Nuovo incontro by marys87

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Note per questo capitolo: niente da dichiarare. I nomi Yulia e lena appartengono alle due cantanti, ma ono romanzate parechcio qui.
Capitolo1

 

Yulia ascoltava la musica. Era seduta sul muretto della scuola, il sole caldo sul viso come pioggia di luce, gli occhi chiusi, i capelli corvini corti mossi da un tiepida e gradevole brezza. Nelle sue orecchie risuonavano ritmate le parole ormai conosciute a memoria di una delle sue cantanti preferite. Ascoltava senza pensare a niente se non alle note dolci e melodiose che le riempivano il cuore. Tutto, quando sentiva quella musica, le sembrava possibile. Volava con le stelle nel cielo e sentiva di poterlo toccare con un dito, di poterci camminare e posarsi sulle nuvole leggere. Era un’emozione sempre nuova. Quella voce…così dolce e forte, piena di sentimento, di passione… tutto aveva un altro colore, tutto diventava limpido e blu. Se le avessero detto che il mondo era fatto di zucchero, lei ci avrebbe creduto. E se avesse visto angeli che la salutavano, avrebbe detto che fossero stati veri. Nell’amore e nella poesia di ogni frase, ogni verso, si racchiudevano paesaggi infiniti, che parlavano di speranze, di sogni, di sofferenze, gioie, amarezze, sorrisi. Lei era fatta così. Viveva nel sogno e nella speranza. Poteva amare e gioire. Poteva odiare e soffrire. Come chiunque. E la sua era una vita che cercava solo amore. E finalmente, l’aveva trovato. Amore vero. Quello stesso amore che le aveva fatto scoprire la grandezza della musica.
Non avrebbe mai creduto, sino ad allora, che potesse succedere proprio a lei, che tendeva a perdersi unicamente  nel suo mondo di elfi e fate, chiudersi nella sua solitudine a leggere libri e a credere solo in ciò che vedeva o che voleva lei. Aveva sempre pensato che la razionalità era si importante, ma che tutto il resto non era che fantasia, compreso l’amore.
Si era sbagliata. Eccome!
Era bastato uno sguardo, un semplice sguardo durato pochissimi istanti, ma lungo come un’intera vita. E da quel momento, l’intero suo corpo aveva cominciato un processo di mutamento che neanche lei aveva saputo comprendere. Quegli occhi… quella luce…
I fremiti non avevano smesso neanche quando la campanella aveva suonato, lei si era diretta senza nemmeno pensare a dove stava andando verso al sua aula, la lezione di storia era cominciata e la prof l’aveva chiamata a ripetere l’ultimo capitolo che aveva spiegato. Nemmeno quando poi durante l’ora di disegno il prof aveva assegnato cinque tavole per la settimana successiva. Neppure quando all’ultima ora aveva assistito ad un grave incidente proprio sulla strada che lei faceva tutti i giorni con il motorino.
Dentro la sua mente quell’immagine dolcissima non aveva più smesso di girarle intorno, senza possibilità di cancellarla. E quando era ritornata a casa, aveva provato a fare di tutto per non pensarci, ma niente. Come un chiodo fisso, riusciva a vedere la sua figura anche aprendo i libri, davanti allo specchio, dentro i cassetti, per la strada…ovunque.
Quello che non poteva ancora credere e faticava ad accettare, era che non si era innamorata di un comune ragazzo come di solito succedeva alle sue coetanee.
Yulia aveva quasi 18 anni. Non era mai stata una ragazza ribelle. Ma le pressioni e le attenzioni della sua famiglia nei suoi riguardi, cominciavano ad essere strette per lei. Si sentiva come in trappola, soffocata. Non riusciva più a stare a quelle regole, non voleva diventare una marionetta.
Ed è per questo che aveva deciso di cominciare ad agire di testa sua, desiderando tagliare i capelli corti e fregandosene delle tante parole urlatele dietro dalla madre.
Con i suoi grandi occhi blu oceano, poteva permettersi tutto.
-          No, tu non te li fai i capelli corti, capito!!?? – le urlava dietro la madre.
-          Ma perché!
-          Perché qui comando io e non voglio! Altrimenti non entri più qui a casa!! Ti sembra normale che una ragazza si tagli i capelli in quella maniera? Vuoi diventare una teppista?!
-          Ma che dici! È solo così, per cambiare!
-          Ti ho detto no! E guarda che se ti azzardi a fare una cosa del genere, ti giuro che non ti faccio entrare! E non pensare a tuo padre! Nemmeno lui è d’accordo!
-          Mà, non mi interessa, i capelli sono i miei, mica i tuoi!
-          Basta! Lasciami stare e torna a studiare, invece d pensare a  cose del genere!
-          E va bene!!!
Yulia aveva voltato le spalle alla madre, andandosene a grandi passi e sbattendo al porta di casa dietro di sé.
-          Dove vai?? Torna qui!
-          Lasciami in pace!
Aveva sceso le scale, inforcato la moto ed aveva fatto una lunghissima corsa lungo tutto il litorale, sentendo l’aria fresca del amre che le entrava nei polmoni. Dentro aveva pensato “mamma quando ti odio!”.
Fermatasi davanti ad una vetrina di un salone di bellezza, aveva sbirciato da fuori per vedere quanta gente c fosse dentro: non vedendo quasi nessuno, si era fatta coraggio ed era entrata, chiedendo di dare un taglio decisivo alla sua lunga chioma e di cambiare il colore.
Alla fine, gliel’aveva fatta a sua madre.
Il risultato era stato  ottimo: Yulia così era bellissima, tanto che la ragazza che aveva compiuto l’opera, ne rimase incantata.
-          Sei veramente molto bella, Yulia! Stai benissimo adesso. Non che prima non stessi bene, eh!
-          Grazie. – aveva risposto fissandosi allo specchio – Il problema ora è tornare a casa….
Yulia si piaceva così, certo...ma adesso dentro provava un senso di strana angoscia, una sensazione di colpa. In fondo, aveva disubbidito notevolmente alla madre. E non era qualcosa che si potesse poi ricambiare immediatamente...non poteva certo tornare indietro!
Aveva così trascorso quella sera fuori, da un’amica, la quale vedendola arrivare in moto, inizialmente non si era accorta di niente. Come si era levata il casco, aveva tirato un urlo di meraviglia, ma poi, vedendo che stava benissimo, non aveva potuto frenare l’entusiasmo.
-          E adesso, che dici a tua madre?
-          Boh, nn ne ho idea.
Si erano sedute a bere un tè mentre guardavano un film alla tv.
-          Sicuramente, cercherò di rientrare stanotte, quando lei sta dormendo. O magari, mentre non c’è.
-          Vuoi dirmi che avete litigato e non sei ancora tornata a casa?
-          Già.
-          E non si sarà preoccupata?
-          Certo. Ma io sono inca***ta con lei, lei lo è con me…siamo pari. E poi, non ho mica staccato il cellulare: se si preoccuperà, mi chiamerà.
-          Ma allora, dovrai rientrare…e che ti dirà?
-          Magari non mi fa entrare!
Si erano messe a ridere, poi, con le prime ombre della sera, il telefono di Yulia aveva cominciato a squillare.
-          Dove sei? Torna subito.
-          No, mangio fuori.
-          Ti ho detto torna subito, è un ordine!
-          Si, arrivo...
Lei aveva sbuffato, roteando gli occhi al cielo, poi con l’amica si erano guardate divertite. Ma poi, Yulia era tornata seria, pensando alla reazione della madre.
E che reazione!
Non appena ebbe messo piede in casa, Yulia si ritrovò scaraventata al muro da un poderoso schiaffo.
-          Hei, mà! Ma che ti prende! – aveva risposto, massaggiandosi la guancia ancora rossa.
-          Dove diavolo eri?? Ti sei tagliata i capelli!!??!!!! Ah, ma adesso basta!!
La donna aveva preso le chiavi del motorino.
-          Queste non le rivedi per due settimane, anzi tre!!

 

“….in sequestro per due o tre settimane….”
Due settimane senza la sua adorata carrozzina… è così che chiamava la sua moto.
-          Ma, dai, la moto no! – Yulia aveva gli occhi lucidi.
-          Tu non ti rendi conto di quello che hai fatto! Mi hai disubbidito due volte!!
-          Ma mà…io…
-          Sparisci! Và via dalla mia vista!
La madre era furiosa, quella sera aveva mandato la figlia in camera sua senza cena.
Manco avesse ancora dodici anni…
Che chezz, mà….a volte sei proprio stronzetta…” aveva pensato Yulia, continuando a tenere una mano sulla guancia dolente e sedendosi sul suo letto…una lacrima di risentimento le era colata sino al mento.
Si era avvicinata allo specchio, per guardarsi bene: non solo così stava decisamente meglio, ma adesso scorgeva i suoi lineamenti riscoprendosi ancora più bella di prima.
A parte per il segno sulla guancia bordeaux delle cinque dita della dolce e gentile manina della mammina, che le aveva candidamente poggiato con delicatezza infinita come segno di amore.
Al diavolo sua madre. Si fece un paio di foto col cellulare, poi si guardò a lungo. “accidenti, sto diventando narcisista!”. Pensava all’indomani…a quando a scuola tutti l’avrebbero vista così. Si, era un cambiamento drastico. Nessuno se lo sarebbe aspettato da lei.
Mentre pensava ciò, si era sdraiata ancora vestita, finchè le braccia di un Morfeo abbastanza birichino quella notte non l’avevano cullata dolcemente in un sogno…
Si, Morfeo spesso era birichino, ma a volte esagerava anche.

 

**…Un pony azzurro e dalla chioma viola brucava placido dell’erbetta di un campo tutto ricoperto di fiori….yulia voleva cavalcarlo, perciò lo chiamò…quello si avvicinò, sollevando e abbassando il muso…yulia lo carezzò…era così morbido, così tenero! Poi, appena fu montata sopra, cominciò a girare la manopola dell’acceleratore…adesso il cavallo era la sua moto..,che faceva un rumore pazzesco…tipo sega elettrica…stava tagliando qualcosa…sentiva il rumore della resistenza del corpo che veniva lacerato dalla lama della sega elettrica che impugnava…adesso non era più in un campo, ma a scuola…e il sangue schizzava ovunque…si, stava tagliando in due sua madre! Ma non era né spaventata, né triste o scioccata…. Si accorse che nella classe c’era anche la sua insegnante di italiano…i suoi compagni le dicevano che coi capelli così era uno schianto…poi scorse anche altre figure…una di quelle la fece sobbalzare…era lo stesso sguardo che vedeva a scuola…aveva guardato la motosega sanguinante e i resti del corpo di quella che sarebbe dovuta essere una donna. Che diamine sto facendo??!! Mamma, noooo!!!!...**

 

Si era svegliata, ansimando, nella sua stanza. Le luci erano soffuse, come se fosse appena mattina. Aveva fatto un lungo sospiro…per fortuna si era trattato di un sogno. Piuttosto strano.
Si era messa in piedi, aveva indossato una maglietta di quattro taglie più della sua, e quando aveva aperto la porta della sua stanza, per terra aveva trovato un biglietto di scuse da parte di sua madre.
<< Perdonami per ieri sera, cucciolo….tua madre è nervosa in questo periodo. Non mi vedrai stamattina, sono a lavoro dalle cinque. Spero tu faccia una buona colazione. Ti ho messo le chiavi della moto sul tavolo.
Un bacio.
Ma.
p.s.
Stai benissimo coi capelli così, ieri non te l’ho detto perché mi hai fatto proprio arrabbiare.>>

 

“Che cavoli…adesso mi sento io in colpa per il sogno che ho fatto…ma dimmi tu…”.
Yulia, da quel momento, aveva smesso di litigare fortemente con sua madre. Anzi, i loro rapporti si erano addolciti e niente più scenate o brutte parole.

 

La madre vedeva crescere sua figlia…la vedeva diventare sempre più bella, sempre più ammirata dagli altri. Sperava tanto che si innamorasse presto di un ricco ragazzo, magari anche studioso.
Yulia, infatti, possedeva un fisico invidiabile e da quando aveva cambiato look, l’avevano anche chiamata alla sfilata di Miss Istituto di quell’anno, ma lei vi aveva rinunciato. Amava i viaggi e le scoperte. Soprattutto, amava cantare.
A scuola, stava discretamente bene. Si era, diciamo, rassegnata ed adeguata. Vedeva le sue compagne uscire con i loro ragazzi, fare le civette al passaggio di qualche loro amico particolarmente carino, aveva anche lei più volte partecipato alle “cacce al mito”, cercando di scovarlo e ammirarlo segretamente. Ma appunto, lei vi aveva partecipato più volte, senza però mai coglierne un senso ben preciso. Non aveva ancora avuto un ragazzo, lei. E c’è chi la guardava un po’ storto proprio per questo. Ma a lei non importava. Aveva vissuto bene sino ad adesso, con i suoi momenti di pazzia, le risate, gli scherzi e gli attimi di serietà assieme ai suoi amici. Forse, in fondo, si trovava bene in quella scuola…non era il massimo, ma nemmeno da buttare via. E tutto, forse, era sempre stato abbastanza monotono per lei.
Le sue amiche, quelle che le volevano bene, a volte la prendevano in giro.
-          Yuli, ma proprio non ti va di conoscere Nick? Guarda che è carino!
-          Ma no…devo studiare…non ho tempo.
-          Ma va’! chissà perché mi aspettavo questa risposta…
-          No, davvero…adesso devo pensare ad avere la sufficienza in quella maledetta di una matematica schifosa.
-          Ahaha! Ma Nick è bravo in matematica, ti può aiutare!
-          No, grazie…studio meglio sola.
-          Okay… però domani usciamo per cercare Marco, ok? È troppo carino…voglio vedere che locali frequenta!
-          Si, si…- pensando:” e Marco chi è? Non era Nick? Uff..un altro..”.
Yulia accoglieva sempre con lo stesso pacato entusiasmo ogni proposta fattale dalle sue amiche. Lei amava poco i cambiamenti, le novità. Solo su di lei potevano esserci cambiamenti. Il resto, era tutto uguale.
Ragazzi? Naaa…ma che cosa ci trovavano di così divertente?? Forse perché avevano una moto per portare in giro le ragazze?  Anche Yulia aveva una moto, embè? Anche lei poteva portare in giro chiunque.
Inutile, nessuna sua amica era riuscita mai convincerla.
Yulia vedeva il resto del mondo come uno specchio nel quale si rifletteva, vedeva i propri cambiamenti…ma per lei, restava tutto come sempre.
Almeno, così le era sembrato fino ad allora.

 

 

Fine primo capitolo!


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