L' una per l' altra by Volk 93

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Note per questo capitolo:

Premetto che questa ff NON l'ho scritta io, ma l'ho trovata su internet; forse prima o poi mi deciderò a postare anche qualcosa di mio =) 

 

L'UNA PER L'ALTRA
di Miki



Chi ha voglia di andare a scuola? Non io di certo! Ma devo. Sì, purtroppo devo, ma sento che oggi non sarà così tragica, non so il perché. La mia pigrizia è da guinness dei primati: sono una ragazza sveglia, certo, ma quando si tratta di prepararsi per andare a scuola ci metto un’eternità. Così farò tardi ANCHE stamattina!

<<julia!! Cavolo! Ti vuoi muovere? Lo sai che la prof già ti odia, poi fai tardi pure stamattina!!>>
<<ma che vuoi di più da me? Non vedi che ho il fiatone? Ho corso pure, di solito me la prendo con calma comunque!>> rispondo io praticamente spossata, pare che Irina stamattina ci si voglia mettere anche lei!
<<dai, corriamo in classe!>>
Un’altra corsa su per le scale, entriamo in classe e la prof mi fulmina (solo a me perché io sono la sua prediletta!) con uno sguardo. Ma sembra quasi che voglia ignorarmi. Allora è questa la cosa bella di stamattina?
<<non illuderti Julia.>> mi avverte Irina.
La lezione inizia, e lei incomincia a rompere...
<<ragazzi, ho portato i vostri compiti della settimana scorsa. In generale non c’è male, a parte qualche caso...>>
Chissà chi sarà questo caso, non riesco proprio a immaginare...!
<<volkova, non solo ti presenti in ritardo, non solo il tuo compito è inguardabile, ma ti metti a fare anche commenti?>>
<<ma io non ho detto niente!>> ma che è, ora questa legge pure nel pensiero??
<<volkova non rispondere con questo tono. Comunque avresti fatto meglio a consegnare il foglio in bianco, invece di scrivere cose che non stanno né in cielo né in terra, si può sapere cosa c’è nella tua testa? Ma quando ti metterai a studiare?>>
<<prof, ma io studio!>> A VOLTE studio, è vero! Con il walkman nelle orecchie, sì, ma studio!
<<studi da sola?>>
<<sì.>>
<<non ti fai aiutare da nessuno?>>
<<no, in realtà non ho mai creduto di dover essere aiutata e...>>
<<bene, visto che non te ne rendi neanche conto dell’aiuto di cui hai bisogno vedrò io per te. C’è qualcuno che abita vicino a te, con cui potresti studiare?>>
<<eh, ma io...>>
<<ho capito, vedrò io anche per questo.>> detto questo prende il registo di classe e si mette a guardare tutti gli indirizzi di tutti gli alunni della classe! Oh, no!!!!!
<<ecco.>>
<<ecco cosa?>> domando io preoccupatissima. Irina intanto ride! Ma che si ride quest’altra?? Sta per compiersi una tragedia!
<<elena, tu stai in centro ed è facile raggiungere la zona. Vorresti vedere tu se puoi aiutare questa sfaticata a studiare?>>
Pure sfaticata mi chiama! Lena Katina, quella secchiona del primo banco, oggi sembra scendere dalle nuvole, non sono solo io che mi distraggo A VOLTE!
<<eh? Io...beh...sì, credo di sì.>> ma che ha detto? Non l’ho neanche sentita quasi!
<<allora Volkova, in questi giorni faresti meglio a studiare con lei invece che da sola, sempre ammesso che sia vero che studi! Ho giusto un compito da assegnare per gruppi, tu lo farai con lei, intesi? Ora torniamo a noi.>>
NOOOOOOO!!! Ma che ho fatto di male io?? Irina continua a ridersela, mentre io sto pensando che: primo dovrò mettermi a studiare DAVVERO per la prima volta nella mia vita, secondo dovrò andare da Lena Katina!! Non può essere!! Io non posso frequentare una secchiona! Quella studia sempre, SEMPRE!! Ma non si mette vergogna? E poi non parla mai con nessuno, non ha amici, non esce, veste in un modo indescrivibile, non va mai ad una festa, ma come si fa a vivere così?? E io dovrei farmela con lei? NOOOOOO!!!
In due anni che stiamo in classe insieme ci siamo parlate solo qualche volta, e spesso per chiederle se mi faceva copiare i compiti! E ora dovrei addirittura passare i miei preziosissimi pomeriggi con lei a studiare? Ma oggi non doveva succedere qualcosa di bello?! La giornata è cominciata a dir poco stupendamente!

E’ inutile continuare a farvi partecipi dei miei pensieri, perché sarebbero tutte parolacce! Dopo scuola mi tocca pure parlare con Lena Katina, che vergogna, speriamo che nessuno mi abbia vista! In preda alla disperazione, cerco un ultimo tentativo.
<<irina, non è che andresti tu a parlarle al posto mio? Dai!>>
<<cosa?! Ma Julia! Scusa, sei tu che devi studiare con lei, non io! Abbi il coraggio delle tue azioni e vai da lei. In fondo, cosa potrà mai essere di così terribile?>>
<<ma che è? Ora ti metti pure a fare la moralista? Ok, ho capito, oggi tutto il mondo è contro di me...>>
<<andiamo su! Non lamentarti, che ci può essere di molto peggio!>>
<<non oso immaginare allora...!>>
Ok, tanto lo sapevo che Irina mi lasciava fare tutto da sola, a volte mi chiedo a cosa serva quella ragazza!
Quella secchiona che porta il nome di Lena Katina se ne sta lì, da sola come al solito, anzi che dico, come SEMPRE, ecco questo è l’avverbio giusto! Ehi, ma so anche che “sempre” è un avverbio! Visto? Io sono una ragazza intelligente, altro che sfaticata! E’ la prof che non capisce niente, sono un genio incompreso io, come Newton...o era Einstein? Vabbè, la storia non fa per me! Comunque, stando bene attenta a che non passi nessuno che conosco, vado da lei.
<<ehi Katina!>> non nascondo che sono un po’ imbarazzata.
<<eh? Ah ciao Julia.>> mi parla con un filo di voce.
<<ma sei sempre sulle nuvole? Potresti anche parlare a voce un po’ più alta!>>
<<e tu potresti anche cominciare a chiamarmi per nome! Mi chiamo Lena io, sai?>>
<<come? Ah, ma che caratterino! OK! LENA.>> cominciamo proprio bene!
<<va bene così, grazie.>>
<<prego. Comunque come dobbiamo fare per oggi? Cioè per...studiare...>> mi fa un certo effetto dire che devo studiare!
<<io comincerei piuttosto presto, puoi venire da me alle tre?>>
<<uh? Così presto? Non vuoi darmi nemmeno il tempo di mangiare? E poi sai, un po’ di tv e poi...>>
<<fa’ come vuoi, non sono io che devo migliorare, sei tu!>> sempre con questo “tu”!
<<e va bene! Cercherò di venire per le tre! Comunque non preoccuparti se faccio un po’ più tardi, mi aspetti?>> mi sento umiliatissima a chiedere una cosa del genere! Che disonore!
<<sì, certo. A più tardi allora. Adesso devo proprio andare, ciao.>>
<<sì, sì, anch’io infatti, ciao.>>
Praticamente corro dall’altro lato della strada per non farmi vedere da nessuno, di modo che nessuno andasse a pensare che io stavo parlando con Lena Katina! Una corsa anche per tornare a casa, visto che devo fare in fretta per essere pronta per le tre! Mai fatto in vita mia! Credo di essermi già stancata di questa storia, e non è neanche cominciata ancora! Oh, no!!!

Esco di casa che sono le 15:25! Naturalmente il pullman è già passato, io l’ho perso e s’intende che dovrò farmela in bici! Ci vuole comunque il suo tempo, in pratica arrivo a casa di Lena alle 15:40! Busso alla porta e lei viene ad aprirmi con uno sguardo già rassegnato, io le rispondo con un sorriso furbetto e alquanto ruffiano.
<<ehi, ciao...Lena!>> ecco, ho imparato pure a chiamarla per nome, che vuole di più?
<<ciao...Julia! Dai entra, che è già tardi.>>
Mi fa entrare, casa sua è davvero carina, tutta in ordine, ci sono i suoi genitori in cucina che guardano la tv, saluto presentandomi. Uffa, la madre di Lena sta guardando la mia trasmissione preferita, quella che io guardo ogni giorno, e invece ora devo studiare! M’incanto per qualche secondo davanti allo schermo e già la vigilessa Lena mi afferra per un braccio e mi porta nel salone!
<<sbrighiamoci, mi sembra che tu abbia già perso troppo tempo Julia.>> ih-ih, è seccata perché sono arrivata tardi, non lo sa che io ho fatto del mio meglio per fare “presto”!
<<uffa!>> io volevo vedere la tv oggi, come tutti i giorni!
<<e non sbuffare!>> mi vuole fare anche da mammina?
<<senti Lena, parliamoci francamente, io non ne capisco niente di questa roba, siccome tu invece sei bravissima, perché non fai tutto tu e poi mettiamo il nome mio e diciamo alla prof che ho partecipato anch’io? Dai, che ti costa?>> sto cercando solo di essere sincera, non ho nessuna voglia d’impegnarmi.
<<e poi quando la professoressa t’interrogherà su questo, che le dirai?>>
<<eh?>> ah già, è un dettaglio che avevo trascurato! Rimango senza parole.
<<e’ inutile Julia. Stavolta dovrai studiare davvero, non puoi scampartela. Ora cominciamo che sono già le quattro!>>
Comincia così quello che sarà sicuramente il pomeriggio più lungo tutta la mia vita!

Dopo due ore di lavoro ininterrotto, sono già completamente fusa! Per forza! A quanto pare la secchiona non ha la minima intenzione di fare nemmeno una pausa, che vuole tenermi così, senza nemmeno mangiare qualcosina?
<<senti Lena, sono quasi le sei.>>
<<sì, e allora?>>
<<beh, tu non...non facciamo merenda?>>
<<hai fame? Non sembri una che mangia tanto.>>
<<e’ che tutto questo studio, ecco mi ha bruciato tutto quello che avevo mangiato! Facciamo una pausa?>> sembro quasi una bambina, ma come devo fare? Io ho fame! Questa non si ferma mai!
<<d’accordo, ma solo cinque minuti. Seguimi.>>
Finalmente ci avviamo verso la cucina! Mi dice quello che c’è, io dovrei scegliere... ih-ih!
<<non c’è la Nutella??>>
<<sì, dovrebbe esserci, vediamo...ah eccola, è lassù, deve avercela messa mio padre, ma cosa crede, che siamo tutti alti come lui in questa casa? Aspetta.>> Lena che si lamenta! In fondo questa ragazza non è poi così male come credevo. Prende una sedia e ci sale sopra, io sto quasi per ridere mentre la guardo, quando all’improvviso mi accorgo che sta per perdere l’equilibrio! Mi avvicino per cercare di aiutarla, ma invece di fare una cosa buona, il risultato è Lena che cade rovinosamente dalla sedia...addosso a me!
<<ahia!>>
<<oddio Julia! Ti sei fatta male? >>
<<no, a parte la tua ginocchiata in mezzo alle mie gambe!>> io sono una ragazza sincera!
<<scusa, non l’ho fatto apposta!>>
<<vorrei vedere!>> intanto continuo a lamentarmi che mi fa male proprio lì!
<<e dai smettila! Che sarà mai? Tanto mica hai il coso come i ragazzi! Loro sì che si fanno male!>> e ride! Ma che si ride??
<<solo quello mi manca, poi sto a posto!>> uno dei miei soliti commenti!
<<come?>>
<<no niente! Allora lo mangiamo questo pane e Nutella?>>
Così facciamo questo spuntino, Lena non è contenta, abbiamo perso molto più di cinque minuti, ma perché deve sempre calcolare tutto? Sto da lei fino alle 19.30, poi me ne vado, in fondo non è stato così terribile come immaginavo, anzi.
<<ok, allora ci vediamo domani a scuola.>>
<<a domani Julia. Ciao.>>
Dovrei andarmene, infatti sto per andare a prendere la mia bici, ma anche se vorrei non mi smuovo dalla soglia. Lena intanto mi fissa, aspettando che io me ne vada, non so che fare.
<<ehm...Lena?>>
<<dimmi. Che c’è?>> non so cosa dirle, cioè vorrei dirle qualcosa, ma non mi esce.
<<lena...lo sai...lo sai che mi hai fatto veramente male?>> ho detto la mia stupidata giornaliera!
<<oh! Ancora con questa storia?! Ora basta, su, vai a casa che si è fatto buio!>>
<<sìssignora! Ai vostri ordini!>>
Stavolta riesco a scollarmi, e me ne vado di corsa a casa mia. Per la prima volta nella mia vita ho passato un pomeriggio a studiare, e non vedo l’ora che venga domani per andare a scuola! Ma che mi sta succedendo? Forse sono malata. Quando torno a casa chiamo Irina. Lei subito comincia a prendermi in giro per il fatto di aver passato il pomeriggio a casa di Lena, una ragazza che ci è sempre piaciuto sfottere, l’abbiamo sempre solo usata per farci copiare i compiti e ci dicevamo sempre che non l’avremmo mai frequentata per niente al mondo.
<<no, Irina, ti sbagli, non è poi così male, davvero!>>
<<julia, ma che fai? Adesso la difendi pure? Ti rendo conto di quello che stai dicendo?>>
<<sì, ma che c’è di strano? In fondo abbiamo giudicato una ragazza che non conoscevamo nemmeno!>>
<<e dimmi un po’, ti sei anche divertita a casa sua?>> io sorrido al pensiero di oggi pomeriggio.
<<sì! Senti questa, siccome io avevo fame le ho detto mangiamo, allora siamo andate in cucina e lei è salita sulla sedia per prendere la Nutella, ma stava cadendo e io per prenderla...>>
<<juliaaaaaaaaaa!!! Stop! Basta! Fermati!>>
<<ma che c’è?>> uffa ha interrotto il mio racconto spassosissimo sulla caduta di Lena.
<<quella ti sta già contagiando! Non è che ora PER LEI non esci più con me?>>
<<iri, ma come ti vengono in mente certe cose? Tu sei sempre la mia migliore amica, Lena è un’altra cosa, lei è...>> a questo punto mi blocco!
<<...una compagna di studio?>> suggerisce Irina dall’altro capo del telefono.
<<una compagna di studio?>> ripeto io, chiedendolo più a me stessa che a lei.
<<sì, una con cui ci studi soltanto. Non ti convince?>>
<<...>> non so che dire, odio quando non riesco a trovare le parole.
<<julia? Pronto? Julia?>>
<<sì, sì, ora devo andare, ti saluto, ciao Iri!>>
<<eh? Ok, ciao. NON FARE TARDI!>>
Attacco e corro a mangiare. Comincio a pensare che la mia vita sia sempre così di corsa, dovrei fare in modo di riuscire a prendere le cose con più calma, così magari poi riuscirei anche a guardarmi un po’ dentro. Boh, non lo so! Sono impazzita del tutto dopo questo pomeriggio con Lena, chissà che sta facendo ora... spero non stia ancora sui libri!

Se me l’avessero detto ieri non c’avrei mai creduto: stamattina sono in perfetto orario, quando arrivo a scuola molti ancora devono entrare. Vado da Irina, non vedo Lena.
<<ehi, Julia! Cosa ci fai qui?>>
<<come cosa ci faccio? Vengo alla tua stessa scuola, sai?>> rispondo continuando a guardarmi intorno.
<<sì, ma... Non credevo mi prendessi così alla lettera!>>
<<lettera? Ma di cosa parli? Io non ho preso nessuna lettera, tantomeno da te!>> niente, Lena non la trovo!
<<lasciamo perdere Julia! E’ un modo di dire! Meno male che Lena Katina non ti ha ancora reso irrecuperabile! Mantieni sempre un certo livello d’allergia all’istruzione.>>
<<si chiama Lena lei! Non le piace essere chiamata per cognome!>>
<<oh, mi scusi, porgo le mie più umili scuse a sua signoria, ciò che ho osato fare non si ripeterà più, altrimenti mi taglierà la testa?>> ride, sta sfottendo apertamente!
<<smettila Irina! Andiamo in classe ora!>>
Mi sono preoccupata per niente: Lena sta già in classe, avrei dovuto saperlo, lascio il mio zaino sul banco e vado a salutarla, Irina intanto impreca da sola.
<<ciao!>> mi esce spontaneo un sorriso, non so perché. Lei sta già incollata ad un libro, sta ripetendo, cosa non so, che cavolo abbiamo alla prima ora?
<<ciao.>> mi risponde dopo aver alzato la testa, è abbastanza sorpresa, però mi sorride. All’improvviso mi rendo conto che non so cosa dirle, è esattamente come ieri sera, vorrei dirle qualcosa, ma non mi esce fuori nulla! Ma cosa mi prende?
<<...eh...che...>> questo è tutto quello che riesco a farmi uscire da bocca.
<<sto ripetendo geografia, lo so che per te è inammissibile, ma ieri abbiamo perso molto tempo, così ho studiato solo ieri sera, e non ho avuto il tempo per ripetere.>>
<<ah!>> che le dovrei dire? Che è pazza? Meglio evitare, potrebbe passarle la voglia di studiare con me! O sono io che studio con lei?
<<come stai?>> mi chiede, finalmente passiamo a cose più concrete!
<<io bene, e tu?>>
<<bene, ma... mica ti fa ancora male?>>
<<cosa?>>
<<beh...lì, ieri, ti ho...>>
<<ah! No, no, è tutto ok! Grazie di esserti preoccupata!>>
<<figurati, io...>>
<<juliaaaaaaaa!>> eccola! Lo sapevo che non mi lasciava stare vicino a Lena! In fondo, nonostante tutto è la mia migliore amica, non posso certo far vedere di preferire Lena a lei, così le faccio un cenno, poi guardo Lena, lei mi guarda come se avesse capito perfettamente, mi fa un mezzo sorriso, così io sto tranquilla e lei continua a ripetersi la sua geografia!
Non ho il tempo di arrivare a chiedere a Irina cosa volesse, che entra la prof e comincia un altro lungo giorno di lezione!



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