielo!>> la incitò Lara << Se resti qua, non lo saprai mai!>> sorrise l'altra.

<<No no no, sta venendo qua! E adesso cosa faccio?!>>esclamò Julia, guardando Lara, e iniziando ad inquietarsi.

<<Jul, tranquilla, dovrà solo parlarti. Rilassati, non è mica la prima volta che succede.>> ribatté Lara, cercando di rassicurare Julia, e vedendo che Lena si avvicinava a loro.

<<Buonasera!>> salutò Lena, avvicinandosi e guardando le due ragazze.

<<Ciao Lena!>> la salutò Lara << Io sono Lara, piacere, sono la bodyguard di Julia.>> le porse la mano.

<<Piacere Lara!>> le strinse la mano<< Ehm, ciao Julia!>> disse alla mora, poi.

<<Ciao di nuovo Lena, questa sera ci sono un bel po' di coincidenze!>> esclamò sorridendo ironica.

<<Eh si, così sembra. Comunque, vi disturbo?>> domandò Lena.

<<No, certo che no, non stavamo facendo niente di speciale.>> sorrise Lara e iniziò a chiacchierare un po' con Lena.

"Strano che Lena sia così sicura di sé" pensò Julia " Solitamente quando fa così, è gelosa. Che forse lo sia? Be' Lara è solo una amica, quindi perché dovrebbe esserlo? Poi è sposata, dice che ama solo Sash e non è più innamorata di me, quindi perché sarebbe gelosa? Oppure mi ama ancora?" continuò a pensare la mora.

<< Ehi Lena, come mai sei da queste parti? Solitamente non bevi.>> chiese Julia, guardandola e interrompendo i suoi stessi pensieri.

<<Ecco, sono qui perché dovrei parlarti un attimo, Julia. P- posso?>> domandò, iniziando a perdere sicurezza.

<<Certo che puoi! Dimmi tutto!>> le sorrise l'altra.

<<Be' ragazze, allora io vi lascio, così potete parlare tranquillamente.>> dichiarò Lara.

<<Perché mai? Puoi restare se vuoi.>> disse Lena, sorridendo.

<<No dai, Dima mi starà cercando, gli avevo promesso che sarei stata anche con lui. A dopo Julia, ciao Lena!>> sorrise e si congedò.

<<Be' Lena, cosa c'è?>> le domandò Julia, bevendo un altro sorso di vodka dal suo bicchiere.

<<Ehm ecco Julia, riguardo al concerto a Kiev io...>> iniziò la rossa, ma venne interrotta poco dopo.

<<No Lena, aspetta, fai parlare me adesso. L'altra mattina sono stata una stupida, perdonami. Non avrei dovuto arrabbiarmi in quel modo né tantomeno dirti che avrei annullato il concerto a Kiev. Sarebbe una mossa stupida da fare, oltretutto questo concerto ci è molto utile per constatare quanti fans abbiamo ancora, se le t.A.T.u possono tornare ecc... Perciò perdonami, scusa. E sono d'accordo con te, è meglio cercare di ripristinare il nostro rapporto come colleghe di lavoro, se vogliamo far andare bene questo concerto. Poi chissà, forse in seguito le cose cambieranno.>> affermò Julia, sorridendo.

<<Bene, sono contenta che tu voglia fare questo concerto con me e anche che tu voglia ripristinare il nostro rapporto come colleghe>> sorrise << Comunque, scusami anche tu, non mi sono comportata bene neanche io, non volevo dirti quelle cose.>> abbassò lo sguardo.

<<Ehi ehi, è tutto apposto adesso, Lena.>> le sollevò il viso con una mano, ritrovandosi gli occhi verdi di Lena davanti.

<<Ehm, allora, Lara, la ragazza di prima, insomma si, ecco...>> arrossì vistosamente e perse sicurezza<< Chi era? Cioè, era la tua bodyguard, ma non avevi Jack come guardia del corpo fino a poco tempo fa?>> domandò, guardando Julia che la osservava divertita.

<<Si, Jack è ancora il mio bodyguard mentre Lara e Sam, un altro bodyguard, sono i suoi aiutanti.>> rispose guardando la rossa << Come mai ti interessava?>> chiese con sospetto Julia, sorridendo leggermente.

<<Be' ecco, mi interessava perché è la prima volta che ho visto quella ragazza insieme a te e volevo sapere chi fosse. Ti ha dato fastidio?>>chiese Lena, cercando di apparire tranquilla.

<<E come mai prima mi fissavi mentre parlavo con lei? No, nessun fastidio, anzi mi ha fatto piacere.>> chiese ancora, continuando a bere.

<<Perché era un viso nuovo, sconosciuto e volevo sapere chi fosse, dato che parlava con te! Tutto qua.>> rispose Lena << Ehm, come mai ti ha fatto piacere?>> continuò.

<<Be' ci sono tante facce a te ignote qui dentro, perché sei venuta proprio da me?>> continuò a stuzzicarla Julia<< Mi ha fatto piacere che tu ti sia interessata.>> sorrise.

<<Julia, te l'ho chiesto semplicemente perché mi interessava sapere chi fosse quella ragazza! E' vietato?>> ribatté Lena, guardando Julia.

<< Secondo me sei gelosa!>> e scoppiò a ridere.

<<Eh? Gelosa io? Ma certo che no! Di cosa poi?>> ribatté Lena, smaniosa.

<<Si si, sei gelosa! Ti conosco Lena, quando ti comporti così significa che sei gelosa.>> continuava a ridere.

<<Ma che vai dicendo?! Sei impazzita per caso? La vodka t'ha dato alla testa!>> prese il bicchiere dalle mani di Julia e lo posò lontano da loro sul bancone << Va meglio adesso?>> domandò ironica.

<<Ma mi prendi in giro?!>> rideva ancora, con le lacrime agli occhi ormai <<Tu sei gelosa, cara Lena! Altrimenti perché sei così agitata? >> continuava a domandare Julia.

<<Ma la finisci?! No, non sono gelosa! Non stiamo più insieme, Julia, quindi non sono gelosa.  E nessuno qua è agitato. Smettila, grazie.>> rispose Lena, iniziando ad alterarsi.

<<Puoi anche non ammetterlo, ma dentro di te sai che è così. Ti conosco troppo bene, Lena.>> disse infine Julia, asciugandosi le lacrime del riso.

<<Certo che sei strana! Come faccio ad essere gelosa di te, se non stiamo più insieme?! Bah, che ragionamenti!>> scosse la testa e si allontanò, ma Julia la bloccò prontamente per una mano.

<<Dove vai?>> le domandò, girandola lentamente verso di sé.

<<Torno al tavolo, dato che con te non si può parlare!>> esclamò Lena, guardando l'altra e stringendole la mano.

<<Ma dai, stavo scherzando! Volevo solo divertirmi un po'.>> sorrise, continuando a tenerla per mano saldamente.

<<Non cambierai mai, Julia>> sospirò<< Comunque, adesso devo andare davvero.>> la guardò negli occhi, dondolando le loro mani.

<<Già, è ora che anche io torni dagli altri. Mi ha fatto piacere parlare con te, Lena, ci sentiamo per il concerto di Kiev.>> le sorrise, mollando finalmente la presa, lentamente.

<<Si, certo, naturalmente faremo le prove assieme.>> constatò Lena.

<<Certo che si! Allora ci si vede, ciao Lena!>> le diede un bacio sulla guancia.

<<Ciao Julia, a presto!>> la baciò anche lei.

Detto così, ognuna tornò verso i propri tavoli con delle piacevoli sensazioni nel cuore.

 

 

The discovery of the feelings by Lena the best
Author's Notes:

Cari lettori e lettrici ecco l'ottavo capitolo di questa storia. Buona lettura e buon annno. :) 

Kiev, ore 14.05 p.m. Plaza Hotel

Una limousine color argento si avventurava per le strade di Kiev, in Ucraina, verso lo Stereo Plaza dove, fra pochi giorni, si sarebbe svolto il tanto atteso concerto delle t.A.T.u. Sarebbe stato uno dei concerti più importanti per entrambe le ragazze, dato che avrebbe quasi pregiudicato il loro possibile ritorno o meno, trattandosi di uno dei paesi dove erano più famose. Circa dieci minuti dopo la limousine si fermò davanti al locale, si aprì lo sportello posteriore e scese dalla macchina Julia Volkova, insieme con Lena Katina. Dunque le ragazze erano venute insieme. Raggiunsero poco dopo il locale. Una volta entrate, vennero accolte dalla receptionist che assegnò subito loro le stanze per la notte, sarebbero rimaste quattro giorni, tre di prove e in più quello del concerto, dato che il locale fungeva anche da hotel. Poco dopo, la receptionist avvertì le ragazze che a breve avrebbero avuto un'intervista, quindi dopo essersi sistemate ognuna nelle propria stanza, sarebbero scese.

Kiev, ore 14.30 p.m.

Le ragazze erano scese da poco nella reception, avevano indossato abiti comodi. Julia, infatti, indossava un maglione verde, largo, con dei pantacollant neri, molto aderenti e tacchi neri. Lena, invece, una tuta nera, stivaletti, anch'essi neri, e aveva raccolto i capelli in una coda. La receptionist le condusse in una sala adiacente al bar dell'albergo, che fungeva anche da ristorante. Lì si sarebbe svolta l'intervista e alle due ragazze sarebbe stato anche servito il pranzo. Julia e Lena, dunque, tenendosi per mano si sedettero al tavolo dove l'attendeva l'intervistatrice, una ragazza dai capelli biondi, boccolati e occhi scuri, marroni: un bel contrasto.

<<Benvenute ragazze!>> disse l'intervistatrice, dopo che le due ebbero preso posto<< Come state? Il viaggio com'è andato?>>

<<Molto bene, grazie.>> rispose Julia<< Il viaggio è andato abbastanza bene, anche se siamo un po' stanche.>> sorrise, poi guardò Lena che annuì.

<<Bene, sono contenta. Allora, fra pochi giorni ci sarà questo vostro attesissimo concerto a Kiev. Come vi sentite?>> domandò, nel frattempo che due camerieri iniziarono a servire il pranzo alle ragazze.

<<Be' che dire, io mi sento piena di energia e sono contenta di poter tornare a cantare con Julia. Così accontenteremo i nostri fan, che attendono da tanto questo concerto.>> disse Lena, sorridendo, e iniziando ad assaggiare la zuppa che le avevano servito.

<<Anche io sono molto carica e contenta di cantare con Lena, a breve!>> esclamò Julia<< E spero che potremo acquistare di nuovo fiducia presso i fan, con questo concerto.>> disse Julia, iniziando a mangiare anche lei.

<<Bene, e ditemi: questo concerto sta ad indicare che le t.A.T.u  stanno tornando?>> domandò ancora l'intervistatrice.

<<No, non proprio.>> rispose Lena << Per adesso si tratta di uno show per continuare a promuovere l'anniversario del nostro primo album. Ce ne saranno anche altri, in seguito, e alcuni sono anche per accontentare i fan. Siamo ancora molto richieste.>> continuò la rossa, guardando anche Julia.

<<Si, non si può ancora parlare di uno ritorno delle t.A.T.u vero e proprio, ma chissà, forse un giorno questa cosa si avvererà. Mai dire mai.>> affermò Julia, guardando Lena che rimase colpita da quelle parole.

<<E voi avete intenzione di tornare come t.A.T.u o intendete proseguire con le vostre carriere da soliste?>>

<<Be' ecco, entrambe siamo molto impegnate con i nostri album da soliste, adesso>> rispose Lena << Forse dopo aver completato questi album, che usciranno a breve, potremmo tornare.>> concluse la rossa.

<<Si, anche se io penso che le t.A.T.u si possano continuare anche parallelamente alle nostre carriere da soliste, ma prima io e Lena dobbiamo ritrovare feeling, stabilità sul palco, equilibrio.>> ribatté Julia.

<<Rimpiangete qualcosa dei tempi delle t.A.T.u?>> chiese l'intervistatrice.

<<Si>> rispose velocemente Lena << Perché sono stati i più bei momenti della mia vita, ai quali una parte di me resterà sempre legata. Non è possibile cancellare tutto quello che abbiamo passato insieme io e Julia, in nessun senso.>> guardò la mora, che capì al volo.

<<Si, io rimpiango soprattutto il fatto che quei momenti non possono più tornare e adesso niente è  come prima>> guardò Lena << Ma si va avanti.>> sorrise appena all'intervistatrice.

<<Capisco, anche perché avevate un bel rapporto. E' triste gettare tutto quello che avete avuto così, al vento.>> disse l'intervistatrice, guardando entrambe le ragazze.

<<Si, ma io e Lena siamo comunque amiche. Non potremo mai essere nemiche né tantomeno odiarci. Resteremo amiche per sempre, anche se le nostre strade si sono separate.>> affermò Julia.

<<Concordo pienamente!>> esclamò Lena, annuendo.

<<Perfetto. Bene Lena, una domanda: hai da poco sposato il musicista sloveno Sash Kuzma. Com'è stato il matrimonio?>> domandò la ragazza.

Lena, prima di rispondere, guardò un attimo Julia. La ragazza le sorrise appena e poi la incitò a rispondere con un cenno del capo.

<<E' andato tutto bene, grazie, e... e be', che dire, io e Sash siamo molto felici di aver coronato il nostro amore.>> rispose, perdendo sicurezza.

<<Bene, tu Julia, invece, cosa ci dici? Come va la tua vita sentimentale? I bambini come stanno?>>

<<Bene grazie! Li ho lasciati a casa con i nonni, si staranno divertendo un mondo. Vorrei passare anche io più tempo con loro, ma non posso sempre, purtroppo.>> disse, un po' triste<< Per quanto riguarda la mia vita sentimentale, al momento sono single.>> concluse, sorridendo.

<<Bene ragazze, siamo arrivate alla conclusione. Vi lascio finire di mangiare, dato che a breve avrete le prove. Grazie per aver rilasciato quest'intervista, alla prossima!>> concluse la ragazza e, dopo aver salutato Lena e Julia, si diresse verso l'uscita.

<<Be' simpatica, dai!>> disse Julia, guardando Lena.

<<Si, l'intervista è stata abbastanza piacevole!>> esclamò Lena, bevendo un sorso d'acqua dal bicchiere.

<<Piacevole eh? >> disse Julia, scherzando << "Non è possibile cancellare tutto quello che abbiamo passato, vero?" " In nessun senso", vero Lena?>>rise, rimarcando le parole della rossa.

<<Julia dai, non intendevo in quel senso! Quella cosa la sappiamo solo noi!>> disse Lena, guardando Julia, e poi posò la sua forchetta sul tavolo.

<<Si, e perché non dirla? Ormai tutti sanno che tu sei sposata, quindi che succede se tutti sanno che siamo state insieme?.>> ribatté Julia, mangiando un po' di pane.

<<Perché non mi va che si sappia! Sono affari nostri, basta.>> la guardò, bevendo di nuovo.

<<Come se le persone non se lo fossero già immaginato! Dai, Lena, si capiva!>> obbiettò Julia, bevendo anche lei.

<<Va bene, quando decideremo di dirlo, lo diremo, però devo sentirmi sicura anche io.>> concluse Lena, guardando la mora.

<<Va bene, come vuoi.>> sorrise appena << Direi che è ora di andare, altrimenti allunghiamo troppo con le prove.>> disse alzandosi.

<< Si, hai ragione, andiamo.>> si alzò anche lei e, insieme, si diressero nella sala prove.

 

Kiev, sala prove, ore 15.45 p.m.

Lena e Julia avevano appena messo piede nella stanza, trovandola completamente avvolta nel buio. Julia accese l'interruttore e una luce bianca, abbastanza forte, illuminò la stanza lasciando intravedere i dettagli. Al centro vi erano gli strumenti musicali, leggermente rialzati, e due microfoni.  Al lato destro vi era un enorme specchio che occupava tutta la parete, mentre al lato sinistro vi erano alcune sedie, degli scaffali e un tavolo. Poco dopo arrivarono anche alcuni musicisti, i quali non erano i vecchi componenti, e attuali componenti della band di Lena, delle t.A.T.u. I quattro ragazzi si presentarono velocemente e si recarono agli strumenti: Igor al basso, Andrey alle tastiere, Mark alla chitarra e Antony alla batteria. Iniziarono ad accordare gli strumenti per poi far sentire alle ragazze qualche pezzo: erano molto bravi, così vennero assunti. Dunque, dopo che Lena e Julia erano pronte, le prove iniziarono. Le ragazze iniziarono a cantare i loro grandi successi: All the things she said, Not gonna get us, show me love, 30 minutes, All about us ecc... cercando di ritrovare quel vecchio feeling tra di loro. Julia cercò più volte di prendere per mano la rossa che, timorosa e insicura all'inizio, la rifiutava. Allora Julia iniziò a girarle intorno, a sfiorarla, ad avvicinarla a sé in modo tale da rassicurarla e infatti Lena iniziò a lasciarsi andare, accettando finalmente di afferrare la mano di Julia.

<<Ehm Julia, che dici se ci fermiamo un attimo?>> disse Lena, al termine di Show me love.

<<Va bene, come vuoi>> sorrise leggermente << Ragazzi, qualche minuto di pausa, io e Lena ci riposiamo un attimo.>> disse ai ragazzi che, posando gli strumenti, uscirono dalla stanza lasciando Lena e Julia da sole.

<<Mamma mia, sono stanchissima!>> esclamò Lena, sedendosi su una sedia e chiudendo per un attimo gli occhi << E poi a pranzo ho mangiato troppo, penso di non aver digerito, mi sento strapiena!>> continuò a lamentarsi.

<<Vuoi che ti porti un digestivo? Ne ho alcuni con me in camera, forse ti farà stare meglio.>> rispose Julia, apprensivamente.

<<No no tranquilla, spero che mi passi, aspetterò un altro po'.>> sorrise all'altra che ricambiò sedendosi accanto a Lena.

<<Be', Lena, come ti è sembrata la situazione fin'ora?>> domandò la mora.

<<Direi che l'atmosfera si sta ricreando bene, non ti pare? Secondo me faremo un bel concerto!>> sorrise, guardando l'altra.

<<Si, anche secondo me andrà bene! Ce la stiamo mettendo tutta per... >> il suo discorso fu interrotto dal suono del suo cellulare << Scusa un attimo, Lena.>> disse alla rossa che annuì, poi tirò fuori il cellulare dalla borsa e vide che le era arrivato un messaggio. Sorrise e Lena capì che il mittente era una persona importante, che faceva stare bene la mora , che le voleva bene, forse molto di più di quanto gliene aveva voluto lei, forse molto più importante di lei e che non l'avrebbe fatta soffrire. Forse con questa persona poteva vivere serenamente la sua storia d'amore, senza timore di urlarlo a tutto il mondo, a differenza della storia avuta con lei. Nella sua testa c'era solo una parola: FORSE.

<<Perdonami Lena, vado  a fare una telefonata fuori.>> disse Julia e uscì un attimo dalla stanza, lasciando Lena da sola.

"Secondo me si sta sentendo con Lara! Anzi, secondo me stanno insieme, altrimenti non mi lascerebbe sola! Sono anche passata in secondo piano per lei, mi lascia sola per parlare con QUELLA! Sicuramente sarà la sua ragazza, altrimenti non mi tratterebbe così" pensò tra sé Lena " Ma, fermi tutti, perché sto pensando queste cose riguardo Julia? Io e lei non stiamo più insieme, quindi Julia può benissimo stare con un'altra persona... però non è possibile che io mi senta così triste ogni volta che Julia sta insieme a qualcun altro, ogni volta che non mi appartiene, ogni volta che non la sento vicina. Che forse io la ami ancora? Non lo so. Sono così insicura, ma sento che c'è una parte di me legata ancora a lei, solo sua, che nessuno potrà mai strapparle. Per quanto il mio cuore appartenga a Sash adesso, non potrà mai essere completamente suo come quando apparteneva a Julia. Solo lei riesce a disarmarmi con quei suoi occhi azzurro mare, quel suo dolcissimo e bellissimo sorriso, i suoi capelli morbidissimi che adoravo far passare tra le mie dita. Il mio cuore sarà sempre suo, in tutto e per tutto! E' così traboccante d'amore che è come se provasse una sensazione di nausea e amore nel contempo, per quanta voglia ho di averla mia! Io sono sua e lei è mia... Forse, in realtà, io voglio lei, solamente lei, ma la mia paura mi impedisce di ammetterlo a me stessa." Continuò con questi pensieri, mentre fissava la porta dalla quale Julia era uscita poco prima.

<<Okay, devo andare da lei. Assolutamente.>> disse decisa, dopodiché uscì dalla stanza anche lei.

Varcata l'uscita dell'hotel, vide i quattro musicisti chiacchierare tra loro e, volgendo lo sguardo verso destra, vide Julia seduta su una panchina al telefono. Fece un respiro profondo e si diresse verso di lei.

<<Si certo, si naturalmente lo farò appena torno, basta che loro stanno bene...>> La mora stava parlando animatamente al telefono con sua madre Larissa, senza preoccuparsi troppo né dell'arrivo della rossa né di tutti i pensieri che le attraversavano la testa. Naturalmente Lena non poteva sapere che Julia stesse parlando con Larissa, quindi la gelosia pulsò ancor di più dentro di lei, finché finalmente la mora non si accorse della sua presenza.

<<Ehm Lena, scusami, ho quasi finito>> disse la mora, allontanando un attimo il cellulare dal suo orecchio << Riprendiamo subito con le prove.>> le sorrise, azzittendo Lena che stava per ribattere. Pochi minuti dopo Julia terminò la chiamata.

<<Eccomi, possiamo rientrare, scusa se...>> disse Julia, tornando da Lena che la interruppe subito.

<<Tranquilla, avevo capito che era importante!>> ribatté Lena, distogliendo lo sguardo da Julia.

<<Come l'hai capito?>> sorrise, avvicinandosi di più.

<<Dal tuo sorriso. Non rivolgi a tutti quel sorriso che avevi dentro.>> Lena guardò Julia, che rimase sorpresa.

<<Be' wow, non pensavo che avessi notato come ho sorriso dentro! Che occhio, Lena!>>sorrise di nuovo, sempre guadando la rossa.

<<Be' ora che lo sai, torniamo dentro, i musicisti ci stanno aspettando.>> rispose scocciata e voltandosi, si incamminò verso l'hotel ma venne prontamente bloccata da Julia.

<<Ehi aspetta!>> la girò verso di sé, prendendola per una mano << Cosa c'è? Perché vai via così?>> le domandò, con voce tranquilla.

<<Perché come dovrei andar via, scusa?>> le rispose Lena, lasciando la presa di Julia.

<<Be' prima mi vieni a cercare, poi mi dici che dobbiamo fare le prove e alla fine te ne vai così senza motivo... qualcosa di strano c'è.>> disse Julia con ovvietà.

<<Ero venuta a cercarti per dirti di rientrare, solo questo.>> ribatté Lena.

<<E cosa c'entra il fatto del sorriso allora?>> la guardò negli occhi.

<<Niente, lascia stare... Piuttosto con chi parlavi? Sei stata un bel po' di tempo fuori.>> domandò Lena, cercando di essere il più naturale possibile.

<<Con mia madre!>> Julia sorrise, intuendo qualcosa nell'altra<< Mi stava dicendo come stanno Samir e Vika.>> continuò, sempre sorridendo.

<<Ah, con tua madre!>> Lena accennò un sorriso<<Allora scusa se ti ho interrotto, pensavo che stessi al telefono con...>> stava per pronunciare il nome, ma Julia la precedette.

<<Lara!>> sorrise ancora Julia << Pensavi che stessi parlando  con lei e infatti sei gelosa!>> sorrise.

<<Ancora con questa storia! Io non sono gelosa di te, capito Julia? Quindi finiscila, punto.>> ribatté Lena, alzando un po' il tono della voce << Comunque, come stanno Samir e Vika? Tutto bene?>> domandò poi.

<<Invece si, ti stai comportando da gelosa!>> rise << Ammettilo Lena, conosco benissimo i tuoi atteggiamenti.>> affermò con ovvietà Julia<< Si, stanno bene per fortuna, grazie per aver chiesto.>>sorrise leggermente.

<< Di nulla, sono contenta che stiano bene, sono dei bambini in gamba!>> sorrise l'altra <<E comunque non sono gelosa, smettila di dirmi sempre così!>> obbiettò la rossa, mettendo un buffo broncio, facendo dunque aumentare le risate dell'altra.

<<Dai Lenuccia, scherzavo! Vieni qua!>> esclamò Julia e, appoggiando lentamente le sue mani sui fianchi di Lena, l'accompagnò verso di sé fino a stringerla leggermente. Lena, quasi automaticamente, portò le sue mani al petto di Julia, appoggiandole delicatamente. Restarono in quella posizione per un po', entrambe scosse da profondi sentimenti e turbamenti, finché i loro sguardi non si incrociarono. Iniziarono a sentirsi in imbarazzo entrambe, soprattutto Lena, che arrossì vistosamente.

<<Ehm Julia, che dici se, si insomma, torniamo dentro?>>propose la rossa, guardando l'altra che ancora la teneva tra le braccia.

<<Come vuoi!>> la lasciò sorridendo alla rossa che ricambiò. Dunque insieme tornarono nella sala prove.

Kiev, sala prove, ore 19:30 p.m.

Le ragazze avevano appena finito di cantare Loves me not quando si accorsero dell'ora che si era fatta. Erano stanche, accaldate e soprattutto affamate, perciò decisero di terminare le prove e riprenderle il giorno successivo. Salutarono i ragazzi e, dopo aver sistemato velocemente la sala, uscirono anche loro.

<<Ho una fame da lupi!>> esclamò Lena, dirigendosi verso l'ascensore nella hall.

<< A chi lo dici! Senti Lena, dato che ci siamo, ti va di mangiare un boccone insieme? Giusto così tanto per, non farti strane idee...>> propose la mora, un po' titubante.

<<Va bene! Si, questo è anche un buon modo per riallacciare i rapporti, ci sto.>> sorrise. Dopodiché salirono entrambe in ascensore.

<<Bene, allora ci vediamo tra un'oretta giù nella hall, okay?>> propose Julia, una volta uscite dall'ascensore.

<<Va bene, okay, a dopo allora!>> sorrise a Julia, per poi recarsi verso la sua stanza. La mora fece la stessa cosa.

 

Kiev, stanza di Lena, ore 19.30 p.m.

Lena, appena entrata in camera, chiuse la porta a chiave e vi si appoggiò chiudendo gli occhi. Poco dopo li riaprì.

<<Okay, devo stare calma, Julia mi ha appena chiesto di uscire insieme. Certo, non si tratta di un appuntamento vero e proprio, ma ci siamo quasi. >> disse Lena ad alta voce << E naturalmente io sono super eccitata, sembro una ragazzina al suo primo appuntamento! Eppure quando Sash mi chiese di uscire le prime volte non stavo così. Invece Julia... Julia mi ha sempre fatto questo effetto. Ogni volta che mi chiedeva di uscire, da sole, avevo i brividi. Okay, ma questa volta non è così, sarà semplicemente una cena da colleghe e non accadrà nulla. Si, è così.>> concluse decisa, dopodiché si recò in bagno a farsi una doccia.

Stanza di Julia, stesso posto, ore 19.30 p.m.

La mora era sotto la doccia quando alcuni pensieri iniziarono a farsi spazio nella sua mente.

<<Cavolo, ho appena chiesto a Lena di uscire insieme! E lei ha accettato! Non posso crederci!>> esclamò contenta, a voce alta << Forse anche lei sta iniziando a realizzare che mi ama ancora. E poi ultimamente è molto gelosa della sottoscritta! E questa cosa non è da sottovalutare, perché significa che non le sono del tutto indifferente come lei dice. Bene, allora stasera entrerò in azione, devo capire cosa prova per me.>> concluse la mora, sorridendo beffardamente.

Circa un'ora più tardi, hall, ore 20.30 p.m.

Julia stava pazientemente aspettando Lena, seduta su un divanetto della hall dell'albergo. Indossava un paio di jeans attillati, stivaletti neri e sopra una camicetta bianca, molto aderente. Era intenta a leggere una rivista di moda, come suo solito, quando si sentì chiamare. Alzò, dunque, gli occhi dalla rivista e rimase a bocca aperta per lo spettacolo che aveva davanti. Lena indossava un vestito nero, non troppo lungo, con una scollatura sul seno, anche se non troppo pronunciata, e sulle spalle. Portava in mano un coprispalle bianco e la sua borsa. Inoltre aveva sciolto i capelli, lasciando intravedere i suoi bellissimi ricci rossi; aveva anche ridato un po' di colore al suo viso, truccandosi leggermente. Lena sorridente, consapevole dell'effetto suscitato nella mora, si recò da lei.

<<Buonasera Volkova!>> sorrise, una volta arrivata davanti a Julia.

<<Ciao Lena!>> si alzò dal divano per darle un piccolo bacio sulla guancia << Sei bellissima!>> sorrise.

<<Grazie, anche tu sei molto bella vestita così.>> sorrise Lena, arrossendo.

<<Grazie>> Julia ricambiò il sorriso << Che dici, andiamo a cena da un'altra parte o restiamo qua? Casomai, se ti va, dopo ci facciamo una passeggiata fuori. >> propose Julia, guardando l'altra.

<<Va bene la seconda opzione!>> sorrise Lena a Julia che annuì e insieme si recarono al ristorante dell'albergo.

Vennero subito accolte da un cameriere, un ragazzo molto giovane, che le condusse ad un tavolo per due ben apparecchiato. A cena quella sera non c'erano molte persone, essendo quello un hotel per gente famosa non era sempre popolatissimo, quindi le ragazze potevano godersi la serata con tranquillità. Chiacchierarono del più e del meno ridendo e scherzando, constatando di aver ritrovato quel feeling che un tempo le accomunava, quel feeling che aveva fatto invidia a milioni di  persone, quel feeling che si era trasformato in qualcosa di più della semplice amicizia. E loro due lo sapevano bene.  Terminata la cena, decisero di uscire a fare una passeggiata. L'aria era abbastanza pungente, nonostante fosse solo settembre, e tirava un leggero venticello; ma era una serata sopportabile, dopotutto.

<<Allora Julia, dove hai lasciato le tue guardie del corpo?>> domandò Lena, guardando l'altra.

<<A Los Angeles! Al concerto non verranno, ho dato loro alcuni giorni di riposo. Tu invece?>> ribatté la mora.

<<Stessa cosa, Ryan non può venire al concerto perché ha degli impegni famigliari. Comunque, come va con Lara?>>chiese Lena quasi timorosamente. La presenza di quella ragazza la infastidiva sempre di più.

<<Lara? Tutto bene. Ma spesso insieme a lei c'è Dima, se la cosa può consolarti.>> rispose Julia, iniziando a percepire la gelosia di Lena.

<<Consolarmi per cosa?>> fece finta di non capire, ma la mora non la bevve.

<<Per il fatto che sei gelosa di Lara! Me lo dimostri ogni giorno di più, Lena.>> constatò Julia fermandosi davanti alla rossa.

<<Non è vero! Ho semplicemente notato che tra voi c'è del feeling e volevo sapere come vanno le cose tra voi. Poi cosa c'entra Dima scusa?>> continuò, facendo sempre domande vaghe per evitare di lasciar trasparire i suoi sentimenti.

<<Dima c'entra semplicemente per il fatto che lui e Lara si stanno sentendo: si piacciono.>> dichiarò la mora, ancora più sorridente.

<<Cosa? Si piacciono? Wow, sono contenta per loro allora!>> sorrise anche Lena, essendosi liberata da un grande peso sul cuore.

<<Si, si stanno sentendo da un bel po'.>> rispose Julia << Ah e comunque, a me Lara non è mai piaciuta...>> si avvicinò lentamente a Lena<< E tu sai benissimo il perché.>> sorrise alla rossa, che arrossì di colpo e, sentendo Julia così vicina, decise di portare le sue braccia al collo della mora, stringendosi a lei. Julia, contenta di essere riuscita nel suo intento, abbracciò Lena, cercando di infonderle sicurezza. Restarono abbracciate per un po', iniziando finalmente a far luce sui loro sentimenti: Lena realizzò di non poter fare a meno di Julia, mentre Julia constatò di aver sempre amato Lena e di non poter smettere di amarla. Quando si distaccarono si guardarono negli occhi intensamente, poi si sorrisero. Ripresero a passeggiare e ad un tratto Julia, poggiando un braccio intorno alla vita di Lena, l'avvicinò a sé . Passeggiarono abbracciate per circa venti minuti buoni, sorridendosi di tanto in tanto, e scambiandosi anche qualche bacio sulla guancia. Ma nei loro cuori il desiderio stava rinascendo, anche le loro labbra ancora non erano pronte a toccarsi di nuovo.

<<Ehm Julia, che ne dici se torniamo in albergo? Inizio a sentire freddo.>> domandò Lena, restando sempre abbracciata a Julia.

<<Si, certo, ma sei vuoi ti presto il mio giubbotto.>> rispose Julia, apprensivamente.

<<No tranquilla, grazie, resisto fino all'hotel.>> le sorrise teneramente.

Una volta rientrate in hotel, decisero di andare a dormire, la giornata era stata stancante e piacevole allo stesso tempo, soprattutto la sera. Così, arrivate al loro piano, si salutarono caldamente.

<<Be' buonanotte Julia! Sogni d'oro.>> sorrise Lena, per poi baciare Julia sulla guancia.

<<Buonanotte anche a te Lena, dormi bene.>> ricambiò il bacio e il sorriso, per poi dirigersi verso la sua stanza.

Quella sera le due ragazze si addormentarono molto tardi, infatti i sentimenti che provavano l'una per l'altra stavano riemergendo. Non potevano fare a meno di non notarlo, soprattutto Lena, che quando sta insieme a Julia si sente divorare da un uragano di passione. E' irresistibile per lei, le piace tutto di lei! Non riesce a stare bene senza la sua amata Julia al suo fianco. Aveva vissuto nell'ombra per anni, sposando un uomo che in realtà non amava, ma quell'amore che lei pensava di provare per Sash era un sentimento finto, incrostato, corrotto costruito su basi che erano frutto di una realtà fantasma, immaginata da Lena per nascondere i suoi veri sentimenti. Non poteva continuare a vivere nel buio, non ora che stava vedendo di nuovo la luce, non ora che le stava tornando l'appetito, non ora che il  suo cuore stava iniziando di nuovo a pulsare per Julia. Doveva cogliere l'attimo e fuggire dal quel mondo demoniaco, che aveva creato nella sua testa. Julia, invece, sentiva che il muro venutosi a creare tra lei e Lena stava finalmente crollando; quel muro creato dalla rossa affinché il suo cuore diventasse impenetrabile alle dimostrazioni d'amore che Julia mostrava, cercando di riconquistare la sua adorata Lena. L'aveva fatta soffrire troppo col suo passato da libertina, con tutti gli uomini che aveva avuto per cercare di nascondere, a sua volta, la sofferenza che era stata inflitta al suo cuore da Lena la quale, paurosa delle possibili conseguenze negative che la sua storia con la mora avrebbe apportato nella sua famiglia, l'aveva abbandonata. Dunque Julia, constatando che anche Lena è ancora innamorata di lei, ritenne giusto far crollare definitivamente quel muro e riappropriarsi del cuore della rossa, ma questa volta per sempre. L'avrebbe protetta col suo amore,  avrebbe impedito che qualcun altro gliela rubasse di nuovo, l'avrebbe trattata come la principessa più bella e importante del mondo. Se Lena aveva sposato Sash, era stato per colpa sua, perché se lei l'avesse continuata ad amare, Lena non si sarebbe sposata, non avrebbe smesso di mangiare, il suo cuore batterebbe ancora e i suoi occhi brillerebbero come un tempo.  Ma naturalmente la sofferenza e il dolore che Lena le aveva provocato, abbandonandola a milioni di uomini con i quali lei pensava di poter costruire un futuro dimenticando Lena, era così tanta che era impossibile per lei continuare ad amarla. Invece adesso, che finalmente la situazione si stava risolvendo, era il momento più adatto per agire.

The real beginning of the story by Lena the best
Author's Notes:

Salve ragazzi! Scusate la nostra assenza, ma in questi mesi sia io che la mia amica con cui sto scrivendo questa storia abbiamo avuto molto da fare. Bene, ora siamo tornate con dei nuovi capitoli, speriamo che vi piaceranno. Intanto godetevi questo! :)

Kiev, ore 19.00 p.m., giorno del concerto.

L'attesissimo 27 settembre 2013 era arrivato. Milioni di fan partivano da tutto il mondo per recarsi a Kiev, dove si sarebbe svolto il concerto della band più controversa e acclamata del mondo: le t.A.T.u. Dopo circa dieci anni di carriera, durante i quali avevano conquistato il mondo, le t.A.T.u. erano finalmente tornate sul palco a cantare insieme, per la gioia dei giovani e per quel legame che le univa da sempre.

Lena e Julia erano arrivate da poco allo Stereo Plaza, accompagnate dai rispettivi famigliari ovvero Sash, i figli di Julia insieme anche a Larissa Volkova.  Dopo la breve sistemazione nell'hotel di fronte allo Stereo Plaza, le ragazze mangiarono un boccone al volo e poi si diressero nella sala trucco loro assegnata, dove le attendevano le truccatrici e i parrucchieri per l'appunto.

<<In bocca a lupo Julia!>> disse Larissa Volkova prima di separarsi dalla figlia<< In bocca al lupo mamma!>> le augurarono i figli.

<<Crepi mamma!>> la baciò sulla guancia<< Crepi ragazzi!>> e strinse forte i figli a sé<< Ci vediamo dopo!>> salutò i figli, prima che quest'ultimi scomparissero con la nonna.

<<Buona fortuna, amore! Stendili tutti, mi raccomando!>> disse Sash a Lena, prima di salutarla con un bacio sulle labbra.

<<Grazie caro, ci vediamo dopo!>> sorrise al marito, per poi andare da Julia.

Salutati i famigliari, Lena e Julia si diressero finalmente nella sala trucco.

<<Salve ragazze, ben arrivate! Siete pronte? >> rivolse loro il saluto un parrucchiere.

<<Buonasera! Si certo, prontissime.>>  sorrisero loro.

<<Perfetto, allora accomodatevi!>> concluse e le due si sedettero su due sedie di fronte a un grande specchio.

Dunque i parrucchieri e i truccatori iniziarono il loro lavoro per rendere splendide le nostre due protagoniste. I capelli di Lena vennero nuovamente dipinti di rosso, un bel rosso accesso, quasi come quello dei primi anni delle t.A.T.u, modellandoli sul suo riccio naturale, ma rendendoli molto più voluminosi per far risaltare il colore. Per quanto riguarda il trucco, sulle guance di Lena le truccatrici si sbizzarrirono tra fard e fondotinta, cercando di far risaltare in modo particolare gli zigomi, e bilanciarono il pesante trucco del viso con una semplice riga di eye-liner sugli occhi della rossa, evitando sia il rimmel che la matita. Infine, per quanto riguarda le labbra, si optò per un semplice lucidalabbra tendente al bordeaux.  Poi venne il turno di Julia. I capelli della mora vennero solamente ritoccati, dal momento che la sua tinta tendeva già al marrone scuro, affinché sembrassero simili a quelli di un tempo. Il taglio scelto fu un semplice carré, più corto dietro e più lungo ai lati. Per quanto riguarda il trucco, le truccatrici si concentrarono in modo particolare sugli occhi, curando bene il trucco, per risaltare il bellissimo azzurro che li caratterizzava. Si optò per la matita nera sotto e sopra, rifinita ai lati da un tocco di eye-liner, ombretto azzurro chiaro e infine rossetto rosso, in contrasto con il viso, truccato leggermente.  Dopo circa un'ora di preparativi, le due ragazze erano finalmente pronte per il concerto. Mancava soltanto l'ultimo particolare: i costumi. Infatti le due ragazze si diressero nel camerino loro assegnato, per potersi cambiare, prima di salire sul palco.

<<Ehm Lena, vedo che c'è solo una tenda, quindi credo che dovremmo cambiarci a turno.>> constatò Julia, con un filo di imbarazzo.

<<Si, si, lo credo anche io, e... e penso che sia meglio così, si insomma...>> arrossì, ma si pentì subito della sua reazione<< Okay, meglio che vada prima io, ti dispiace?>> domandò alla mora, cercando di riacquistare sicurezza.

<<Si, vai tranquilla, però non metterci troppo.>> le sorrise divertita, conoscendo di tempi di Lena.

Infatti la rossa passò circa una buona mezz'ora davanti allo specchio a girarsi e rigirarsi, per vedere come le stava il vestito nero che indossava. Questa volta, però, c'è da dire che la rossa aveva scelto un capo d'abbigliamento abbastanza provocante, infatti era accompagnato da una vertiginosa scollatura sul seno. "Questo è adatto a Julia" pensò tra sé la rossa " Stasera devo farla impazzire per me, deve avere occhi solo per me!" concluse sempre tra sé, sorridendo beffardamente davanti allo specchio, poi uscì. Naturalmente l'effetto suscitato nella mora fu quello sperato, infatti la rossa riuscì nel suo intento e la mora rimase a bocca aperta.

<<Stai benissimo, sei bellissima. Sicuramente farai una strage di cuori tra i fan al concerto.>> disse Julia, guardando l'altra negli occhi.

<<Non voglio fare una strage di cuori, voglio colpirne solo uno, e spero di riuscirci.>> ribatté Lena, avvicinandosi lentamente a Julia e guardandola anche lei negli occhi.

<<Se questa persona è quella che penso io, allora il suo cuore è già tuo, ancor prima di essere conquistato.>> dichiarò la mora, sorridendo e non ammettendo ulteriori repliche. 

Detto così, anche Julia si cambiò, indossando una lunga gonna rossa e un corpetto nero attillato, cosparso di borchie dorate sul petto e sulle scarpe. Anche lei trascorse una buona mezz'ora a guardarsi allo specchio: voleva essere sicura di essere lei la persona a cui Lena voleva strappare il cuore. Dunque, quando Julia uscì dal camerino, le due ragazze salirono sul palco.  La band era già sul palco, posizionata ai rispettivi strumenti, e stava suonando l'intro per annunciare l'arrivo delle due ragazze che entrarono mano nella mano e sorridenti. Iniziarono a suonare i loro più grandi successi da "Show me love" a "30 minut" per arrivare poi a "Fly on the wall", " Ne ver Ne Boysia", " All about us", "Nichya", " Nas ne dogonyat", " Prostye dvizheniya", " Perfect Enemy" e infine "All the things she said/Ya Soshla s uma". Durante il concerto gli animi del pubblico e gli animi delle ragazze vennero pervasi da un forte senso di vittoria, di adrenalina, di felicità, perché finalmente le t.A.T.u stavano tornando e quella sera avevano sfondato nuovamente tra il pubblico. Anche l'atmosfera tra le due ragazze iniziò ad essere più distesa, a differenza delle due esibizioni precedenti al The Voice e al Kalina Bar, forse perché l'uscita insieme pochi giorni prima del concerto, le prove, la vicinanza e anche le litigate stavano facendo riemergere i loro veri sentimenti l'una per l'altra. Sul paco quella sera le ragazze piansero insieme, mostrando a tutti quelle lacrime di felicità che le avevano  liberate da un fardello che si erano portate dietro per tre anni,  segno di un amore che stava rinascendo, si scambiarono sguardi teneri e intensi, come per consumarsi a vicenda, non avendo più avuto occasione per contemplarsi, e si regalarono dolci carezze, come per marcare il possesso dell'una sull'altra. Terminato il concerto, le ragazze sorridenti e felici salutarono il pubblico, prima di dirigersi verso l'uscita e salutare i fan. Infatti, dopo essersi cambiate velocemente, iniziò la sessione autografi e foto quindi Julia e Lena furono impegnate per un po' con i  fan, desiderosi di rivederle insieme. Terminata la sessione autografi, le t.A.T.u. si recarono nel loro rispettivo camerino, prima di raggiungere i loro famigliari in hotel.

<<Wow, questo concerto è stato fantastico, non credi Lena?!>> esclamò Julia con un grandissimo sorriso, una volta entrate nella stanza.

<<Si, è vero, abbiamo fatto un ottimo lavoro e i fan erano davvero soddisfatti! Era ora!>> sorrise anche lei, legandosi i capelli.

<<Eh si, quindi molto probabilmente potremmo tornare insieme... Insomma, l'atmosfera giusta c'è, il pubblico risponde bene... Tu saresti disposta?>> domandò poi la mora, seriamente.

<<Non lo so Julia... Non lo so. E se dovessimo deludere nuovamente i nostri fan? Se questa volta torniamo insieme, non dobbiamo lasciarci mai più. E poi io sto lavorando al mio album da solista, insomma... E' difficile Julia.>> affermò Lena, con sguardo vuoto.

<<Si certo, qualora tornassimo insieme sarebbe per sempre. Be' per quanto riguarda le nostre carriere da soliste, potremmo sempre continuarle parallelamente al progetto t.A.T.u.>> rispose Julia<< Ma dimmi, Lena, come mai sei ancora indecisa?>>chiese poi Julia.

<<Julia, il motivo è sempre lo stesso: la nostra situazione a livello sentimentale.>> iniziò Lena, guardando Julia dritta negli occhi<< Io non ci sto capendo nulla, se prima ero confusa, adesso lo sono ancora di più.>> continuò Lena, scuotendo la testa.

<< E perché mai saresti confusa? Ultimamente non mi sembri così confusa come dici, anzi cedi anche alle mie attenzioni!>> ribatté Julia, scettica.

<<Sono confusa perché tu, Julia, mi fai uno strano effetto! Quando sto con te io... io...>> l'emozione non le fece continuare il discorso.

<<Tu? Tu cosa, Lena? Cosa ti succede quando sei con me?>> la mora iniziò quasi a spaventarsi.

<<Io non lo so! Mi sento diversa, fuori dal mondo, sto benissimo, non riesco a spiegare tutte le sensazioni che provo quando sto con te, Julia! E questo mi spaventa, mi spaventa tanto perché non riesco a fare chiarezza su quello che voglio. Per questo non voglio mettere in mezzo le t.A.T.u., è un progetto importante per noi e deve essere portato avanti come si deve.>> dichiarò tutto d'un fiato la rossa, facendo sorridere l'altra.

<<Be' Lena, tutto quello che mi hai detto è positivo, quindi non vedo dove sia il problema. Anche io quando sto con te sto al settimo cielo, sto benissimo, sono contentissima e tu questo lo sai bene. Sai che io non ti ho mai dimenticata e non lo farò mai! Sarò disposta anche a lasciarti stare se non vuoi tornare con me e se questo ti reca felicità, come ho fatto in questi ultimi anni. Ma sappi che io non riesco a stare senza di te, la mia vita è vuota se tu non ne fai parte, io ho bisogno di te! Ma forse in realtà questo è tutto un bellissimo sogno in cui cerco di nascondere la vera realtà delle cose, evitando di farmi ancora più male. Forse quello che c'è stato tra noi questi ultimi giorni per te non è contato nulla...>> lasciò cadere il discorso, cercando di nascondere il tremolio della voce.

<<Cosa? No Julia, ti sbagli! Per me quello che c'è stato tra di noi ultimamente conta eccome! Anche io ho bisogno di te, tu sei sempre stata tutta la mia vita e sono sicura che non riuscirò a smettere di volerti... E anche se me lo sto imponendo con tutta me stessa, so che non ci riuscirò, perché io davanti a te non ho più la forza di fare niente, Julia!>> Lena si avvicinò a lei, poggiandole lentamente una mano sul viso e accarezzandole una guancia<< Quando tu mi guardi o mi sorridi, tu neanche ti rendi conto dell'effetto che susciti in me! Io sarei capace di sciogliermi come un ghiacciolo, davvero!>> continuò la rossa ridendo, facendo scappare una risata anche all'altra<<  E poi i tuoi baci? Pensi che io abbia dimenticato il sapore delle tue labbra quando sfioravano le mie? I tuoi dolci baci pieni di desiderio, le nostre mani che si intrecciavano, i nostri giochi d'amore sotto le coperte. Pensi che abbia dimenticato tutto questo?>> proseguì ancora Lena, con la voce tremante e gli occhi di Julia fissi su di lei<< O anche le nostre fughe d'amore quando eravamo solo due ragazzine che stavano scoprendo solo allora cos'era la vita, andando contro tutto e tutti, contro i nostri genitori che ci impedivano di stare insieme, contro tutto il paese che puniva l'omofobia.>> sorrise con gli occhi lucidi nel ricordare<< Io non ho dimenticato niente, Julia, è ancora tutto qui>> prese una mano della mora portandola sul suo petto << nel mio cuore.>> la sistemò sul suo cuore e poi guardò Julia, anche lei aveva gli  occhi lucidi. Ma proprio mentre la mora stava per rispondere, il discorso delle due ragazze fu interrotto da qualcuno che bussò alla porta.

<<Lena, Lena, sei pronta?>> la voce che penetrò attraverso quella porta si rivelò essere quella di Sash. Lena rimase un attimo immobile prima di andare ad aprire, mentre Julia si infastidì perché Sash rovinava sempre tutto.

<<Ehm Sash, ho quasi fatto, solo 5 minuti.>> disse Lena guardando Julia che lanciava occhiate infastidite alla porta, facendo sorridere l'altra.

<<Cosa? Non ti sento, qua fuori c'è una confusione assurdo!>> ribatté Sash.

<<Aspetta un attimo Julia.>> replicò Lena, poi si diresse alla porta e la aprì.

<<Ecco, ho quasi fatto, cinque minuti e sono da te.>> sorrise leggermente al marito.

<<Va bene,  ti aspetto qui allora.>> sorrise anche lui.

Detto così, Lena richiuse la porta velocemente, ma questa volta a chiave, perché aveva in mente di concludere quel discorso nel migliore dei modi e Sash, in quell'istante, si sarebbe rivelato un ostacolo.

<<Lena io... io non so cosa dire riguardo a prima, mi hai commossa come non mai, però penso che sia ora che tu torni da lui...>> la mora iniziò a farfugliare discorsi senza senso, data la confusione, la rabbia e l'emozione del momento.

<<No Julia, non dire niente... Non c'è più bisogno di parole adesso.>> dichiarò Lena, per poi avvicinarsi al viso della mora, prenderlo tra le mani e posare un dolce e veloce bacio sulle labbra di Julia che, incredula, spalancò gli occhi ma il suo cuore esplodeva di gioia come non mai.

<<Perdonami, perdonami Julia, ma adesso devo scappare. Ci sentiamo presto.>> concluse Lena con le lacrime agli occhi, dopo essersi staccata dalle labbra di Julia, e poi uscì dalla stanza di corsa senza neanche cambiarsi.

La mora rimase ferma con i piedi piantati per terra senza muovere un muscolo e senza neanche respirare più, a momenti. Lena l'aveva baciata? L'aveva fatto davvero? Era stata la Lena insicura di pochi giorni prima? La Lena che si rifiutava di stare con lei, ma che nel profondo del suo cuore era completamente pazza di lei? Julia si toccò le labbra con un dito prima di rispondere. Le toccò più volte, per tastare bene il contatto con le labbra dell'altra, poi le bagnò con la lingua per sentirne il sapore. Sì, Lena l'aveva baciata davvero. E adesso per la prima volta nella sua vita non sapeva cosa fare.

Lena, invece, era corsa subito via dalla stanza, lasciando Julia in camerino da sola. Si appoggiò il giubbotto sulle spalle per ripararsi dal vento pungente che l'attendeva nel breve tragitto verso l'hotel. Trovò Sash che l'attendeva al bar dello Stereo Plaza insieme a Larissa Volkova e i figli di Julia, ai quali rivolse un sorriso prima di uscire dal locale insieme al marito. Il tragitto che divideva lo Stereo Plaza dall'hotel dove alloggiavano distava circa dieci minuti a piedi, ma durante quei dieci minuti Lena non rivolse neanche mezza parola al marito, troppo presa com'era dai suoi pensieri e dal bacio che poco prima aveva dato a Julia.

<<Ehi amore, tutto bene? Sei particolarmente silenziosa stasera. Insomma, non è da te.>> domandò Sash, camminando a fianco alla moglie.

<<Si, tutto bene, caro, sono semplicemente stanca. Il concerto ha consumato tutte le mie energie.>>rispose lei, svogliatamente.

<<Già, ma è stato fantastico! Tu e Julia come sempre riuscite a creare un'atmosfera non indifferente tra di voi e di conseguenza anche sul pubblico. E questa è una buona cosa per far funzionare un gruppo.>>sorrise alla moglie.

<<Ma io e Julia non siamo più un gruppo. E poi aspetta, che intendi per atmosfera?>> chiese subito Lena, preoccupandosi di eventuali strane idee da parte del marito.

<<No, ma dopo stasera potreste tornare ad esserlo. Sono sicuro che avreste un successone se ci riprovaste!>> sorrise ancora<< Be' per atmosfera intendo complicità tra di voi, vi capite al volo, come avete sempre fatto.>>concluse poi Sash, fermandosi.

<<Successone? Sash, io e Julia non siamo più quelle due ragazzette di dieci anni fa pronte a conquistare il mondo! Quel periodo è passato ed è stato innovativo per la Russia naturalmente per i temi che caratterizzavano le nostre canzoni, per le nostre effusioni  in pubblico, per il nostro sound musicale altamente innovativo ecc.. Ma adesso come adesso non so se le t.A.T.u potrebbero tornare... E' un progetto importante e particolarmente delicato. E poi io e Julia ancora non abbiamo un rapporto stabile.>> ribatté Lena al marito, acidamente<< Ah, e dimmi un po', ma a te Julia non stava antipatica? Come mai, invece, adesso la osanni?>> chiese infine, fermandosi anche lei.

<<Ehi ehi Lena, calmati. Non intendevo di certo dire che tu e Julia dovete per forza tornare ad essere le t.A.T.u. ma semplicemente intendevo dire che insieme, secondo me, fareste di nuovo un gran successo.>> rispose Sash<< E comunque non sto osannando Julia, sto solo dicendo che tra voi c'è intesa, come c'è sempre stata. Tutto qua.>> concluse infine.

<<Si, certo, come se non sapessi che io al momento sono più intenzionata, e sottolineo più intenzionata, a seguitare la mia carriera da solista. Io mi trovo in un momento critico con il materiale musicale, l'album, dato che sono usciti solo due singoli in due anni, e tu mi parli delle t.A.T.u.?! Invece di aiutarmi, eh?!>> esclamò Lena al marito, sconcertandolo.<<Ah e poi tra te e Julia non scorre buon sangue da quando io e te stiamo insieme, quindi adesso è anche inutile che la lusinghi.>> constatò Lena.

<<Lena, non ho detto che non voglio aiutarti con l'album o con le canzoni, ma più che scrivertele, cercare di comporre la musica, cos'altro devo fare? I tempi sono quelli che sono e poi anche io ho la mia band da seguire, non posso fare tutto insieme!>> replicò il marito.<< Be' tra me e Julia non scorre buon sangue perché Julia fino a pochi anni fa era ancora innamorata di te, oltretutto voi due avete avuto una storia molto importante durata tanti anni, quindi è normale che tra noi ci siano state delle rivalità. Adesso, invece, sembra tutto più tranquillo, o sbaglio?>> domandò Sash, sempre insicuro su quell'aspetto della vita privata della moglie. Lena tacque un momento. Non sapeva cosa dire, dato che aveva appena baciato Julia, dato che finalmente i suoi veri sentimenti stavano riemergendo e dato che si stava risvegliando da quel sonno profondo in cui giaceva da circa tre anni ormai.

<<Si si, è tutto più tranquillo, lo sai. Evita quindi di farmi sempre le stesse domande.>> lanciò un'occhiata infastidita al marito, dopodiché proseguì da sola verso l'hotel.

<<Lena! Ehi Lena! Dove vai? Aspettami!>> gridò Sash correndole dietro, senza ottenere però alcuna risposta.

Julia, nel frattempo, era ancora nel camerino a cambiarsi e stava anche cercando di riprendersi dal bacio di poco prima. Non ci credeva, ma era comunque felicissima. Dal momento che Lena l'aveva baciata allora significava che l'amava ancora e glielo aveva dimostrato anche a parole, ricordando tutti i loro momenti passati insieme. Un lieve sorriso le apparve sulle labbra, lieve perché sapeva che la loro storia d'amore, ancora una volta, avrebbe avuto dei problemi. Naturalmente sperava in cuor suo che insieme li avrebbero risolti. Una volta sistematasi per bene, uscì dalla stanza, recandosi al bar dove la attendevano Larissa, Samir e Vika.

<<Mamma mamma, finalmente sei tornata!>> le saltarono in braccio i due bambini.

<<Ehi ragazzi! Si, finalmente la mamma è qui.>> li strinse forte.

<<Julia, bel concerto, tu e Lena siete state bravissime.>> disse Larissa, sorridendo.

<<Grazie mamma!>> la baciò in guancia<<Voi tutto bene? Vi siete annoiati in mia assenza?>> domandò Julia.

<<No no, ti abbiamo seguita dal vivo e il concerto si è rivelato fantastico. Penso che tu e Lena siete sulla buona strada, no?>> domandò Larissa.

<<Così sembra! Dobbiamo definire bene questa cosa ancora.>> rispose Julia, guardandosi intorno<<Be' direi che è ora di tornare in hotel, vero ragazzi?>> si rivolse a Samir e Vika.

<<Si, siamo stanchi!>> esclamarono i bambini in coro.

<<Va bene, andiamo allora.>> concluse Julia e dopo aver preso Vika e Samir per mano, si recò all'hotel.

 

Plaza Hotel, ore 23.30 p.m., Kiev.

<<Lena, Lena, santo cielo fermati!>> esclamò Sash, una volta entrato in camera<< Ti degni di guardarmi un secondo?>> afferrò un braccio della moglie, girandola verso di sé<< Che hai?>> chiese stranito.

<<Nulla, non ho nulla! E lasciami, per favore!>> si districò dalla presa del marito.

<<Non hai nulla? Mi rispondi male e in modo acido e mi dici che non hai nulla? Sinceramente non me la bevo, Lena.>> affermò Sash, con sguardo indagatore.

<<Sto bene, Sash, sto bene. E faresti bene a farti andare a genio questa mia risposta perché non voglio sorbirmi il tuo interrogatorio!>> esclamò la rossa.

<<Interrogatorio? Io ti sto solo chiedendo come stai, scusa se mi sono preoccupato per te!>> ribatté il marito, infastidito.

<<Sei perdonato, dato che di me non ti è fregato nulla fino al giorno del nostro matrimonio! E non azzardarti a dire che non è vero.>> replicò Lena, iniziando ad innervosirsi.

<<Oh, mi azzardo eccome invece! Non puoi dire una cosa del genere, Lena! Quando io e te ci siamo messi insieme, tu eri distrutta! Distrutta a causa di quella donna, di Julia! E se adesso stai meglio e vivi una vita felice è anche merito mio.>> rispose Sash, innervosendosi anche lui.

<<Si, ero distrutta, hai ragione, ma tu non mi hai aiutata lo stesso. Sash, io ho perso molto peso, piangevo sempre, ero depressa, mi sentivo fuori dal mondo. Tu hai contribuito ai testi delle mie canzoni e ti ringrazio, ma a livello umano? Tu non c'eri a livello umano, Sash, come non c'era nessun altro. Ero sola, completamente sola!>> affermò Lena, sputando fuori tutta la sua rabbia repressa.

<<E perché non me l'hai detto? Io ti avrei aiutata. Ma tu mi dicevi sempre che stavi bene.>> disse Sash, con voce calma e sguardo inquieto.

<<Ah, te l'avrei dovuto anche dire? Tu non vedevi da solo gli effetti?!>> gli urlò in faccia<< Hai sempre bisogno di qualcuno che ti dica cosa fare o meno? Svegliati Sash!>> continuò Lena, sempre nervosa.

<<Lena, senti, calmati un attimo e ragioniamo con calma perché...>> il suo discorso venne subito interrotto dalla rossa.

<< Non c'è niente su cui ragionare, né tantomeno niente da capire. Semplicemente smettila di pensare sempre e solo a te. Buonanotte.>> concluse Lena freddamente, poi si recò in camera, lasciando il marito senza parole.

 

Plaza Hotel, ore 23.30 p.m., Kiev.

<<Mamma, sei sicura di non voler dormire con noi? Nella stanza c'è un altro letto.>> chiese Julia, prima di salutare Larissa.

<<No Julia, tranquilla. Hai bisogno di passare un po' di tempo con Vika e Samir. Non preoccuparti per me, io tanto sono nella stanza qui a fianco.>>sorrise Larissa, dopodiché diede la buonanotte ai nipoti e alla figlia<< A domani.>> salutò.

<<A domani nonna, buonanotte!>> risposero Samir e Vika insieme<< Buonanotte mamma!>> la salutò Julia, poi entrò nella stanza con i figli.

<<Wow, bella camera! E' spaziosa!>> esclamò Samir entrando nella stanza e guardandosi intorno.

<<Ehi, io ho fame! Mamma posso prendere qualcosa dal frigobar?>> domandò Vika a Julia, che stava portando le valige in camera.

<<Certo Vika, vai pure, ma non esagerare! E' tardi. In quanto a te Samir, non combinare guai! Se avete bisogno di me, io sono in camera.>> li ammonì Julia.             Circa mezz'ora dopo i due bambini erano pronti per andare al letto. La camera di Julia e quella dei figli erano separate ma confinanti l'una all'altra. Dunque, una volta che Samir e Viktoria avevano indossato i loro pigiami, Julia li condusse nella loro stanza. Scoprì i due lettini, uno a fianco all'altro, quasi a formare un letto matrimoniale, e dopo che i due bambini si sistemarono, rimboccò loro le coperte.

<<Buonanotte Viktoria, buonanotte Samir. Sogni d'oro.>> sorrise loro, poi li baciò sulla fronte<<Siete fantastici! Vi voglio bene.>> li baciò ancora.

<<Buonanotte anche a te, mamma. Sei mitica, ti vogliamo bene anche noi!>> le diedero due baci in guancia, dopodiché Julia spense la luce e uscì dalla camera.

Prima di andare al letto, però, la mora decise di rilassarsi un attimo. Andò in salotto, dove c'era anche una mezza specie di angolo cucina: voleva prepararsi un tè. Dapprima controllò se i fornelli funzionavano e se c'erano gli ingredienti nel frigobar, e, con sua gioia, constatò di si. Be'ma c'è da ricordare che questo è un hotel per le star, non per gente comune, quindi era provvisto di tutto. Preparò il tè e dopo circa dieci minuti andò a sedersi sul divano, lasciandosi attraversare dai suoi pensieri. Pensieri che la riportavano al bacio di quella sera. Non poté fare a meno di sorridere. Ma una domanda le venne da dentro: cosa ne sarebbe stato adesso di loro? Cosa avrebbero potuto fare? Quel bacio aveva un senso? Segnava l'inizio o la fine di qualcosa? Doveva parlarne con Lena, di nuovo, per chiarire una volta per tutte il loro rapporto. Oltretutto adesso Lena sarebbe tornata a Los Angeles con il marito, e lei? Lei cosa avrebbe fatto? Sarebbe dovuta tornare in Russia senza dire niente a Lena? No, ci avrebbe fatto una brutta figura e non poteva permetterselo, non questa volta. Restò a pensare qualche minuto, finché un'idea le illuminò la mente. In America c'erano anche Jack, Sam e Lara che non erano venuti al concerto, ma di certo non poteva abbandonarli. Bene, aveva il piano: tornare in America per salutare i suoi amici e là si sarebbe inventata qualcosa per parlare con Lena. Doveva farlo assolutamente. Terminato il tè, si distese sul divano, allungando finalmente le gambe stanche; posò la testa su un cuscino, accompagnandola con un lento movimento del collo, e socchiuse gli occhi. Lasciò che la sua mente si svuotasse di tutti quei pensieri logorroici e che la sua bocca si sigillasse, impedendo all'idea di prendere forma mediante la parola. Voleva solo ascoltare le esigenze del suo corpo stanco e pesante, che giaceva su quel divano. Julia stava spendendo quei pochi minuti in cui gli occhi ancora restavano aperti aspettando il dio del sonno, per evitare di pensare e torturarsi ancora. Così, pochi minuti dopo, tra l'effetto rilassante del tè, la stanchezza del concerto e l'emozione di quel bacio, i suoi occhi si chiusero completamente, sigillandosi quasi. Il tormento svanì e Julia si lasciò finalmente avvolgere dalle braccia di Morfeo.

 

 

 

 

The kiss by Lena the best
Author's Notes:

Ciao a tutti di nuovo, cari lettori e lettrici! Scusate l'assenza, motivi di vario genere, ma da oggi torna il seguito di questa storia! E speriamo anche la fine...continuate a leggerci e grazie a tutti per le recensioni sui capitoli precedenti! :) 

Los Angeles.

Erano trascorsi circa due giorni dal ritorno a Los Angeles di Julia e Lena, però senza che tra le due ci fosse stato alcuno scambio di opinioni. Molto probabilmente perché entrambe erano scosse da quanto accaduto in quel camerino, oppure perché non avevano il coraggio di farlo o perché erano troppo prese dalle belle sensazioni che il bacio aveva lasciato loro. Infatti da quegli ultimi due giorni entrambe le ragazze vivevano nel loro mondo incantato, badando ben poco a quanto stava accadendo nella realtà.

Los Angeles, casa Kuzma ore 8.00 a.m.

I primi raggi del sole di un fresco mattino di fine settembre illuminavano fiocamente la camera da letto di Sash e Lena, ancora entrambi nel mondo dei sogni. Pian piano i raggi del sole si fecero spazio tra la camera andando a posarsi sul volto di Sash, che si svegliò lentamente. Aprì gli occhi e ancora stordito guardò la sveglia sul comodino: segnava le 8.00 a.m. in punto. Si strofinò gli occhi per riprendere conoscenza di sé e della stanza circostante e quando fu abbastanza sveglio, girò la testa e osservò sua moglie accanto a lui che dormiva ancora. La osservò per alcuni minuti buoni ripensando alla loro discussione a Kiev e a tutti i battibecchi con la moglie negli ultimi giorni. Battibecchi che lo avevano portato ad ubriacarsi la sera precedente, almeno per dimenticare un po'. Quella situazione lo faceva soffrire e non ne sapeva i motivi. Lena era diversa dal solito, sembrava quasi che non lo sopportasse più; ma per dirla tutta, anche lui stava iniziando a non sopportare più alcuni atteggiamenti della moglie. Doveva preoccuparsi? O forse tutto si sarebbe sistemato? O, nella peggiore delle ipotesti, tutto sarebbe andato distrutto? Si fermò a riflettere qualche minuto su quell'ultima ipotesi. Forse era quella più vicina alla loro situazione, ma casomai era troppo presto per dirlo, dato che si erano sposati da pochi mesi. O forse era l'ipotesi che si sarebbe avverata, dato che le crepe del loro matrimonio stavano iniziando a venire a galla.                                                                                                         

Scacciati via questi pensieri, Sash si alzò dal letto, cercando di non svegliare Lena, e si diresse in bagno. Si spogliò e si infilò sotto la doccia facendo scivolare l'acqua calda su tutto il suo corpo, sul suo viso e sui suoi capelli come per pulire definitivamente l'odore della sbornia della sera precedente. Sbornia all'insaputa della moglie che se ne era stata tutto il giorno chiusa in camera, senza voler essere disturbata da nessuno. Uscì dalla doccia, si asciugò i capelli e si vestì con abiti comodi: jeans, maglione e scarpe da ginnastica. Dopodiché si recò in cucina, sollevò le serrande per far filtrare la luce e poi si dedicò ai fornelli: frittelle con marmellata e cappuccino accompagnato da biscotti sarebbe stata la colazione di quella mattina. Decise di prepararla anche per sua moglie, casomai le avrebbe lasciato un biglietto. Apparecchiò velocemente, fece colazione pensando a come organizzare la giornata con la sua band. Terminata la colazione, Sash coprì con un tovagliolo le frittelle di Lena e lasciò latte e caffè sul tavolo, qualora lei avesse voluto usufruirne. Lasciò poi sul tavolo un biglietto a Lena con su scritto: "Buongiorno cara, io sono andato dalla mia band a lavorare, passa una buona giornata. Ti amo." E poi uscì di casa. Circa un'ora più tardi anche la rossa si svegliò ma naturalmente a causa del suono della sveglia e non di sua spontanea volontà, dormigliona com'era. Infatti ancora insonnolita tirò fuori un braccio dalle coperte e la spense restando ancora al letto. Poco dopo si girò, notando l'assenza di Sash, ma non se ne preoccupò minimamente. "Sarà andato al lavoro" pensò. Dunque decise di alzarsi, si infilò velocemente una vestaglia e poi si recò in bagno a sciacquarsi il viso, almeno per cercare di svegliarsi.  Uscita dal bagno, si recò in cucina dove trovò sia il tavolo ben apparecchiato sia il biglietto. Lo lesse e sorrise lievemente, ma neanche quel biglietto smosse in lei alcun sentimento, forse perché stava iniziando a capire che quel matrimonio non era stato il passo giusto.                                                                       

Comunque, doveva risolvere un problema più importante: la situazione con Julia. Era quella la sua priorità adesso. Quel bacio continuava a tornarle in mente, ma sapeva che aveva dovuto farlo, sapeva che era stato giusto così senza "se" e senza "ma". Quindi adesso doveva trovare un modo per chiarire con Julia, casomai l'avrebbe chiamata oppure sarebbe andata direttamente a trovarla all'hotel: doveva pensarci.

Los Angeles, Magic Castle Hotel, ore 9.00 a.m.

Julia era sveglia da un bel pezzo e aveva deciso di andare a fare colazione nella grande sala da pranzo dell'hotel. C'era un bel tavolo imbandito di cose molto invitanti e appetitose, dalle uova al salame, al prosciutto, alla pancetta, ai funghi, ai cornetti, alle marmellate, alle fette biscottate, al tè, al cappuccino, al latte, al caffè. Si sarebbe potuta sbizzarrire quanto voleva con il cibo, buongustaia com'era.  Infatti prese un cornetto, un po' di marmellata da metterci dentro, un po' di uova e pancetta e infine un caffè. La sua nottata non era stata una delle migliori, perciò un po' di caffè e una colazione sostanziosa le avrebbe fatto riprendere un po' di colore.                                                                                                                                       

Circa pochi minuti dopo giunse nella sala colazione/pranzo anche Jack che stava cercando Julia, non avendola trovata in camera e dato che la mora non rispondeva neanche al cellulare. Strano da parte sua.

<<Ehi Julia, buongiorno!>> Jack salutò la mora facendola sobbalzare, schioccandole poi un bacio in guancia.

<<Ehi Jack ciao!>> si alzò per abbracciarlo<< Mi sei mancato tanto!>> lo guardò sorridendo, staccandosi.

<<Anche tu bellissima!>> ricambiò il sorriso e l'abbraccio << Ma che fine avevi fatto ieri? Ti ho chiamata al cellulare ma non hai risposto, stessa cosa stamattina. E da parte tua è molto strano.>>disse Jack, sedendosi al tavolo con la mora.

<<Ecco Jack, vedi, è successa una cosa inaspettata e bellissima al concerto... Te ne avrei voluto parlare prima, ma volevo dirtelo di persona, ecco io e Lena>> parlava a raffica per l'emozione << Anzi no, Lena mi ha stampato un bacio in bocca!>> confessò infine.

<<Cosa? E me lo vieni a dire adesso? Così come se niente fosse?!>> esclamò Jack scettico<< E' il bacio che aspettavi da una vita!>> sorrise ampiamente.

<<Be' c'è anche un lato negativo, come sempre, in tutto questo...>> Julia si intristì<<E poi non è stato un bacio vero e proprio, ma un bacetto innocuo e veloce.>> disse infine, abbassando gli occhi.

<<Ehi Jul, cosa c'è che non va?>> domandò l'amico, preoccupato.

<<Il marito, Jack, il marito è un ostacolo. La situazione sentimentale, con suo marito di mezzo che rovina sempre tutto, è ancora più difficile. Quello le sta attaccato come una cozza!>> sbottò Julia, stanca ormai del peso che portava in cuore.

<<Be' è normale, Julia, di certo non vuole farsi scappare una donna come Lena. Col passato che ha avuto poi e te nei paraggi di certo non se ne starà zitto e buono. E chiamalo stupido! Fa solo il suo gioco, come tu il tuo.>> rispose Jack con ovvietà.

<<Sì sì, ma adesso basta con questa storia! Lena ama me, altrimenti non mi avrebbe baciata, e lui deve farsi da parte. Questa volta non voglio più intralci nella nostra storia.>> affermò annoiata e avvilita.

<<Calmati Jul, la soluzione la troveremo, parziale ma la troveremo. Parziale perché non puoi fare tutto tu, il passo finale spetta a Lena. Lei deve lasciare Sash per te, lei deve dirglielo in faccia e non tu! Lei deve superare le sue insicurezze e lottare per quello che desidera davvero. L'unica cosa che puoi fare è farle capire questo.>> sorrise Jack, cercando di rincuorare l'amica.

<<Okay, come proponi di agire?>> domandò Julia decisa, poggiando i gomiti sul tavolo e fissando Jack negli occhi.

<<Una telefonata, cara Julia, una semplice telefonata e un regolare appuntamento dove vuoi tu. Il resto viene da sé.>>sorrise Jack, beffardamente, togliendo le mani dal tavolo e dondolandosi sulla sedia.

<<Okay, e così sia.>> sorrise in modo complice all'amico, dopodiché si alzarono entrambi e si diressero verso l'uscita della sala.

Casa Kuzma, ore 9.30 a.m., Los Angeles.

Lena era seduta sul divano a guardare un po' di televisione, voleva distrarsi un po', ma non sarebbe riuscita comunque ad evadere da quei pensieri che l'assillavano. Così spense la televisione, si alzò dal divano e andò a prendere il suo cellulare per chiamare Julia e cercare di chiarire la situazione. Ma proprio mentre stava per digitare il numero di Julia, la schermata del telefono si illuminò proprio con il nome della mora e Lena rimase di stucco. Iniziarono a sudarle le mani, la fronte e le gambe stavano tremando. Non sapeva se rispondere o meno, di certo non voleva litigare di nuovo con Julia e la paura di perderla stava iniziando a farsi sentire di nuovo. Aspettò cinque secondi prima di rispondere, dopodiché finalmente accettò la chiamata per poter finalmente rompere la tensione.

<<P-pronto?>> disse Lena balbettando, dopo aver portato il cellulare all'orecchio.

<<Pronto Lena, sono Julia!>> rispose la mora, contenta di sentire la sua voce.

<<Julia ciao! Sì, sapevo che eri tu ma volevo esserne del tutto certa. Insomma, è da tanto che non mi appariva il tuo nome sulla schermata del telefono!>> rispose Lena emozionata.

<<Già, lo so. Be' spero che ti abbia fatto piacere.>> ribatté la mora, un po' imbarazzata.

<<Certo che sì! Inoltre avevo intenzione anche io di chiamarti!>> sorrise Lena, attorcigliandosi un riccio tra le mani.

<<Wow, chissà, forse per il mio stesso motivo!>> esclamò Julia sorridendo.

<<Mmm forse. Comunque, dimmi tutto.>> domandò Lena, iniziando a riacquistare sicurezza.

<<Senti Lena, dovrei parlarti di una cosa importante, molto importante, e che riguarda entrambe. Che ne dici di incontrarci oggi da qualche parte e parlare?>> propose la mora.

<<Certo Julia, per me va bene. Anche io ho un po' di cose da dirti. Comunque, dove ci incontriamo?>> chiese Lena.

<<Dove vuoi tu. Hai per caso in mente qualche locale carino di Los Angeles dove poter parlare tranquillamente?>> domandò Julia.

<<Sì, ne conosco uno molto bello e oltretutto è anche il mio locale preferito, si chiama: Good Luck Bar. Si trova al centro di Los Angeles. Jack lo conoscerà sicuro, casomai chiedi a lui di farti accompagnare.>> sorrise Lena.

<<Va bene Lena, allora ci incontriamo lì verso le 18.00, okay?>> domandò ancora Julia.

<<Okay, Julia, ci vediamo dopo.>> sorrise la rossa.

<<Certamente Lena, a dopo.>> sorrise Julia e riattaccò.

Terminata la telefonata, Lena era al settimo cielo. Aveva appena parlato con Julia, la sua amata Julia, e questo le metteva allegria. Chissà, forse il suo sogno d'amore si stava avverando. Non rivolse nessun pensiero a Sash, o al suo matrimonio con lui, o alla loro vita insieme. Lei voleva solo Julia e qualora fossero tornate insieme, avrebbero pensato insieme a cosa dire a Sash. Dunque Lena decise di avvertire il marito che quel pomeriggio sarebbe uscita con la sua amica Nastya e che molto probabilmente avrebbe fatto un po' tardi.                                                                                                        

Verso le 16.00. del pomeriggio Lena decise di iniziare a prepararsi, lenta com'era, e poi non aveva più voglia di aspettare. L'adrenalina era troppa e non vedeva l'ora di vedere Julia. Così andò in bagno e si fece una doccia calda, rigenerante, lavandosi anche i capelli, strofinandoli per bene per far vedere al meglio il volume dei suoi ricci rossi. Terminata la doccia, indossò l'accappatoio, si asciugò i capelli, cercando di sistemarli al meglio. Soddisfatta del risultato, si diresse in camera da letto a scegliere i vestiti. Non sapeva cosa indossare, dopotutto lei e Julia dovevano solamente parlare, e poi l'aria era abbastanza gelida, così optò per un paio di jeans neri, un maglione dolcevita rosso e un paio di scarpe da ginnastica. Dopodiché tornò in bagno per truccarsi, optò per un trucco abbastanza leggero, si spruzzò un po' di profumo e dopo un'ultima occhiata allo specchio, scese al piano inferiore. Indossò un giubbotto bianco e poi uscì di casa, dove la stava aspettando Ryan che l'avrebbe accompagnata all'appuntamento.                                        

Good Luck Bar, ore 17.45 p.m., Los Angeles.

Julia aveva appena fatto il suo ingresso nel locale, insieme a Jack, e ne rimase molto colpita sia da dentro che da fuori. Infatti il locale si trovava sulla spiaggia, che d'autunno poi è ancora più bella, e naturalmente c'era anche la vista mare. All'interno il locale non era grandissimo, i tavoli erano ben disposti l'uno accanto all'altro e il locale era illuminato da luci blu e rosse che rendevano l'atmosfera molto piacevole.  

<<Bel locale!>> esclamò Julia, una volta entrata.

<<Già, ci venivo spesso qualche anno fa. E' ottimo per passare una serata tranquilla.>> rispose Jack a Julia << Ehi guarda un po' chi c'è, il mio caro amico Martin!>> esclamò Jack, rivolgendo lo sguardo verso un ragazzo che stava al bancone.

<<Ehilà ciao Jack!>> il ragazzo si avvicinò e abbracciò l'omone<< Come stai?>> sorrise.

<<Benissimo, grazie!>> rispose Jack sorridendo<< Martin, ho l'onore di presentarti Julia Volkova!>> disse Jack, facendo a Julia cenno di avvicinarsi.

<<Piacere Julia>> sorrise la mora, porgendo la mano al ragazzo.

<<Il piacere è tutto mio, signorina Volkova.>> sorrise il ragazzo, stringendole la mano.

<<Allora come vanno le cose qui?>> domandò Jack a Martin e intanto che i due parlavano, Julia iniziò a dare un'occhiata alla sala finché non riconobbe due persone a lei famigliari. Infatti poco più avanti di qualche tavolo rispetto all'entrata, stavano seduti ad tavolo Dima e Lara che scherzavano e chiacchieravano tra loro sorseggiando qualcosa. Sembravano una coppia di fidanzati.  Julia decise di andare a salutarli, ma proprio mentre si dirigeva verso il tavolo, Lara si girò e notò la presenza di Julia. Le sorrise e le fece segno con la mano di avvicinarsi a loro. La mora raggiunse il tavolo, salutò Dima abbracciandolo e Lara con un bacio sulla guancia.

<<Ehi Julia accomodati, come mai da queste parti?>> domandò Dima dopo che tutti ebbero preso posto.

<<Ho un appuntamento con Lena, dobbiamo parlare di alcune cose. E voi due, invece? Come mai questo appuntamento al lume di candela?>> sorrise loro.

<<Be' ecco, come già saprai, io e Dima ci stiamo frequentando!>> esclamò Lara sorridendo.

<<Sì, questo lo sapevo e vedo che la cosa si sta facendo ufficiale.>> sorrise Julia.

I tre continuarono a parlare del più e del meno, evitando anche di toccare argomenti troppo personali. Jack, invece, stava ancora parlando con Martin e salutò solo con la mano Dima e Lara, li avrebbe raggiunti dopo.

<<Ragazze, scusatemi un attimo, vado un secondo in bagno.>> disse Dima che si allontanò da Julia e Lara lasciandole momentaneamente da sole.<<Be' Jul, che mi racconti? So che il concerto è stato un successone!>> disse Lara, sorridendo.

<<Solita vita al momento, tu? Comunque sì, è stato davvero un gran concerto! Avreste dovuto esserci anche voi!>> sorrise Julia e le ragazze continuarono a parlare del più e del meno.

Nel frattempo arrivò davanti al locale anche Lena, accompagnata da Ryan, e una volta scesi dall'auto, entrarono anche loro nel locale. Ryan avvistò subito Jack e si recò da lui a salutarlo, mentre Lena gli rivolse un semplice saluto con la mano troppo impegnata com'era a cercare Julia tra i tavoli. Pochi minuti dopo la riconobbe e la trovò seduta ad un tavolo insieme ad un'altra ragazza, mise a fuoco la vista e notò che quella ragazza era Lara. Il mondo le crollò addosso. Vide le due ragazze scherzare, sorridersi e scambiarsi guardi d'intesa.

"Cosa? Julia e Lara insieme? Sedute ad un tavolo da sole? E meno male che Julia doveva incontrarsi con me! Sta facendo il doppio gioco e vuole illudermi. E io come sempre ci sono cascata! Pensavo che fosse cambiata, pensavo che il mio bacio le avesse aperto gli occhi, invece niente, è rimasta sempre uguale. Mi odia, mi ha sempre odiata perché altrimenti non mi tratterebbe così" pensò Lena tra sé, mentre le lacrime le rigavano le guance. "E io che volevo vivere la mia storia d'amore con lei... e poi cosa scopro? Che ama un'altra. Sono un'ingenua, una stupida e un'ingenua!" avrebbe voluto urlare quei pensieri a tutto il mondo, ma si trattenne perché proprio in quel momento la mora si voltò e la vide lì immobile che la fissava. Le sorrise e le fece cenno con la mano di avvicinarsi, naturalmente da lontano non aveva notato che stesse piangendo. Poco dopo tornò anche Dima al tavolo. In quel momento Lena non ce la fece più, la rabbia che provava era troppa, così come la gelosia. Perciò si voltò verso la porta del locale e scappò fuori, lasciandosi tutto alle spalle, non voleva vedere nessuno. Uscita dal locale iniziò a correre senza meta, lei sarebbe andata dove le gambe l‘avrebbero portata, finché non si sarebbero stancate. Infatti, poco dopo, si ritrovò davanti solo la spiaggia.         

Julia, dopo aver visto Lena scappare via, si lanciò al suo inseguimento senza pensarci due volte. Uscì dal locale e non trovò nessuno, quindi decise di dirigersi verso la spiaggia.  Iniziò a perlustrare la zona, cercando Lena, finché non la trovò vicino alla riva del mare, girata di spalle. Si avvicinò lentamente a lei cercando di non fare rumore, poi le prese piano un braccio, facendola sobbalzare.

<<Ehi Lena...>> la voce flebile di Julia pronunciò quelle parole. Lena si voltò di scatto e senza pensarci due volte le mollò uno schiaffo fortissimo.

<<Non posso crederci, Julia, no!>> le urlò contro Lena<< Io ti dimostro quello che provo per te e tu che cosa fai? Vai con un'altra?! Ecco vedi, avevo ragione io, tu non mi ami!>> continuò ad infierire Lena.

<<No, Lena, non è come pensi tu...>> la mora cercò di addolcire il più possibile la sua voce << Io non sono uscita di proposito con Lara, ma l'ho incontrata là al mio arrivo. E poi stava con Dima, soltanto che quando sei arrivata tu lui era in bagno.>> spiegò Julia che non voleva di nuovo destabilizzare emotivamente la rossa<< E poi come fai a pensare questo di me? Sono innamorata persa di te, Lena...>> i suoi occhi si riempirono di lacrime mentre lasciava cadere il discorso.

<<Sì, certo, però ti ho beccata in atteggiamenti intimi con lei! Ho visto come vi stavate guardando! Mi prendi per scema? E poi se tu mi amassi mi dimostreresti ancora il tuo amore, invece no, ogni volta che ci dobbiamo vedere c'è sempre qualcuno di mezzo. Poi non dovrei essere gelosa!>> esclamò Lena, ancora sputando fuori tutta la sua rabbia.

<<Lena, tu non devi essere gelosa perché sai che io non sono innamorata di Lara! In che altro modo devo fartelo capire? Lara è innamorata di Dima e si stanno frequentando, non viene dietro a me né io vado dietro a lei. Tu non hai motivo di essere gelosa.>> Julia cercò di far ragionare l'altra<< E poi tu sei tutta la mia vita, Lena, come potrei mai non amarti?>> proseguì ancora la mora sempre con gli occhi pieni di lacrime.

<<No, Julia, non è vero. E ti dico così perché io non voglio più la Julia che sei stata fino a pochi anni fa! La Julia che quando uscivamo insieme preferiva passare il tempo con i suoi amici piuttosto che con me, la Julia che non mi dava più attenzioni, la Julia che cercava di allontanarmi il più possibile da lei per stare con Parviz, dato che mi hai rimpiazzata con lui quando ci siamo lasciate, la Julia che non mi amava più.>> Lena iniziò a piangere<< La Julia che pochi anni prima mi aveva regalato un anello di fidanzamento promettendomi che avrebbe amato solo me, ma invece mi ha abbandonata. Io non voglio più quella Julia, non è lei la ragazza che amo.>> Lena alzò lo sguardo incrociando quello dell'altra.

<<Oh Lena, io mi odio per averti fatta soffrire in quel modo quell'anno, mi odio da morire! Io non avrei mai voluto allontanarti da me ma pensavo che così facendo avrei fatto la cosa giusta, dati i problemi che avevamo ultimamente. Litigate continue, niente più uscite insieme. Non avevamo più niente di nostro. Come potevamo andare avanti? E il mio unico rifugio per trovare un po' di pace fu tra le braccia di Parviz, ma io non ho mai smesso di amare te Lena, mai. Tu sei il mio solo ed unico amore, altrimenti adesso non sarei qui per te, per riprenderti. Non sarei partita da Mosca per venire qua a Los Angeles senza un motivo serio. >>dichiarò Julia piangendo ormai anche lei e avvicinandosi all'altra.

<< E naturalmente tu non hai mai avuto il coraggio di dirmelo in faccia, vero? Dovevo essere sempre io quella a fare il primo passo, o no?! Sempre là a cercare spiegazioni, sempre là a cercare di riparare le cose che andavano in frantumi, per cosa? Per avere un cuore spezzato! Tutto questo per avere un cuore spezzato!>> Lena urlò nuovamente contro la mora alzando la voce <<Tu, Julia, non sai quante volte io ho pianto stringendo le nostre foto insieme per sentirti vicina; tu non sai quante volte ho pianto davanti ai miei amici perché la sofferenza che il tuo atteggiamento mi infliggeva era troppa; tu non sai quante serate ho passato a casa da sola aspettando una tua chiamata, mentre tu eri chissà dove a divertirti!>> la spintonò al rossa con le lacrime che correvano veloci sulle sue guance<< E il fatto della famiglia non ce lo metti? Tu mi vieni a dire di voler costruire un futuro insieme, di voler andare a vivere in una casa tutta nostra e di volere anche dei bambini. E poi che fai? Mi lasci per un uomo con cui fai un figlio! Quel figlio che avremmo voluto avere insieme! E, dopo tutto questo, tu mi vieni a dire che io sono il tuo unico amore? E secondo te io ci credo?  Ma manco per idea!>> concluse Lena, voltandosi e dando le spalle all'altra. I singhiozzi non si fermavano.

<<Be' Lena anche per me non è stato facile lasciarti per un altro. E poi pensi che io non stessi male allo stesso modo? Pensi che non io dicessi ai miei amici che tra me e te le cose stavano andando male? Non pensi che anche io ho sofferto per te?>> domandò Julia con voce ferma ma rotta da pianto<< Per il fatto della famiglia, hai ragione, ho detto una cosa e poi ne ho fatta un'altra e sono stata un'idiota, lo so. E ti chiedo scusa, ma anche io mi sentivo vuota, così vuota che avevo bisogno di calore. E quel calore pensavo di ritrovarlo con un'altra persona.>> si fermò un attimo, poi riprese << Ma adesso sono qui Lena, sono qui per te, per riprendere la nostra storia da dove l'avevamo lasciata e farla durare per sempre. Io non voglio tormentarti ancora, voglio tornare ad amarti come un tempo, voglio farti essere felice e non farti mancare più alcuna attenzione. Ma se non ti lasci amare da me, non potrò mai dimostrarti tutto questo.>> abbassò lo sguardo singhiozzando anche lei.

<<Julia, io voglio farmi amare da te, tu sai che la mia vita senza di te non ha senso!>> esclamò Lena voltandosi all'altra<<Ma come faccio? Come faccio a farmi amare da una persona che non è la Julia che conosco io, come faccio a farmi amare da una persona che non è la mia Julia? La mia Julia.>> Lena sottolineò col tono della voce quelle ultime tre parole. << Quella Julia dolce che rivolge ogni attenzione a me, quella Julia che non ha paura di dire a tutti che mi ama, quella Julia che sarebbe capace anche di uccidere per salvarmi, quella Julia che è capace di farmi stare bene anche quando tutto va per il peggio. Dov'è finita quella Julia? Dov'è finita la mia Julia?>> le lacrime non smettevano di scendere dalle guance di Lena e il pianto si fece ancora più intenso. La rossa si portò le mani al volto.

<<Oh Lena, vieni qui!>> disse Julia e avvicinandosi alla rossa la strinse a sé, facendole poggiare la testa sul suo petto e tenendola ben stretta tra le sue braccia <<Sono qui, Lena, sono qui. La Julia che tu ami, la Julia dolce che rivolge ogni attenzione a te, la Julia che non ha paura di dire a tutti che ti ama, la Julia che ucciderebbe per salvarti, la Julia che ti fa stare bene, è qui. E' qui con te in questo preciso istante e ti sta stringendo tra le sue braccia.>> Julia sciolse l'abbraccio e prese tra le mani il viso di Lena<< Lena, io sono quella ragazza che tu amavi e ami tutt'ora. Sono io, sono la vera Julia, quella di sempre. Credimi, ti prego.>> dichiarò Julia guardando l'altra negli occhi.

<<Julia, come faccio a crederti? Io non voglio più avere una vita tormentata. Non voglio farmi illudere di nuovo, non voglio piangere ancora, ma voglio sorridere. Sorridere a tutto il mondo e urlare a tutti dicendo che sono felice!>> esclamò Lena portando le sue mani su quelle della mora che ancora le stringeva il viso<< Sai perché non ti ho invitata al mio matrimonio? Perché se tu fossi venuta io non mi sarei sposata. Non ce l'avrei fatta, ma non ti ho fatta venire per non far soffrire entrambe. Io ho sposato Sash per mettere una pietra sopra al nostro amore, a te e a tutto quello che abbiamo passato insieme. Ma anche io voglio te e solo te nella mia vita!>> Lena sorrise lievemente, con gli occhi bagnati.

<< Neanche io voglio avere più una vita tormentata, Lena, né tanto meno voglio illuderti ancora. Io voglio stare con te! Tu sei la mia vita, il mio pensiero fisso ogni giorno, sei l'altra metà del mio cuore, sei tutto! Io ti avrei anche sposata, Lena.  Se neanche tu mi avessi abbandonata, io ti avrei sposata.>> ribatté Julia, accarezzando piano il viso di Lena portandole via le lacrime.

<<Cosa? Tu Julia mi avresti sposata? Davvero? Anche io ti avrei sposata, insomma sì, anche io avrei voluto farlo...ovviamente non in Russia!>> Lena arrossì leggermente, gli argomenti troppo intimi a volte la imbarazzavano. In una situazione instabile come quella poi!

<<Certo che ti avrei sposata, Lena! Come avrei potuto rinunciare al nostro sogno insieme di avere una famiglia, una casa tutta nostra, dei bambini? Non avrei mai potuto farlo se ne avessi avuto la possibilità. Certo, se non fosse successo tutto questo casino la nostra carriera tutt'oggi andrebbe alla grande e di sicuro non saremmo restate in Russia per sposarci. >> dichiarò la mora, naturalmente avendo toccato un punto chiave grazie anche alla chiacchierata con Katya, la sorella di Lena.

<<Oh Julia, io non... Non so cosa dire, perché, cioè, insomma, io, tu lo sai che...>> la rossa perse sicurezza del tutto, arrossendo completamente e iniziando a balbettare. Ma in tutto questo non tolse mai le mani dal quelle della mora, sul suo viso.

<<Non devi dire niente, Lena, niente. Io ti amo!>> dichiarò Julia tutto d' un fiato e togliendo le mani dal viso di Lena, le portò ai suoi fianchi, avvicinandola a sé.

<<Oh Julia, dillo nuovamente, ti prego.>> disse Lena sorridendo e portando le mani al collo dell'altra.

<<Ti amo, Lena, ti amo.>> sorrise la mora, strofinando il suo naso su quello di Lena e facendola finalmente ridere.

<<Dillo ancora, ancora!>> chiese Lena, sorridendo e piangendo dalla gioia.

<< Ti amo da morire non potrei mai stancarmi di dirtelo, ti amo e ancora ti amo!>> dichiarò la mora, sorridendo e stringendo forte l'altra a sé.

Il cielo nel frattempo stava iniziando ad oscurarsi, nuvole nere minacciose andavano posizionandosi l'una accanto all'altra creando un misterioso manto scuro che a breve avrebbe portato a una sola cosa: pioggia. E naturalmente da parte delle due ragazze non ci sarebbe stata cosa più gradita.

<<Il cielo sta iniziando ad imbrunire... Aria di pioggia.>> constatò Julia sollevando gli occhi al cielo e sorridendo, ma senza lasciare Lena.

<<Già, così sembra, e la cosa fa al caso nostro.>> sorrise Lena, sempre stretta a Julia e con gli occhi rivolti al cielo.

Pian piano delle piccole e ingenue goccioline scesero dal cielo bagnando la sabbia, mischiandosi col mare e bagnando anche gli indumenti delle due ragazze. E pian piano quelle piccole goccioline si ingrossarono sempre di più, fino a trasformarsi in grandi gocce e fu così che scoppiò il temporale. In pochi secondi tutto venne attraversato dalla forza dell'acqua, così come le due ragazze che sorridenti si lasciarono completamente andare, ritrovandosi bagnate fradice dalla testa ai piedi.

<<Ti amo Julia, ti amerò per sempre. Voglio passare il resto della mia vita con te. Non voglio nessun altro accanto a me.>> dichiarò Lena con gli occhi pieni di lacrime.

<<Sì, anche io Lena voglio passare il resto della mia vita con te. Non ti lascerò più andare, questa volta sarà per sempre. Ti amo.>> dichiarò un'ultima volta Julia, sempre stringendo la rossa tra le braccia. Poi si avvicinò delicatamente a lei fino a toccare piano con le sue labbra calde quelle fresche di Lena, che, presa dall'emozione, strinse ancor di più le braccia intorno al collo di Julia. Entrambe chiusero gli occhi per assaporare di più quel momento. Julia, stimolata dal contatto con Lena, premette con forza le sue labbra su quelle della rossa insinuandole poi tra le sue e facendo finalmente toccare le loro lingue. Fu un bacio fresco, lungo e sentito. Le lingue calde delle ragazze si rincontrarono e dolcemente danzavano insieme, intrecciandosi. Julia, continuando a baciare Lena, l'abbracciò sempre più forte facendole sentire tutto il suo amore. Lena, invece, tornò ad accarezzare il viso di Julia perché voleva nuovamente percepire sotto le sue mani i lineamenti del viso della mora anche se non più naturali e perfetti come un tempo. Finalmente Lena aveva riabbracciato l'amore della sua vita, l'unica persona in grado di toglierle il respiro e di farla stare a suo agio in tutto. L'unica persona in grado di farla sorridere anche quando le cose andavano per il peggio, l'unica persona che la faceva stare al sicuro. E Lena ne era di nuovo cosciente.                                                                            

 

Julia, al contrario, era riuscita a vincere quel tormento che la assillava da ormai quattro anni, non avendo potuto più vedere la sua amata Lena. Adesso però la rossa era di nuovo tra le sue braccia e sarebbe stata sua per sempre. Aveva constato che quel muro demoniaco che si era venuto a creare tra di loro finalmente era crollato, lasciando spazio alla forza dell'amore, il loro amore. Un amore che aveva incontrato troppi ostacoli in quella vita, un amore stanco, mortificato e distrutto dalle sue stesse protagoniste. Un amore nato sia per finzione sia per caso, un amore che poi era diventato malato e morboso e che poi venne spezzato. Ma adesso era arrivato il momento di reagire, di tornare in pista e di combattere per quello che si vuole davvero. E le due ragazze lo avevano capito bene. Quell'amore era ormai risorto e stavolta Julia e Lena avrebbero lasciato che mostrasse a tutti la sua forza incontenibile, che avrebbe sovrastato chiunque si fosse messo contro di esso. E quel bacio e quelle dichiarazioni d'amore ne furono la prova.

End Notes:

I nomi dei luoghi, dei locali ecc...sono inventati, così come, a volte, la descrizione di determinati scenari. 

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