Emma & Regina by Lena Katina Fan

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Note della fiction:

Disclaimer: Tutti i personaggi pubblicamente riconosciuti, incluso il totale scenario, ecc.. sono di proprietà dei rispettivi autori. I personaggi e le storie originali sono di proprietà dell'autore.  L'autore non è in nessun modo associato con i proprietari, creatori, o produttori di qualsiasi materiale a cui si è ispirato.  Non è intesa alcuna violazione di copyright.

 

Il Locksley era l'ipermercato più famoso d'America, partito da semplice negozio di alimentari a Storybrooke, piccola cittadina del Maine, aveva pian piano aumentato la sua fama fino a trasformarsi e crescere per poi permettere al suo proprietario di aprire diversi punti vendita in tutta l'America.

 

Il proprietario di questi ipermercati era Robin Hood, 35 anni, sposato e infedele. Cominciò la sua carriera a 18 anni, gestendo il piccolo negozio di alimentari del padre Roland. Il successo non fu dovuto unicamente alle sue abilità, anzi, la sua unica fortuna fu quella di sposare una donna ricca abbastanza da permettergli di avere tutto quello che poteva desiderare. Fu infatti il suocero Henry a finanziare il progetto dell'ipermercato.

 

Il progetto partì proprio dal piccolo negozio di alimentari, che venne trasformato nel ipermercato che tutti conoscevano.

E fu proprio in quell'ipermercato di Storybrooke che Emma Swan, 28 anni single, riuscì a trovare lavoro.

 

La ragazza lavorava li da ormai un mese, e in quel mese strinse amicizia con una persona in particolare, una ragazza di nome Ruby, 23 anni, ficcanaso, situazione sentimentale incerta. Fu proprio Ruby ad informarla che il "gran capo", come lo amava chiamare lei, voleva parlarle. Emma non ne fu felice, prima di allora aveva parlato con il signor Hood una sola volta, quando venne assunta Robin l'aveva convocata nel suo ufficio per conoscere la sua nuova dipendente. Emma provò ancora disgusto a pensarci, per tutto il tempo quell'uomo non fece altro che provarci con lei, Emma provò fastidio all'inizio, ma il fastidio si trasformò presto in disgusto quando la bionda si accorse della fede che l'uomo aveva al dito. La ragazza riuscì a mettere il capo al suo posto accennandogli di una certa quantità di donne che lei aveva avuto nella sua vita, Robin smise di provarci quando capì che non avrebbe concluso nulla.

 

 << Signorina Swan, si accomodi >> le disse Hood, seduto alla sua scrivania, fece segno alla ragazza di sedersi sulla poltroncina davanti a lui.

 

 << Allora come procede il suo lavoro? >>

 

 Il capo le sorrise gentilmente, ma Emma non rispose al sorriso, per tutto il tempo non fece altro che sperare che quel tipo arrivasse subito al dunque << procede bene signore >>.

 

 << So che ha lavorato duramente e pensavo di concederle un giorno libero, pagato naturalmente >>.

 

 Emma inarcò un sopracciglio, non riusciva a credere a quelle parole,  era certa che sotto ci fosse una qualche fregatura.

 

 << Ma ho bisogno che lei mi faccia un favore >>.

 

 Ecco la fregatura, pensò la bionda.

 

 << Mia moglie, Regina, questa sera vorrebbe andare ad una mostra di quadri. Normalmente l'accompagnerei io, ma purtroppo questa sera ho un'importante riunione d'affari... >>.

 

 Emma cercò di trattenere una smorfia chiedendosi se Hood l'avesse per caso presa per un'idiota. Anche se lavorava li solo da un mese, sapeva esattamente cosa fossero queste "riunioni d'affari" a cui quell'uomo era solito partecipare. Non poteva essere altrimenti visto che Will Scarlett, 25 anni, idiota e braccio destro di Hood, non mancava mai di raccontare a tutti di quelle "riunioni", un po' perché non riusciva a mantenere segreti, un po' perché amava far sapere agli altri del rapporto di amicizia che aveva con il capo. Ad ogni modo non mancò di raccontare anche a lei in che cosa consistessero le "riunioni", ovvero serate tra uomini tra poker, sigari e qualche donna un po' facile. L'ultima conquista del signor Hood era stata una spogliarellista di nome Marian.

 

 << Mi serve qualcuno che accompagni mia moglie a questa mostra e vorrei che fosse lei, che ne dice? >>.

 

 << Con tutto il rispetto, io non so nulla sull'arte >>.

 

 Ed era vero, per lei "Michelangelo" era il nome della sua pizzeria di fiducia.

 

 << Oh non occorre sapere qualcosa, a mia moglie non interessa. A lei interessa solo poter guardare e godersi tranquillamente la mostra in assoluto silenzio. Serve solo qualcuno che le faccia compagnia. Allora posso contare su di lei? >>

 

 Emma fu tentata di dire di no, ma l'idea di avere un giorno libero pagato era molto più allettante. In fondo Hood le stava chiedendo di fare da mogliesitter solo per una sera.

 

 << A che ora? >> Rispose in fine.

 

 Hood sorrise, pregustandosi la serata e la "ginnastica orizzontale" con Marian << si faccia trovare alle 20 davanti all'ipermercato >>.

 

                                                                                                      ...

 

Emma arrivò in anticipo all'appuntamento, non voleva irritare in alcun modo l'altra donna. Durante il suo orario di lavoro aveva avuto l'occasione di parlare con Ruby di quella serata. L'amica le raccontò tutto quello che sapeva della moglie del "gran capo". Così Emma scoprì che l'esistenza del Locksley era dovuta in gran parte a quella donna e al padre di lei. Scoprì che Regina era una donna severa e a volte arrogante, che quando le capitava, molto di rado, di andare a trovare il marito a lavoro era solita guardare tutti dall'alto al basso. Ruby disse all'amica che era contenta che quella donna fosse cornuta, una sorta di vendetta karmica.

Emma guardò l'orologio, erano le 19:50.

 << Lei è la signorina Swan? >>

 

 Emma si voltò verso la donna e quasi spalancò la bocca. Ruby si era dimenticata di dirle che Regina, 30 anni sposata con un imbecille, era la donna più bella dell'intero pianeta.

 

La mora inarcò un sopracciglio aspettando una risposta dall'altra donna.

 

 Emma finalmente si riscosse dai suoi pensieri, alcuni decisamente poco casti << Si, sono io >>.

 

 << Venga, prendiamo la mia auto >> Regina condusse l'altra donna verso una Mercedes lussuosa.

 

 La bionda si sedette sul sedile del passeggiero e si allacciò le cinture.

 

 << Se ne intende di dipinti, signorina Swan? >>

 

 << No >> rispose semplicemente Emma con un sorriso colpevole.

 

Per tutto il tragitto non dissero altro. La bionda si sentì nervosa, sperava davvero che il signor Hood avesse ragione riguardo al disinteresse di Regina sulla conoscenza sui dipinti di Emma. Non sarebbe stato il massimo se quella donna fosse tornata a casa e si fosse lamentata col marito dell'ignoranza della bionda.

 

Emma guardò davanti a se per tutto il viaggio, ma con la coda dell'occhio notò più volte la mora guardarla per poi sorridere.  La bionda si chiese il motivo, si chiese se per caso avesse qualcosa che non andava, il vestito magari. Non aveva la più pallida idea del tipo di abito che potesse essere adatto ad una mostra, così optò per una camicia bianca e dei jeans blu scuro. Non che l'altra donna fosse vestita in chissà quale modo, anche lei portava una camicia, ma rosso scuro, una gonna nera che arrivava appena sopra alle ginocchia e una giacca sempre nera.

 

Fino a quel momento la serata si dimostrò la più noiosa della sua vita. Regina si fermò ad osservare ogni singolo quadro per quelle che potevano essere ore.

Emma rinunciò presto a stare in piedi accanto a lei, decise quindi di sedersi su qualche panchina o poltrona messa qua e la, alzandosi solo quando l'altra decideva di passare al quadro successivo.

La bionda osservò Regina studiare attentamente ogni singolo quadro da diverse distanze e angolature, Emma si chiese più volte quanto potesse cambiare un vaso con dei girasoli visto da destra e poi da sinistra.

Durante la serata Regina incominciò, di tanto in tanto, a voltarsi per cercare la bionda e la ragazza accennò ad un sorriso. Sorriso che divenne imbarazzato quando le occhiate dell'altra divennero più prolungate, quasi stesse studiando Emma proprio come faceva con quei quadri.

Una volta finita la mostra la mora si limitò ad avvicinarsi alla ragazza e senza dire nulla uscirono dall'edificio.

 

Quando arrivarono al parcheggio dell'ipermercato Emma si slacciò la cintura di sicurezza e si volto verso l'altra donna per salutarla, ma venne bloccata da Regina, o meglio... dalla lingua di Regina che le si era infilata nella bocca. Emma sgranò gli occhi e si bloccò per i primi secondi, poi allontanò l'altra donna e corrugò la fronte  << Che sta facendo? >>

 

La mora le sorrise << E da quando ti ho vista aspettarmi al parcheggio che volevo farlo >> si avvicinò nuovamente alla bionda e la baciò ancora.

 

Emma si lasciò baciare per qualche secondo, indecisa se lasciarsi andare o meno, vinse la ragione e la allontanò di nuovo << Lei è sposata >>.

 

Regina le accarezzò le labbra con il pollice << quello che lui non vede non può fargli del male >> tentò di avvicinarsi ancora ma Emma la respinse.

 

<< E' sbagliato >> le disse la bionda, ma gli occhi lucidi per l'eccitazione, il suo respiro affannato e le sue occhiate alle labbra dell'altra la tradirono.

 

La mora inchiodò i suoi occhi a quelli dell'altra ragazza << solo per questa notte. Domani sarà come se non fosse successo nulla >>.

 

<< Solo per questa notte >> ripeté Emma prima di farsi baciare nuovamente e lasciandosi andare completamente.

 

...

 

Le due donne erano ancora stese sul sedile del passeggiero, Regina era sdraiata su Emma, la testa appoggiata al petto della ragazza mentre la bionda le accarezzava dolcemente la schiena nuda.

 

<< Chissà chi è la nuova conquista di mio marito >> disse la mora ad un certo punto. Sentì la ragazza smettere di accarezzarle la schiena e irrigidissi sotto di lei. Quando capì che Emma non avrebbe detto nulla a riguardo alzò la testa e le sorrise dolcemente.

 

<< Credi che io non sappia nulla di queste "riunioni importanti"? >>

 

<< Mi dispiace >> si limitò a dire Emma. Difficile trovare qualcosa di meglio da dire in un momento del genere e con una confessione di quel tipo.

 

<< Non sono una donna ingenua >> continuò la mora, appoggiando nuovamente la testa sul petto dell'altra << e anche se lo fossi, ho comunque un buon udito. Li sento i commenti dei tuoi colleghi quando vado a trovare lui in ufficio. Dicono che sono una stronza e che mio marito fa bene a tradirmi. Forse è vero, sono una stronza. Ma non conosco altro modo per proteggermi, proteggermi da quello che fa lui e dai commenti degli altri >>.

 

Emma la baciò sulla fronde, riprendendo ad accarezzarla sulla schiena. Regina non era affatto una donna stronza, non era affatto arrogante. Voleva solo proteggersi dalle azioni di quel bastardo e dalla cattiveria della gente che la circonda. Emma avrebbe voluto starle accanto per sempre. Essere il cavaliere dalla scintillante armatura arrivato per salvare la principessa dal mostro. Emma si ripromise di mettere accuccia chiunque avesse qualcosa da dire su Regina.

 

 La mora fece un lungo respiro prima di prendere coraggio e parlare << Lo so che ti ho detto che sarebbe stato solo per questa notte. So di non avere il diritto di chiedertelo, lo so che non è giusto, specialmente nei tuoi confronti... ma mi sento così bene qui con te, mi sento al sicuro, lontana dallo spettro di un matrimonio fallito. Ti prego, possiamo vederci ancora? >>

 

Emma sorrise e la strinse ancora di più a se prima di sussurrarle << si >>.

 

 ...

 

Regina tornò a casa con un insolito sorriso dipinto sul volto.

 

<< Ti sei divertita? >> le chiese il marito, anche lui era tornato a casa da poco e si stava togliendo la camicia. La donna finse di non vedere la macchia di rossetto sopra di essa.

 

<< Si >> rispose Regina, osservando il marito che le dava le spalle. Si avvicinò a lui e gli sfiorò leggermente la schiena << Giovedì sera c'è un'opera teatrale che vorrei tanto vedere, so che sei molto impegnato quindi... potresti chiedere a quella ragazza di accompagnarmi ancora? >>.

 

Robin sorrise slacciandosi i pantaloni, non poteva crederci, gli si prospettava un'altra serata di divertimento << certo cara, glielo chiederò >>.

 

Regina si voltò e sorrise, tra soli tre giorni avrebbe potuto rivedere Emma.

 

Una volta spogliati si misero entrambi a letto << Tesoro? Ti dispiace se questa notte dormiamo solo? >>.

 

<< Come vuoi, cara >>.

 

Regina si girò su un fianco, dando le spalle al marito, respirò a fondo l'odore dell'altra donna che aveva ancora addosso, chiuse gli occhi e si addormentò.

 

 Tre anni dopo

 

Emma entrò nella sua caffetteria preferita e trovò ad aspettarla Regina. Si sedette al tavolo della mora dopo aver ordinato il caffè.

 

<< Allora? >> chiese all'altra donna.

 

<< E' finita >> rispose Regina bevendo un sorso del suo caffè.

 

<< Così in fretta? >>

 

<< E' un uomo in gamba >>.

 

Una cameriera portò il caffè alla bionda, interrompendo il discorso per pochi secondi.

 

<< Sono contenta che tu ti sia decisa, ero stufa di essere la tua amante >>.

 

Regina le fece un sorriso colpevole << mi dispiace >>.

 

<< Che accordi avete preso per il divorzio? Come dividerete i vostri beni? >>

 

<< Come ti ho già detto il signor Gold è un uomo in gamba, ha praticamente fatto a pezzi l'avvocato di Robin, quel Sidney Glass non ha avuto scampo >>.

 

Emma le sorrise << e? >>

 

<< E hai davanti a te la nuova proprietaria del Locksley e di tutti i suoi punti vendita, in più ho la casa e le due macchine. Praticamente a Robin gli sono rimasti solo i vestiti  >>.

 

Emma scosse la testa divertita << non ci posso credere >>.

 

Regina inarcò un sopracciglio << Non credi che io sia stata tanto buona da lasciargli almeno i suoi indumenti? >>

 

<< No, non riesco a credere che vado a letto con il capo >>.

 

<< Futura moglie >>.

 

Ad Emma andò di traverso il caffè nel sentire quelle parole << cos'hai detto scusa?>> riuscì a dire appena ripreso fiato.

 

Regina le sorrise divertita << Signorina Swan, ammetto che il mio comportamento non sia stato impeccabile negli ultimi tre anni. Ma sono una donna rispettosa, ripeto, donna e non ragazzina. Sono troppo vecchia per fare la fidanzatina >>.

 

<< Quindi ci sposiamo?>> chiese la bionda divertita.

 

<< Si, ci sposiamo >> ripeté l'altra sorridendo e stringendo una mano della ragazza con la sua.

 

 Fine.

 



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