Qualcosa Ŕ cambiato, mia piccola Lena by Miki

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Note della fiction:

Posto questa FF non mia, come da sommario.
L'autore o autrice è Nicky.
Nel ricopiarla (grazie anche ad un'amica che si è prestata a dettare), ho cercato di mantenere fede il più possibile all'originale, anche nella punteggiatura.

Qualcosa è cambiato, mia piccola Lena
di Nicky

"Uffa, che strazio, non ce la faccio più!" Entro nella stanza d'albergo che Ivan ha prenotato trascinandomi dietro due pesanti valigie: la mia e quella di Lena. Come al solito ho fretta di vedere com'è la camera, di accaparrarmi il letto migliore, ecc.. Sembrerà una cosa infantile, ma non posso farci nulla: sono capricciosa, prepotente, irrequieta, insomma: davvero insopportabile quando si tratta di restare lontana da casa. Voglio rendere l'ambiente confortevole, adattarlo il più possibile alla mia personalità confusionaria e un po' folle, anche a costo di portarmi dietro decine di peluches (soprattutto l'elefantino che mi ha regalato Ivan per il mio diciottesimo compleanno: è un amore!) o imbrattare le pareti. Non so come faccia Lena a sopportarmi: quella ragazza è una santa, un angelo! L'ho appena mollata giù insieme ad Ivan per venire a rifugiarmi qui e non mi ha neppure rimproverata. Il fatto è che ho bisogno di stare sola…di riflettere. Inizio a tirare rabbiosamente le coperte del letto, non sopporto di vederle in ordine, piegate alla perfezione quasi fossero di carta…Grr: che nervi! Ovviamente la cosa infastidirà Lena, che in silenzio inizierà a fissarmi con aria rassegnata ma sempre paziente. Penso ancora una volta al suo sorriso tanto dolce, sospiro in estasi.
"Ma che cavolo ti prende? Yulia torna in te!"
Ripeto: io sono così, sono odiosa, non posso farci nulla…non posso…non posso o non voglio? …
Mi lascio cadere sul materasso: è soffice come speravo, mi fa venire in mente i lunghi capelli di Lena, sono così belli, profumati, adoro darle una mano quando si pettina anche se mentre lo faccio fingo di annoiarmi a morte: ma quanti nodi hai? Perché non li tagli una buona volta e mettiamo fine a questo strazio? Che bugiarda che sono, mi manderei al diavolo! Ripenso all'intervista di poco fa, all'espressione subdola ed irritante di quel dannato giornalista, ah quanto avrei voluto ficcargli il microfono su per il … vabè lasciamo perdere… forse così l'avrebbe smessa di sorridere come un ebete e di fare domande tanto stupide, imbarazzanti.
- Siete lesbiche? Dite un po': quando l'avete fatto la prima volta? – secondo me ci provava gusto a stuzzicarci.
Bastardo: non ho resistito: "Chiedilo pure a tua sorella! Lei lo sa di certo" In effetti la diplomazia non è mai stata il mio forte!
Lena è scoppiata a ridere, il giornalista, invece, non sembrava divertirsi molto…forse non aveva capito la battuta. Era il caso di spiegargliela? Magari con un disegnino!
- Litigate spesso? Di chi è la colpa? – Lena mi ha guardata in maniera indescrivibile: avevamo battibeccato solo pochi minuti prima e, tanto per cambiare, a causa mia. Avevo preso in prestito la sua maglia preferita senza chiederle nemmeno il permesso e l'avevo ridotta piuttosto male versandoci su del caffè bollente: era stato un incidente, non l'avevo fatto apposta! Ma lei si era arrabbiata sul serio: forse avevo esagerato, non ricordo di averla mai vista così in collera.
"Non litighiamo spesso, comunque la colpa è di entrambe: lo stress gioca brutti scherzi e a volte si dicono cose.." si riferiva a quello che era appena successo? Sentivo la sua voce così vicina al mio cuore da farmi quasi male, mi feriva con una semplice carezza…si stava scusando per qualcosa che non aveva fatto, non era stata lei a cominciare…ero io, ero sempre io a provocarla civettando con le altre e con i ragazzi di cui non mi importava minimamente! D'altronde non avrei dovuto farmi scrupoli: il nostro era un "amore di facciata", il frutto di una sapiente operazione pubblicitaria, niente di più, o almeno questo era quello che avevo sempre pensato: perché tenermi a freno? Anche lei aveva un ragazzo da qualche parte a Mosca, una volta li avevo sentiti parlare per telefono. Il sangue iniziava a ribollirmi nelle vene ogni volta che pensavo al video di 30 Minutes, sul set avevo finto indifferenza perfino con me stessa, ma c'era qualcosa che mi faceva stare male alla sola idea di rivederla tra le braccia di un altro, di osservarla ridere di nuovo per le sciocchezze che una stupida comparsa aveva osato sussurrarle all'orecchio. Solo io sapevo farla ridere in un modo speciale, me l'aveva confessato lei tanto tempo fa. Adesso desideravo aggrapparmi con tutte le mie forze a quell'unica, debole certezza.
Iniziai a piangere. "Non è vero, sono io la vera rompipalle, la pecora nera…Perché ti ostini a tollerare tutto quello che faccio? E' perché non te ne frega un tubo? Giusto?" Mi rivolsi a Lena con rabbia, c'era tanto risentimento nelle mie parole, forse le stavo facendo paura…è stato così che li ho piantati in asso come una perfetta menefreghista, non avrei dovuto farlo, ma rischiavo di impazzire: tutti mi guardavano stupiti. Che figura!!!!!
Vabè ora mi riprendo, la confusione che ho in testa passerà presto…lo spero con tutta me stessa.
Toc, toc. Bussano alla porta: sarà Ivan, di sicuro è in vena di rimproveri dopo quello che ho combinato…Ogni tanto ho l'impressione di essere tornata indietro nel tempo, di rivivere l'esperienza Neposedi: finisce che mi cacciano a pedate pure stavolta, sarebbe un bel primato! Vado ad aprire: fingerò un malore se le cose prendono una brutta piega….
Lena entra nella camera senza guardarmi in faccia: è un uragano pronto a liberare da un momento all'altro la sua potenza distruttrice. I tratti del suo splendido viso sembrano un po' induriti dalla rabbia che ormai non è più in grado di soffocare, tuttavia non posso che rimanerne folgorata: è sempre bellissima…
"Ho capito, sai? Vuoi lo scontro, vuoi che maledica il giorno in cui t'ho incontrata..Ma cosa ho fatto per meritarmi il tuo odio? … Non ce la faccio ad andare avanti così, mi stai distruggendo.." Afferra il mio polso tentando di scuotermi con violenza…di demolire il muro d'incomprensione che ho stupidamente costruito tra noi due. Reagisco: mi sento minacciata. Subito mi libero dalla sua presa, le stringo i gomiti spingendola verso la parete. Lei chiude gli occhi senza reagire.  ..In un istante tutto cambia: il silenzio, i nostri respiri che si incontrano, poi piangendo inizio ad accarezzarle il collo pallido, i capelli lunghi e ribelli, mi ritrovo a baciarla con incredibile trasporto.. Non capisco più nulla: esiste solo lei, il resto non conta. La desidero disperatamente, voglio sentirla mia, soltanto mia…La stringo in un abbraccio tenero, appassionato…Tremo al pensiero che lei possa respingermi…I miei occhi la stanno implorando di non lasciarmi…mai.
Siamo finite sul mio letto: è in disordine, ma non importa. Non smetto un momento d'accarezzarla, di darle innumerevoli baci sul collo, sulle labbra…
"Cosa significa questo, Yulia? Io pensavo che.." Non rispondo, mi limito a guidare la sua mano tremante verso il battito frenetico del mio cuore.
"Non importa cosa dicono gli altri, basta fingere: io ti amo Lena, più di quanto immagini, sei l'unico bel regalo che mi ha fatto la vita, la cosa più preziosa che ho..ti amo..ti amo..so che non ti merito, so di essere una nullità, ma non voglio perderti, non lo sopporterei.." Quelle parole così sincere mi escono dall'anima.
"Non capisco, hai sempre cercato di tenermi a distanza.." Mi fissa incredula: i suoi occhi splendono come stelle nella notte buia, sento di appartenerle.
"E' perché avevo paura d'innamorarmi sul serio e ora che è successo sono più spaventata di prima!.." Sorrido rannicchiandomi al suo fianco.
"Credo di amarti anch'io…da sempre, sei la mia dolce tiranna" Mi abbraccia finalmente libera da ogni dubbio "hai stregato il mio cuore, la mia mente, il mio corpo…"
"Da oggi le cose cambieranno, saranno più difficili, ma le affronteremo insieme. Se lo vuoi.."
"E' già cambiato qualcosa, vero?" Sorride.
"Sì, qualcosa è cambiato, mia piccola Lena." La bacio dolcemente sulle labbra.

Nel frattempo Ivan sta salendo le scale, vuole spiegazioni per l'inqualificabile comportamento di Yulia. Non sa che nessuno verrà ad aprirgli la porta: quegli attimi sono tutti per loro, per l'amore, le parole adesso non servono.



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